Anno: 2015

  • Panini al formaggio Oscypek, salamini, cipolle, paprika e olio di  camelina

    Panini al formaggio Oscypek, salamini, cipolle, paprika e olio di camelina

    La mia seconda proposta per il contest sulla cucina polacca cui sono stata invitata a partecipare. Vi ricordo che se vi piacciono le mie proposte, potete votarmi qui:

    panini formaggio, cipolle, salame polacco

    Ingredienti

    • 380 gr. di farina 0 (io ho usato la
    • 120 ml d’acqua
    • 130 di latte
    • 10 g   di lievito di birra
    • 1 cucchiaio di olio di camelina
    • 1/2 cucchiaino di zucchero
    • 1 cucchiaio di paprica dolce
    • 150 gr di formaggio Oscypek
    • Mezzo chilo di cipolla dorata
    • 1 salamino 
    • qualche fettina di salamino per decorare

      Procedimento

      Mettete nella planetaria la farina ed impastatela con l’acqua, metà del latte l’olio di camelina, il lievito sbriciolato e lo zucchero.

    Nel frattempo, grattugiate il formaggio e mescolatelo  alla metà del latte lasciato da parte e aggiungete la paprica. Mescolate bene, in modo da formare una crema e aggiungetela un po’ per volta, a cucchiaiate, all’impasto.

    Continuate  fino a quando l’impasto non si presenta piuttosto elastico. Mettete quindi a riposare in una ciotola unta fino a quando non sia almeno raddoppiato di volume.

    Rovesciate quindi sul tavolo senza impastare e dividete in porzioni di 40 gr l’una ca.
    Formate dei panini tondi e mettete a lievitare coprendo bene in modo che non secchino in superficie.

    Quando appaiono ben lievitati, fate un buco al centro e riempitelo con le cipolle. 

    Cuocete in forno già caldo a 200 gradi fino a quando non appaiono ben dorati. Ancora caldi, aggiungete un paio di gocce di olio di camelina e   decorate con una fettina di salamino.

    Questa, la colazione completa. A più tardi, con i canestrelli alla crema di formaggio fritto e miele.

    colazione polacca, le mie ricette per il contest presto sul blog

  • Colazione polacca: Brioche alle mele e al sidro, con chips di mela

    Colazione polacca: Brioche alle mele e al sidro, con chips di mela

    colazione polacca, le mie ricette per il contest presto sul blog

    Come forse avete già letto, sono tra i 10 blog scelti per partecipare al concorso #Poland Expo Milano 2015.
    La partecipazione a questo concorso prevede la preparazione di cinque diverse portate da preparare con prodotti che abbiamo ricevuto direttamente dalla Polonia, tra i più rappresentativi della cultura gastronimica del paese.

    La prima tappa è dedicata alla colazione: queste, le mia proposte.

    Una premessa: uso il plurale perché per quanto mi riguarda la colazione non può essere composta da una sola preparazione. Amo accostare dolce e salato, frutta ma anche formaggi e salumi,  e mi piace che questo pasto sia il più importante della giornata. Sia dal punto di vista del contenuto nutrizionale, sia da quello della capacità di predisporre al sorriso e al buon umore.
    Per cui, per la mia colazione di gusto polacco ho  scelto tre preparazioni.

    – Una dolce, la brioche con crema di mele polacche e riduzione di sidro, con chips di mela
    – una salata: Panini al formaggio Oscypek, salamini, cipolle, paprika dolce e olio di  camelina
    – una specie di pasticceria salata, ispirata come forma alle cassatelle di ricotta siciliane ma preparate con formaggio Bryndza e miele.

    Questo il risultato.

     

    Ed ecco le ricette.

    Brioche alla creme di mele al sidro echips di mela 

    L’ispirazione è la brioche siciliana classica con il tuppo,  quella da granita. Che ho voluto rendere particolare dandole una forma ispirata alla treccia russa e farcendola di una crema di mele al sidro. Questo è poi anche l’ingrediente fondamentale della lucidatura, accoppiato con il miele. Per stasera, accontentatevi della ricetta della brioche. Le altre, domattina. In ogni caso, se vi piacciono, venite a curiosare sul sito del concorso, dove – se credete – potete anche votare la mia ricetta.

