Anno: 2015

  • Crema di limoncello al latte di bufala

    Crema di limoncello al latte di bufala

    Crema di limoncello

    La crema di limoncello è una versione un po’ più ricca del classico limoncello, il tipico  liquore di limone della Costiera Amalfitana.
    Si prepara esattamente allo stesso modo,  partendo da un’infusione delle bucce in alcool per 15 giorni. Una  volta che la base alcoolica è pronta – e ha preso un bel colore giallo limone – si  scioglie a caldo lo zucchero nel latte e poi lo si mescola all’alcool.
    Tutto qua, ora se volete potete consumare subito la vostra crema di limoncello oppure attendere ancora una quindicina di giorni. Prima del consumo, però, ricordatevi di filtrarlo e – soprattutto – di riporlo in frigo in modo che sia ben freddo.

    Ovviamente è indispensabile utilizzare dei limoni ottimi e soprattutto non trattati come per esempio quelli della Costiera Amalfitana

    crema di limoncello

    Questa, la ricetta classica. Quella che ho preparato io però è una crema di limoncello particolare. Non ho usato infatti latte di mucca ma di bufala concentrato: il Latterì di Mandara (di cui vi ho parlato a proposito della crema di provolone e della besciamella al latte di bufala). Si tratta di una preparazione molto particolare: il latte concentrato “a freddo” e questo garantisce la conservazione delle caratteristiche organolettiche del latte senza l’aggiunta di additivi.

    crema di limoncello

    Dopo una prima pastorizzazione, il latte viene privato del 55% della sua acqua e immediatamente congelato in abbattitore a -50°. Il prodotto, non uscendo mai dalla catena del freddo, non subisce la cristallizzazione dei grassi, come avviene invece col congelamento semplice del latte tal quale, e mantiene intatte le proprie componenti organolettiche.

    [yumprint-recipe id=’25’]crema di limoncello-2

  • Granita di limone fatta in casa (ovviamente, senza gelatiera)

    Granita di limone fatta in casa (ovviamente, senza gelatiera)

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    Certo, il caldo è quello che è. E parlare di granita al limone ci sta alla grande.
    Avete provato mai a farla in casa? E’ davvero semplicissimo: non serve neppure la gelatiera. Basta una bottiglia di plastica, va benissimo quella dell’acqua minerale, riempita a metà. E basta agitarla, ad intervalli regolari. In questo modo la vostra granita di limone si formerà perfettamente e senza alcuna fatica. A me piace quasi liquida, da bere anche con una cannuccia, o da centellinare con un cucchiaino. Ma se vi piace più soda e gelata nessun problema: una mezz’ora in più e la vostra granita di limone sarà come la volete voi…

    Perché non ci provate per combattere il caldo di questi giorni?

    Come si prepara la granita al limone

    Ingredienti
    1. 1 litro d’acqua
    2. 400 gr. di zucchero
    3. 250 cc di succo di limone
    4. la buccia grattugiata di un limone (ovviamente, non trattato)
    Come si prepara
    1. Preparate lo sciroppo facendo bollire il litro d’acqua , lo zucchero e la scorza grattugiata per qualche minuto.
    2. Spegnete e fate raffredare.
    3. Quando lo sciroppo avrà raggiunto la temperatura ambiente, aggiungete il succo di limone.
    4. Mescolate e versate in una bottiglia di plastica avendo cura di riempire a metà (se non ne avete abbastanza grandi, dividete pure in due parti) e riponete nel freezer.
    5. Ad intervalli regolari, di cira 30 minuti, tirate le bottiglie fuori dal freezer e agitate con vigore. Poi, rimettete in al freddo.
    6. Ripetete l’operazione fino a quando la vostra granita non avrà preso la consistenza desiderata.

     

     

    granita di limone

    E magari, quando sarà meno caldo e vi tornerà voglia di accendere il forno, che ne dite di accompagnare la vostra granita al limone con una bella brioche?

    Brioche siciliane con tuppo
    Brioche siciliane con tuppo

    E se vi avanzano bucce, non buttatele. Preparateci il sale al limone, ottimo con il pesce.

