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  • Come si calcola l’Engagement?

    Come si calcola l’Engagement?

    Nell’ultimo post, quello in cui vi raccontavo come sia possibile – in modo abbastanza semplice – capire se gli account di una pagina sono veri oppure fasulli (e magari comprati su una delle tante pagine dedicate a questo scopo) scrivevo anche che il numero di fan di un account (o di una pagina) non è assolutamente indicativo del loro seguito effettivo

    Per capire cioè se una pagina ha un buon seguito oppure no – oppure, nel caso di una azienda che voglia valutare l’efficacia della sua comunicazione social –  è infatti necessario misurare l’Engagement.

    Il punto quindi è: come si calcola l’Engagement?

    Premesso che ci sono tante pagine sul web che affrontano questo tema in modo molto dettagliato – per esempio, questa , o anche questa–  uno dei modi in cui può essere calcolato l’Engagement  è questo.

    Supponiamo che vogliamo valutare l’Engagement di una pagina Facebook. In questo caso, questo corrisponderà al rapporto tra la somma delle interazioni e il numero dei fan della pagina, moltiplicato per cento.

    Questa formula per calcolare l’Engagement anche se molto usata non è però molto   precisa, dato che non include tutte le interazioni: per esempio, non considera le visualizzazioni, ossia la quantità di pubblico raggiunto, che – soprattutto nel caso di pagine aziendali è un dato molto importante dato che i  Brand pagano sulla base del numero delle  persone raggiunti dai loro messaggi. 

    Una formula più utile per capire come si calcola l’Engagement di una pagina potrebbe quindi essere:

    (Tutti dati visibili nella pagina Insights)

    Vi pare complicato? Non lo è affatto, credetemi. E sia che siate blogger alla ricerca di collaborazioni pubblicitarie o aziende alla ricerca di patner social, vi conviene decisamente prendere confidenza con la parola Engagement e con il suo calcolo. Nel primo caso, indicando non il solo numero di follower ma il valore dell’Engagement, farete una figura decisamente professionale. Nel secondo, eviterete di buttare via soldi in campagne con scarso risultato.

    In ogni caso, attendo le vostre impressioni: non è materia semplice e spero di essere stata abbastanza chiara. Nel caso, chiedete oppure ditemi quello che pensate di questo post. 

  • Il Mate, una piacevolissima abitudine tutta da provare!

    Il Mate, una piacevolissima abitudine tutta da provare!


    Gennaio, tempo di nuovo inizio.

    Buon anno, innazitutto. Non ci si leggeva da un po’: nuovi impegni lavorativi mi hanno tenuto lontano da queste pagine. Non so se lo sapete, visto che – anche per correttezza verso chi mi segue – ho annunciato su facebook l’inizio della mia collaborazione con il Pastificio Di Martino: da novembre, lavoro infatti a Fico allo stupendo progetto del pastificio di raccontare, lontano da Gragnano, come si produce la pasta più buona del mondo.

    Per questo, da un po’ di tempo non scrivo più da queste parti: mancanza di tempo, purtroppo. Ma è ora di un nuovo inizio, anche sul blog.

    Premessa.
    Come tante persone in questo periodo ho iniziato un periodo di alimentazione controllata. No, non uso la parola dieta: mi deprime. Sono in sovrappeso, lo so, ma non riesco a concentrarmi su obiettivi come la perdita di peso. Meglio allora puntare a periodi di depurazione: utilissimi anche questi, necessari proprio.

    In periodi come questi, mi piace provare prodotti nuovi per scoprire – e verificare – le loro benefiche proprietà.

    Sia chiaro: non mi aspetto i miracoli ma solo un piccolo aiuto nei percorsi di benessere che periodicamente decido di intraprendere.

    Una nuova scoperta: il Mate

    Uno di questi, è una scoperta di questo ultimo periodo: il mate, , una bevanda ricavata per infusione dalle foglie dell’ Ilex Paraguariensis, un albero che cresce nella regione sub tropicale dell’America del Sud.

    Non lo conoscete? Neanche io, fino a poco tempo fa. Incontrato per caso e provato subito, spinta dalla curiosità.