    Brioche alle mele e sidro con chips di mela

    brioche alle mele

    Ingredienti della brioche

    Impasto

    250 g farina Manitoba

    40 g  zucchero
    40 g burro
    5 g sale
    3 g di lievito di birra
    90 di latte freddo
    5 g di miele
    1 uovaCrema di mele
    1 kg di mele
    200 g di zucchero
    1 bichiere di sidro
    1 ucchiaio di mieleRiduzione di sidro per la lucidatura finale
    250 g di sidro
    1 cucchiaio di miele
     
     Preparazione dell’impasto della brioche
    Nella ciotola della planetaria mettere la farina, il miele e il lievito di birrao sciolto con una parte di latte.
    Lavorare l’impasto aggiungendo un po’ per volta l’uovo sbattuto.
    Continuare ad impastare aggiungendo tutti gli ingredienti  – il latte va aggiunto un po’ per volta, lasciandone da parte un po’ per sciogliere il sale, che va aggiunto verso la fine dell’impasto – per una decina di  minuti.
    Aggiungere  il sale  sciolto in po’  di latte, e impastare ancora qualche minuto.
    Aggiungere quindi il burro, tagliato a pezzettini, un po’ per volta, aspettando che questo sia perfettamente assorbito dall’impasto prima di ogni ulteriore aggiunta.
    L’impasto sarà pronto quando apparirà   molto elastico,e  tirando tra le dita un po’ di impasto si formerà un velo senza strapparsi.
    Sistemare l’impasto in una ciotola capiente ben imburrata e mettere a lievitare coprento con pellicola trasparente  fino a quando non sarà triplicato di volume.
     
    Mentre lievita, preparare la crema di mele e la riduzione di sidro.
    Sbucciare le mele e tagliarle a pezzettini piccoli. Sistemarle in un tegame insieme allo zucchero e il sidro e mettere a cuocere a fuoco basso  per una trentina di minuti almeno,  controllando che la temperatura non superi i 100 gradi (lo zucchero non deve assolutaemnte caramellare). Mescolare spesso, in modo da aiutare le mele a sfaldarsi. Quando queste appaiono ben cotte, ridurle in crema con un frullatore ad immersione e far raffreddare.
    Preparare quindi la riduzione di sidro mettendolo in un tegamino insieme al miele e farlo cuocere  fuoco basso fino a quando non si sia ridotto ad un terzo del volume.Una volta lievitato l’impasto, rovesciarlo sul tavolo e stenderlo – senza impastare – in modo da dargli una forma rettangolare. 
    Spalmarvi sopra la crema di mele e formarlo nel modo desiderato.
    Sistemarlo quindi in una teglia coperta di carta forno e lasciare lievitare una trentina di minuti.
    Infornare a 200 gradi circa e cuocere fino a quando la brioche non si presenta ben dorata.
    Una volta estratta dal forno, spennellare finchè è ancora molto calda con la riduzione di sidro. Prima di servire , decorare con chips di mela*.
     
    *Le chips di mela si preparano il giorno prima, semplicemente tagliando a fettine sottili delle mele e sistemandole su una gratella  e infornandole a 50 gradi per almeno una notte lasciando il forno leggermente aperto (basta il solito cucchiaio di legno infilato  nella chiusura).

    Eccola in sezione, con una precisazione: mi hanno mandato poche mele, per cui ho fatto con quello che potevo. Ma le dosi che ho indicato sono equilibrate, e consentono di ottenere una maggiore quantità di ripieno.

    brioche mele

     

    Le altre due ricette Le trovate quiPANINI AL FORMAGGIO OSCYPEK, SALAMINI, CIPOLLE, PAPRIKA DOLCE E OLIO DI CAMELINA

      e qui:  CASSATINE SEMIDOLCI DI FORMAGGIO BRYNDZA, PANNA ACIDA E MIELE „PODKARPACKI”

    .

    . Intanto, se vi va di dare un’occhiata alla ricetta completa, potete andare qui, dove avrete anche la possibilità di votare la mia preparazione. 
    Grazie a chiunque deciderà di farlo.