  • Passatelli asciutti con zucchine alla Nerano

    Passatelli asciutti con zucchine alla Nerano

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    passatelli sono sicuramente uno dei piatti a base di Parmigiano Reggiano più noti della cucina tradizionale emiliana. Per questo, non appena ho ricevuto l’invito a partecipare al contest organizzato da Cucina semplicemente in collaborazione con il Caseificio Casello di Modena ( il cui oggetto era appunto la realizzazione, attraverso una rivisitazione,di una ricetta della tradizione emiliana)  ho immediatamente pensato a questa preparazione. Che ho associato ad uno dei piatti più famosi della cucina campana – la regione in cui sono nata e cresciuta -: gli Spaghetti alla Nerano. In questo modo, ho cercato di dare una connotazione interregionale ad una preparazione tipicamente emiliana e di renderla un piatto unico attraverso l’aggiunta di una buona dose di verdure. Il che – associato all’assenza di brodo – ha finito per renderlo un piatto estivo, il che con il caldo di questi giorni non guasta affatto.

    Per preparare i passatelli, ho usato gli ingredienti soliti: pane grattugiato, Parmigiano Reggiano, uova. Poi, pepe nero e noce moscata come se piovesse e un brodo degno di questo nome. In questo, caso, visto il tema del contest, ho preparato i passatelli come al solito scegliendo però un pezzo di pane vecchio e ben secco, preparato con lievito madre e cotto in forno a legna (questo spiega il colore un po’ marroncino, avendo io utilizzato anche la crosta – profumatissima – e non solo la mollica. Ho proceduto macinandolo finemente, e poi ho preparato i passatelli  omettendo la noce moscata, che non vedo bene associata al sapore delle zucchine. Questa volta, poi, ho cotto i passatelli in acqua. Avendo tempo però si può usare la crosta per preparare un brodo di parmigiano (della serie, non si butta via nulla!!!)
    Queste, le ho tagliate a rondelle sottili e poi fritte in olio e. v. di oliva (conservo quello vecchio dell’anno scorso, per questo scopo oppure approfitto delle offerte speciali del super per fare scorta a buon prezzo di olio da destinare alla frittura).
    Poi ho ho proceduto esattamente come per gli spaghetti alla Nerano, ma ecco la ricetta dettagliata.

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    Con questa ricetta partecipo al contest Parmigiano Reggiano di Modena indetto da Cucina Semplicemente.

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  • Spaghetti alla Nerano, la ricetta di Peppe Guida

    Spaghetti alla Nerano, la ricetta di Peppe Guida

    Gli spaghetti alla Nerano sono sicuramente uno dei piatti italiani più famosi  della cucina della penisola sorrentina e non hanno bisogno di presentazioni. Come non ne ha bisogno Peppe Guida, che non solo mi ha dato la sua versione di questo piatto ma mi ha anche concesso di fotografare la sua preparazione.

    Di mio, aggiungo solo qualche foto dell’area Marina protetta di Punta Campanella, che ho avuto la fortuna di visitare in occasione della vincita del contest Leonessa Coast to Coast. Un invito a visitare, qualora non lo abbiate ancora fatto, uno dei luoghi più belli del mondo.

    Spaghetti alla Nerano

    Un piatto unico nel suo genere, tanto semplice e contadino quanto gustoso e saporito, sicuramente uno dei più caratteristici della cucina partenopea.

     

    Questa, la ricetta degli spaghetti alla Nerano di Peppe Guida. Che non credo abbia bisogno di presentazioni.

    spaghetti alla Nerano

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    spaghetti alla nerano

  • Gnocchi di ricotta in brodo   di Parmigiano Reggiano

    Gnocchi di ricotta in brodo di Parmigiano Reggiano

    brodo di parmigiano

    Gnocchi di ricotta in brodo denso di Parmigiano Reggiano:  la mia ricetta per il  al 4COOKING   #PRChef 2015 di Parmigiano Reggiano.