    Il mate ha infatti numerose proprietà benefiche. La prima, graditissima, è che aiuta a perdere peso. Infatti ha proprietà diuretiche e migliora il funzionamento del metabolismo.

    Poi, altra proprietà preziosissima in questi mesi invernali, rafforza il sistema immunitario e offre anche un valido aiuto contro alcune infezioni batteriche. Contiene poi vitamine del gruppo B e sali minerali fondamentali come potassio e magnesio.

     

    Il mate è coltivato soprattutto in Argentina – qui si produce uno dei  uno dei mate più conosciuti ed esportati al mondo, il  Taragui – in Paraguay e nel sud del Brasile, ed il suo consumo quotidiano è una abitudine dei paesi del Sud America: grazie alle sue proprietà però ultimamente si sta diffondendo in tutto il mondo. Certo, non è più servito nelle zucchette precolombiane ma in coppette destinate proprio al suo consumo accompagnate da una cannuccia di metallo.

    Si prepara più o meno come un the, ponendo la polvere sul fondo della coppetta – che viene coperta dalla mano e agitata, dopo averla capovolta, per eliminare le polveri più sottili – e poi coperta da acqua a 80 gradi. Si gusta quindi con la bombilla, la cannuccia metallica da mate, e mano mano che viene consumato si aggiunge altra acqua in modo da averne sempre pronto.

    Insomma, una piacevolissima abitudine tutta da provare!

  • Giovanni Rana e il Banco alimentare: una scelta di solidarietà a tavola

    Avete sentito della nuova edizione dell’iniziativa del pastificio Giovanni Rana? Dal 14 novembre 2016 al 15 gennaio 2017 per ogni confezione della gamma Duetto venduta il pastificio donerà una confezione di Pasta Ripiena al Banco Alimentare.

    L’obiettivo di questa operazione è molto semplice: donare oltre un milione di piatti di pasta fresca alle famiglie in difficoltà

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    Non è la prima volta che il pastificio Rana sostiene il Banco Alimentare. Già negli ultimi mesi dell’anno scorso infatti un’iniziativa analoga ha dato gandi risultati – documentati da ocumentate e certificate da IRI, che rileva le vendite settimanali nella Grande Distribuzione.

    – Oltre 2 milioni di piatti di pasta fresca donata
    -20 sedi e 300 persone della rete Banco Alimentare coinvolte
    – 950 pallet consegnati con 33 trasporti
    – Più di 7.500 strutture caritative territoriali incluse nel progetto, distribuite nelle 20 Regioni italiane
    – oltre 300.000 famiglie raggiunte
    – 1.300.000 le persone che hanno ricevuto i prodotti Giovanni Rana.

    Il Pastificio Rana, fondato all’inizio degli anni ’60, ha avuto negli ultimi anni successi straordinari dal punto di vista commerciale e Giovanni Rana ha scelto questo modo per “esprimere la nostra gratitudine agli italiani e farlo con quello che sappiamo fare meglio, la pasta“. L’idea di Giovanni Rana è di riuscire in questo modo a “restituire a tante persone l’orgoglio di mettere un piatto di pasta a tavola nella propria casa, preparato nella propria cucina“.

    Una scelta che lo stesso Giovanni Rana ha spiegato come legata a vecchi ricordi, soprattutto a quello dello sguardo degli sfollati dai bombardamenti nel basso veronese (nel corso della seconda guerra mondiale) la sofferenza dovuta alla fame hd lo spinge ancora oggi a cercare di trovare un mod di dare un contributo alle famiglie che non hanno le risorse economiche necessarie per vivere in modo dignitoso.

    E a trasformare ogni scelta d’acquisto in una scelta di solidarietà.

    Buzzoole

  • La cottura al vapore, il mio regalo per il mio Natale

    La cottura al vapore, il mio regalo per il mio Natale

    Ci pensavo da tanto tempo ad un forno a vapore. Da anni, da quando l’ho visto per la prima volta nella casa di un mio amico chef, ma purtroppo ho sempre dovuto rinunciare. Troppo ingombrante, troppo costoso, troppo impegnativo a livello di consumi.