  • Panini alla Mozzarella di Bufala dell’Oleandri Resort di Paestum

    Panini alla Mozzarella di Bufala dell’Oleandri Resort di Paestum

    panini alla mozzarella di bufala-2

    Con questi panini con mozzarella di bufala campana dop, riprendo a parlare de Le Strade della Mozzarella. Già, perché  l’organizzazione dell’edizione 2016 è già partita e sono state fissate le prime date. Parigi, per esempio, il 4 e il 5 dicembre 2015 (dove, salvo imprevisti, conto di esserci anche io). E poi Paestum, di cui ancora non dico nulla (c’è tempo) tranne il fatto che spero – fortemente spero –  di tornare all’Oleandri Resort. Per diversi motivi: per l’ospitalità, per la bellezza della struttura, per la cucina e – soprattutto – per le sue prime colazioni da sogno.

    panini con mozzarella

    Latte di bufala, per esempio, e iogurt. E tanti, tamtissimi dolci accompagnati da ricotta, mozzarella e salumi. E accanto a loro dei panini all’apparenza normalissimi ma con un gran sapore di una grande mozzarella: quella di bufala dop di Paestum.


    U
    na ricetta di Gaetano Iannone, lo chef degli Oleandri Resort, che ha regalato al sito de Le Strade della Mozzarella, e che ho deciso di riprovare. Con questo risultato: una mollica soffice e ricca di sapore. 
    Io ve li consiglio: non sono affatto difficili. E di provarli magari farciti di prosciutto crudo, un modo nuovo di assaporare uno dei più classici accostamenti alla Mozzarella di bufala campana dop.

    panini alla mozzarella di bufala

     

    [yumprint-recipe id=’28’]Panini alla Mozzarella di Bufala dell'Oleandri Resort di Paestum

    Per capire come si impasta con la tecnica dello Slap and Folding, andate qui. Se invece non sapete come fare per formare i panini, trovate le istruzioni qui.

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  • Zi’ Peppe e il *suo* fiume Sarno: fatto di bellezza e meraviglia.

    Zi’ Peppe e il *suo* fiume Sarno: fatto di bellezza e meraviglia.

    sarno-4

    Alle sorgenti del Sarno, uno dei fiumi più inquinati d’Europa, Giuseppe Montoro detto Zi’ Peppe, e la sua famiglia conducono una personale battaglia contro il degrado e l’inquinamento delle acque. Una prova di resistenza civile in difesa della bellezza e della qualità della vita.

    Se esiste un fiume capace di raccontare come la bellezza possa, nel giro di una manciata di km,  trasformarsi in orrore questo è il fiume Sarno. Non vi spiego perché: troppo difficile raccontarlo a parole.  Vi consiglio però di guardare questo video, che vi aiuterà a capire. E che vi farà innamorare di questo luogo, come è successo a me. 
    Già, perché io del Sarno conoscevo solo l’inquinamento: la sua puzza di marcio, dovuta agli sversamenti delle fabbriche della zona, il suo colore torbido e a volte persino rosso (in stagione di lavorazione del pomodoro).

    Sorgenti del Sarno

    Del resto, non sapevo.
    Non sapevo che alla sua sorgente ci fosse una famiglia intera dedicata alla difesa di un vero e proprio angolo di paradiso.  Fatto di bellezza autentica, riflessi di fiume, acqua limpida e piante antiche: come il vero pomodoro san marzano, che ormai quasi nessuno consuma più e di cui Zi’ Peppe ha conservato i semi per piantarli nella sua tenuta. Così come non sapevo che due dei suoi figli avessero, come  me, la passione per i sapori: Lorenzo Montoro, infatti è lo chef della  osteria Al Paese di Nocera Inferiore. Dario Montoro, invece, coltiva erbe e piante particolari ed rare (ma anche di questo, scoprirete guardando il video).

    Sorgenti del Sarno

    Non sapevo, e ho scoperto tutto questo grazie a Il sogno“, una puntata della serie  I Dieci Comandamenti di Domenico Iannacone.

