Categoria: Primi piatti

  • Ancora ricette dietetiche: gli spaghetti alla Nerano in versione light

    Ancora ricette dietetiche: gli spaghetti alla Nerano in versione light

    Spaghetti alla Nerano in versione light

    Ricordate le melanzane alla scapece in versione dietetica? A parte il fatto che hanno avuto un sacco di visite – evidentemente le cose buone e leggere attizzano! – mi hanno dato lo spunto per questa ricetta di spaghetti alla Nerano in versione light. Mi sono detta infatti: se questo sistema di cottura ha funzionato con le melanzane perché non dovrebbe funzionare anche con le zucchine? Ci ho provato, e devo dire che il risultato mi è piaciuto moltissimo. Certo, questi spaghetti alla Nerano in versione light non sono certo gli originali: credetemi però, sono appetitosissimi e – stando attenti a mantenersi entro i limiti di quantità di pasta e di olio previsti dal proprio piano dietetico – sono anche ipocalorici.
    Perfetti quindi per gratificarsi in periodo di dieta. Le zucchine, infatti fanno volume e arricchiscono il piatto trasformando la versione canonica di 80 grammi in un piatto assolutamente adatto ad un appetito normale.

    La preparazione? La stessa degli Spaghetti alla Nerano in versione classica, non light. Solo, le zucchine NON sono fritte ma come nelle melanzane alla scapece senza frittura sono prima cotte in padella antiaderente e solo negli ultimi minuti di cottura arricchiti con olio. Ma su questo andate alla ricetta, vi toglierete ogni dubbio.

    spaghetti alla Nerano in versione light
    Poi, preparazione assolutamente canonica. Spaghetti cotti al dente e mantecati insieme alle zucchine e acqua di cottura. Infine, un buon formaggio – poco, mi raccomando – per completare il piatto. 

    SPAGHETTI ALLA NERANO IN VERSIONE LIGHT

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    E allora, che ne dite? Non vi viene voglia di provare subito? Preparateli, e poi venite a raccontare le vostre impressioni!
  • La ricetta dei mezzanielli allardiati, uno tra i piatti più poveri e saporiti della tradizione napoletana

    La ricetta dei mezzanielli allardiati, uno tra i piatti più poveri e saporiti della tradizione napoletana

    ricetta dei mezzanielli allardiati

     

    La ricetta dei mezzanielli allardiati è in realtà una scusa per parlare di un tipo di pasta che mi piace moltissimo ma che consumo pochissimo, molto meno di quanto vorrei. Qui a Modena, infatti non li trovo (mi è capitato di vederli all’iper ma prodotti da marchi che non amo) e allora ripiego su rigatoni o penne. 

    Ma il mezzaniello è tutto un’alta cosa: innanzitutto ha uno spessore che crea un equilibrio perfetto tra pasta e condimento. E’ stretto, più di uno zito e di una penna, e viene spezzato a mano. Questo permette due cose fondamentali, secondo me: innanzitutto la lunghezza (che posso decidere io, al momento di spezzare, a seconda del piatto che sto preparando) e poi la minutaglia. Non sapete cosa sia? Sono quei rottamini di pasta che si ottengono mentre la si spezza: guai a buttarli via (in una casa campana rischiereste di essere disconosciuti all’istante), sono un ingrediente necessario per ogni ragù che si rispetti.
    E per piatti più semplici ma dal gusto ugualmente deciso. E lo sono anche in questa ricetta dei mezzanielli allardiati, di cui sto per darvi i dettagli.

    Una nota in premessa.

    I mezzanielli allardiati della foto non li ho fatti io, ma Giovanni Sorrentino del Ristorante I Gerani di Santa Maria della Carità (dintorni di Gragnano, NA).

    Un posto che vi consiglio, se volete assaggiare piatti della tradizione della cucina napoletana interpretati però con personalità e piglio nuovo. Un menù semplice, e anche economico (date un’occhiata ai menù), ma composto di piatti accuratamente preparati in cui si avverte il gusto più pieno della tradizione ma – soprattutto – della qualità degli ingredienti.

    Non ho chiesto la ricetta a Giovanni, però. Preferisco raccontarveli a modo mio, nel modo in cui cioè sono abituata a prepararli da sempre.

    Sono semplicissimi: unica difficoltà è battere il lardo con un coltello in modo da renderlo cremoso. Vi confesso un segreto: se lo frullate, va bene lo stesso. Voi non ditelo in giro, io non faccio la spia, ma nessuno si accorgerà nel piatto che il battuto non è stato fatto a mano.
    Poi, ovviamente, pasta e pomodoro di qualità. Qui vi lascio ai vostri gusti personali, io uso di solito il pomodoro San Marzano. Assolutamente no passata: troppo pesante ed invadente al gusto.