    Poi, però ho fatto una scoperta. E’ stato poco tempo fa, a casa di amici degli amici: un forno microonde combinato Panasonicil modello era l’NN-CS8945, nel caso vogliate cercarne le caratteristiche in rete – che unisce in un solo forno cottura a vapore, forno ventilato, grille microonde.

    Incredibile, vero? Ma ancora più incredibile è stato l’assaggio. Tutto cotto perfettamente, morbido e umido al punto giusto grazie al sensore di umidità incorporato.

    Insomma, il forno microonde combinato Panasonic è perfetto per tanti usi: chi pensa infatti che il micronde serva solo per scongelare in fretta oppure per riscaldare velocemente le pietanze o non ha capito molto del suo uso oppure ha scelto il microonde sbagliato.

    Quale la caratteristica da tenere maggiormente presente?
    Oltre alle sue funzioni , ovviamente (che nel caso del Panasonic Forno combinato a vapore da 32 L sono appunto: vapore, ventilato, grille microonde), un elemento da non sottovalutare al momento dell’acquisto è la sua potenza: deve essere almeno 900 watt. Al di sotto di questa soglia – a parte risultati non soddisfacenti – il consumo della corrente aumenta (volete capire come? Leggete qui: link) e quello che vi illudete di avere risparmiato grazie ad un basso prezzo di acquisto lo ripagherete nel tempo con gli interessi nel momento in cui pagherete le vostre bollette elettriche.

    Se anche voi avete in mente di farvi un regalo come questo, questo è il momento perfetto.
    Acquistando infatti un forno microonde combinato Panasonic entro il 31 dicembre 2017 (o un altro piccolo elettrodomestico Panasonic), riceverete direttamente a casa vostra una freschissima cassetta di frutta e verdura curata da FruttaWeb del valore di 30 € o 100 €.

    Partecipare a questa iniziativa è semplicissimo: Una volta acquistato il vostro forno, registratevi qui LINK . Dopo, sarà sufficiente fornire i vostri dati e caricare un’immagine del documento di acquisto. Tutto qui. Verrete quindi contattati da FruttaWeb che provvederà ad inviarti entro dieci giorni un coupon spendibile sul loro sito.

    LEGGI IL REGOLAMENTO

    Insomma, cosa aspettate per regalarvi il vostro nuovo forno Panasonic?

  • Sognando il giorno in cui la parola femminicidio sarà davvero inutile #nonunadimeno

    Esiste una parola nuova, da qualche tempo. Una parola che mai avremmo voluto sentire pronunciata da nessuno: femminicidio
    Una parola che purtroppo va spiegata ogni giorno, perché ogni giorno assistiamo impotenti a violenze contro le donne, ed ogni giorno ci sentiamo dire frasi tipo: una violenza è violenza, un omicidio è omicidio e basta, cosa c’entra che a subirlo sia un uomo o una donna?

    C’entra, purtroppo.

    Perché la parola femminicidio non indica il sesso della vittima: indica il motivo per cui è stata uccisa.
    Indica che accanto a lei c’era un uomo (un compagno, un amante, un padre, un fratello, quello che vi pare) che avrebbe dovuto amarla e invece voleva soltanto possederla. E per questo, quando lei per un motivo – uno qualsiasi – ha smesso di corrispondere alle sue aspettative, l’ha uccisa.
    E questo è il femminicidio, appunto: un possesso maschile spinto all’estremo, fino alla morte.  Che la società – e stiamo parlando di un paese che si definisce civile – tende troppo spesso a giustificare. Parlando di omicidio passionale, per esempio. O delitto d’impeto. O usando altre parole che in qualche modo tendono a far considerare *normale* l’uccisione di una donna. 

    No , non è normale affatto. Cosi come non è normale essere costretti a coniare, oggi, una parola in grado di spiegare questo.

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    E’ una parola che, soprattutto domani 25 novembre –  Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne  – dobbiamo ripetere. A voce alta, scrivendola dappertutto. Perché solo ripetendola, spiegandola, riusciremo a combatterla davvero.