    Solo 4 ingredienti, come richiesto dalla ricetta. Parmigiano Reggiano, ovviamente,  ricotta di mucca, farina e un uovo. In più, pepe nero macinato al momento (che voi potrete sostituire con una spezia di vostro gradimento: noce moscata, per esempio. Oppure, per giocare con i contrasti, polvere di peperone crusco).

    gnocchi di ricotta al parmigiano reggiano-3La preparazione è abbastanza semplice: basta avere un po’ di tempo per preparare un brodo di Parmigiano Reggiano. Nulla di particolare, in verità: è sufficiente ridurre a scaglie il formaggio – meglio se scelto di tipo non troppo stagionato – intorno ai venti mesi, per esempio –  per non ritrovarsi, alla fine della preparazione,  con un brodo eccessivamente salato – e farlo cuocere a bassa temperatura per un paio di ore almeno, fino a quando cioè il brodo non si è ridotto al punto da apparire leggermente cremoso.
    Per gli gnocchi di ricotta,  la preparazione è simile a quelli classici: unica differenza, la ricotta al posto delle patate. Poi un uovo per legare e del Parmigiano Reggiano (magari ben stagionato, intorno ai 36 mesi,  per dare sapidità e creare contrasto con il brodo in cui verranno portati a cottura finale).

    Gnocchi di ricotta in brodo di Parmigiano Reggiano

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  • Marmellata di albicocche la ricetta di Leonardo di Carlo

    Marmellata di albicocche la ricetta di Leonardo di Carlo

    Marmellata di albicocche

     

    Premessa, la marmellata di albicocche che vedete preparata in foto è stata preparata da Nonna Rosa. Io ho solo – almeno in questo caso – aiutato a pelare la frutta, tenuto compagnia nel mescolare (qualche volta), fotografato e – soprattutto – assaggiato.  Però, datosi che sono distratta – e si sa –  ho dimenticato di chiedere la ricetta. Onde per cui, vi racconto con queste foto una ricetta analoga (che ho letto in TRADIZIONE ED EVOLUZIONE,  un libro della biblioteca chef Peppe Guida, che spero di regalarmi presto) che ho provato per conto mio ma di  cui non ho le foto.
    Perdonatemi, ma fidatevi:  ma se prepatate questa marmellata di albicocche vi assicuro che non ve ne pentirete.

    Marmellata di albicocche

    Due parole, in premessa. La marmellata di albicocche perfetta si prepara in tre fasi: precottura, riposo – per sfruttare al meglio la pectina naturalmente presente nella frutta – e cottura finale. Qui, trovate tutto – e molto altro – in un pdf scaricabile.

    Ovviamente,  le albicocche devono essere di sicura provenienza. Quelle della foto vengono dalle falde del Vesuvio, dalla piccola ma efficientissima azienda agricola di Pasquale Imperato. Che sono andata a trovare, e di cui conosco la cura nel trattare la sua frutta. Per la scelta della tipologia, ci siamo affidati a lui: ci ha consigliato Pellecchiella e Vitillo, due antiche varietà vesuviane. La prima per il sapore e la seconda – invece – per il profumo.

    Voi utilizzate pure le albicocche che avete a disposizione – dopo esservi accertati, ovviamente, che non hanno subito trattamenti con anticrittogamici – avendo cura di sceglierle non troppo mature. Solo in questo modo infatti il risultato sarà simile a quello che vedete in foto: albicocche quasi candite ed immerse nel loro sciroppo.

    Fatto questo, come ultimo dettaglio, scegliete un pepe nero di qualità. Io ho usato quello di Kampot: particolarmente adatto secondo me, visto il tocco agrumato, a completare il sapore delle albicocche con un tocco di lieve freschezza.

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    Marmellata di albicocche

    Marmellata di albicocche

    Allora, che ne dite di questa ricetta? E che ne dite di provarla? Magari, venendoci a raccontare qui cosa vi sembra di questo metodo di cottura.

    ps, se non avete tempo di stare ai fornelli a mescolare, provate questa al microonde! Vi sorprenderà!