     

     

    E nello stesso attimo in cui ho visto Zi’ Peppe scrivere su una foglia il suo saluto al fiume, ho deciso che dovevo andare a conoscerlo. Incredibile ma vero, durante il video ho visto sbucare un amico conosciuto su facebook: Carmine Ferrara, cui ho chiesto di accompagnarmi.  E’ stato facile, anche troppo: o forse, semplicemente, destino.

    Queste, alcune delle foto che ho scattato. Che spero riescano a raccontarvi la meraviglia di queste sorgenti. E dell’atmosfera che si respira alla Masseria Pigliucco

     

     

     

    zi peppe-7

    Ps. queste ultime sono scattate con il cellulare ma ho voluto inserirle lo stesso nel post perché secondo me raccontano, nonostante la scarsa qualità, dell’atmosfera magica che si respira in questo luogo. Sorgenti del Sarno

     

     

  • Pasta e fagioli estiva ai  peperoncini di fiume di Peppe Guida

    Pasta e fagioli estiva ai peperoncini di fiume di Peppe Guida

    Una pasta e fagioli in versione estiva, realizzata sulla base di una ricetta di Peppe Guida, resa particolare dall’incontro tra il gusto pieno dei fagioli estivi, e la dolce croccantezza del peperoncino di fiume. Indispensabili i fagioli freschi, appena tolti dal baccello. Certo, si possono usare anche quelli secchi ma il risultato non sarà assolutamente lo stesso. Io, purtroppo non ho trovato gli spollichini (come previsto dalla ricetta originaria) e ho dovuto accontentarmi dei borlotti.  Voi, se volete avere un piatto dal sapore tipicamente campano, provate a cercare una di queste varietà:

    Tondino (detto anche fagiolo di Villaricca o Quarantino), coltivato, oltre che nella zona di Villaricca-Giugliano, anche nel Casertano;

    Spollichino (conosciuto anche come Cannellino), bianco e reniforme, è il prodotto ideale per essere consumato fresco, ma anche secco;

    • a Formella, fagiolo tra i più antichi, la cui coltivazione è oggi assai ridotta; è detto a formella per la forma schiacciata e ovale che ricorda quella di un bottone. Viene prodotto nelle campagne di Acerra e nel Nolano;

    Controne, pregiato fagiolo cilentano, di grande qualità e gusto; è più grande del Tondino ed è particolarmente apprezzato;

    Lardaro, bianco e di piccole dimensioni di forma rotondeggiante, è presente nella provincia di Napoli e in particolare nel territorio di Agerola.

    Occhio nero (o fagiolo dell’Occhietiello), coltivato nella Valle del Sele e negli Alburni, oltre che in alcune zone dell’Avellinese. Prende il nome dalla tipica cerchiatura nera in corrispondenza dell’ilo.

    A proposito di pasta, infine, non c’è scelta: pasta mista. Io, per l’occasione, mi sono concessa una delle mie paste delle grandi occasioni: il mischiato delicato del Pastificio dei Campi.

    [yumprint-recipe id=’27’]pasta e fagioli peppe guida-3

    Questa pasta e fagioli estiva è sicuramente una ricetta semplicissima ma di grande risultato (grazie a dettagli importanti, come la sbianchitura dei fagioli). Che abbiamo provato in diversi nel forum di Gennarino.org . Dove vi aspettiamo, caso mai abbiate voglia di provarci con noi.

  • Confettura di pesche al pepe nero di Sarawak

    Confettura di pesche al pepe nero di Sarawak

    confettura di pesche

    Questa confettura di pesche bianche al pepe nero è preparata con il metodo Ferber che non credo che abbia  bisogno di lunghe  presentazioni. Di mio, aggiungo solo che mi piace moltissimo trattare la frutta in questo modo perché la lunga macerazione associata alla bassa temperatura in cottura producono un risultato molto buono e bellissimo dal punto di vista estetico. La frutta sembra quasi candita – rimane infatti soda e trasparente – e si crea un otticmo contrasto di consistenze tra pezzi di frutta e sciroppo che finiscono per rendere questa confettura davvero da provare.

    Ho usato pesche bianche di qualità sant’Anna non troppo mature e pepe nero di Sarawak.

    [yumprint-recipe id=’26’] 

    confettura di pesche-2