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    Certo, la legge è necessaria – e leggere che ad un uomo che ha dato fuoco alla sua compagna incinta  è stata inflitta una condanna di diciotto anni non aiuta – ma più di questa è necessaria la cultura. Perché solo questa può smuovere le coscienze. E solo spiegando a tutti, uomini e donne (soprattutto quelli di domani) che non si può usare violenza nei confronti di chi non si riesce a possedere, riusciremo forse ad imprimerlo nella mente di ognuno di noi. 

    E soprattutto, riusciremo forse, in un futuro che spero non lontano, a trasformale la parola femminicidio in una parola inutile.
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    Ps. domani 25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, dedichiamo un post nel nostro blog, nei nostri social, quello che vi pare insomma, per spiegare l’assurdità della violenza di genere. Le nostre parole sono e saranno una goccia nel mare, certo, ma del resto è proprio di gocce che il mare è fatto.
    Usando questi hashtag, se vi va: #niunamenos #nonunadimeno #giulemanidalledonne #slowthinking.

    Immagini di Annarkikka e Mauro Biani

  • MyDietor Cuor di Stevia, una dolce leggerezza tutta naturale

    MyDietor Cuor di Stevia, una dolce leggerezza tutta naturale

    stevia

    Chiunque abbia una figlia adolescente lo sa: prima o poi arriva il momento in cui si smette di cucinare.
    La stessa, terribile, parola che per anni vi ha perseguitato impedendovi di godere delle delizie della tavola come avreste voluto e che – finalmente – grazie alla saggezza dell’età avevate deciso di cancellare dal vostro vocabolario, torna nella vostra vita: DIETA.

    E quando è tua figlia adolescente a pronunciarla, a te tocca solo obbedire, per non minare la pace familiare (o, almeno, quello che ne resta).

    Ecco la routine imposta: niente pasta – nonostante il nutrizionista le abbia spiegato che in giuste quantità e nei giusti accostamenti la pasta fa bene e non fa ingrassare –, niente dolci, niente pizza.
    Insomma, tristezza infinita.

    Però a colazione la becco a mettere tre cucchiaini colmi di zucchero nel latte e caffè. Pessima abitudine, le spiego. Per i denti e per le papille, oltre che per la linea.
    Incredibile ma vero: mi ascolta. E mi chiede di usare il mio dolcificante (l’unica nota dolce che mi concedo durante la giornata: nel cappuccino e nelle marmellate che preparo in casa): myDietor, a zero calorie e senza aspartame. Grazie al suo altissimo potere dolcificante, è possibile utilizzarne piccole quantità per ottenere la stessa dolcezza dello zucchero.

    Ne è stata subito entusiasta, ancora prima dell’assaggio: proprio il giorno prima, combinazione, aveva visto questo spot che l’aveva divertita ed incuriosita.

     

    All’assaggio poi si è convinta ancora di più: tanto che ha voluto provare uno dei miei vasetti di marmellata che preparo senza zucchero ma con myDietor Cuor di Stevia.
    Non so se conoscete questo dolcificante: un equilibrio perfetto tra assenza di calorie e naturalità. È un prodotto a base di estratto dalle foglie di Stevia, una pianta di origini sudamericane con un potere dolcificante 300 volte superiore allo zucchero. Una bustina di MyDietor Cuor di Stevia, dolcifica come un cucchiaino di zucchero, ma con 0 calorie.

    Ecco, ho commesso l’errore di farle assaggiare la marmellata di cachi allo zenzero e al cuor di stelvia ed il risultato è stato che io sono rimasta senza: finita a cucchiaiate. E mi è pure toccato promettere di rifarla presto.

    Prossimamente ne pubblicherò la ricetta, magari: intanto vi anticipo che la preparo utilizzando MyDietor Cuor di Stevia che è perfetto per la cottura ad alte temperature e che regala una dolcezza incredibile limitando al massimo le calorie.

    Magari, intanto, se vi tentano questo tipo di ricette fate un giro sul sito

    Dove troverete preziosi consigli di uso e ricette perfette per rendere ancora più buono ogni vostri periodo di dieta.

    Anche voi siete appassionati di ricette dietetiche? Raccontateme qualcuna, la proverò volentieri. Per voi, ma anche per me.

    Buzzoole