    Fatta questa lunga premessa, eccovi la ricetta.

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    La ricetta dei mezzanielli allardiati

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  • Riso Cacio e Pepe, ovverossia cotto in brodo di Parmigiano Reggiano 36 mesi (che Bottura mi perdoni!)

    Riso Cacio e Pepe, ovverossia cotto in brodo di Parmigiano Reggiano 36 mesi (che Bottura mi perdoni!)

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    Il Riso Cacio e Pepe è una ricetta che ho preparato un po’ di tempo fa e che non avevo ancora avuto modo di pubblicare. Ovviamente NON è farina del mio sacco ma è ispirata al celebre piatto di Massimo Bottura di cui in rete non ho trovato una ricetta precisa ma questo scritto cui mi sono affidata.
    Ovviamente, trattandosi di un piatto con pochissimi ingredienti, è necessario che questi siano di grande qualità. Il riso, ho usato un Carnaroli, e un Parmigiano Reggiano 36 mesi. Con questo ho preparato il brodo in cui ho portato a cottura il riso.

    Questo il post cui mi sono ispirata.

    “In Riso cacio e pepe quello che sembra un normale riso brillato è in realtà puro Parmigiano. Nulla viene aggiunto al riso durante la cottura: tutto il sapore proviene dal brodo di Parmigiano Reggiano. Non occorrono macchinari sofisticati né tecniche di cottura avveniristiche: ci vuole solo del tempo e tanto formaggio. Il Parmigiano Reggiano 36 mesi grattugiato viene versato e mescolato di continuo in una pentola d’acqua su fiamma bassissima. Quando il formaggio comincia a fondere, a circa 90°C, si spegne il fuoco e si continua a mescolare il brodo finché diventa cremoso. La miscela viene messa a raffreddare per una notte in frigorifero, dove si separa a seconda della densità formando tre consistenze: i solidi delle proteine sul fondo, un brodo lattiginoso al centro e la crema di Parmigiano in superficie. Si mette da parte la crema e si prepara il riso Vialone Nano con un bouquet di differenti pepi. Si comincia la cottura dopo la tostatura del riso versando un mestolo di brodo di Parmigiano per volta, senza mai smettere di rimestare con vigore. All’ultimo istante si aggiunge una cucchiaiata di crema di Parmigiano al posto del burro per mantecare. All’Osteria Francescana irroriamo il risotto con un distillato liquido di cinque tipi di pepe, preparato nel Rotavapor®, per arricchirlo di un’invisibile essenza pepata”.

    Non avendo a disposizione il distillato liquido di pepe, ho spolverato normalmente ma la prossima volta seguirò il consiglio di Mariella che ha preparato un’infusione di pepe in olio, avvicinandosi sicuramente più di me al piatto originale.

    “… Ho preso alcuni grani di ogni tipo di pepe che avevo in casa (nero, verde, lungo e rosa), li ho grossolanamente schiacciati e li ho messi in infusione per tutta la notte in olio caldo. Il giorno dopo, ho filtrato l’olio e l’ho usato per tostare il riso”

     

     

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  • Ricetta di sugo di pomodoro ai profumi mediterranei: quello perfetto per la Parmigiana, insomma

    Ricetta di sugo di pomodoro ai profumi mediterranei: quello perfetto per la Parmigiana, insomma

    ricetta di sugo di pomodoro

     

    Sì, lo so, è fuori stagione. Ma a parte il fatto che questa ricetta di  sugo di pomodoro ai profumi mediterranei si può fare anche con un buon pomodoro pelato in scatola, il fatto è che a suo tempo avevo fatto le foto che poi – puntualmente – non ho pubblicato ed ho finito per perdere. Ora le ho ritrovate su un vecchio pc: per cui, o le pubblico oppure le perdo di nuovo.
    Per cui, beccatevi questa ricetta di sugo di pomodoro assolutamente NON stagionale.

    ricetta di sugo di pomodoro
    Ricordate solo una cosa: è il sugo perfetto per la parmigiana di melanzane e per la pasta alla Norma. Il sugo sarà reso particolarmente aromatico dalla cipolla e dal basilico messi in cottura insieme al pomodoro, e poi passati con questo al passaverdure. Insomma, all’apparenza sarà un sugo come tutti gli altri: all’assaggio, no.
    Ottimo pure per condire la pasta in maniera semplice: io quando lo faccio abbondo sempre un po’ e faccio un modo che ne avanzi un barattolo che congelo: così nei giorni in cui Irene torna da scuola senza avere nulla di pronto, riesce in poco tempo a farsi un piatto di basta buono. Anzi, buonissimo.
    Fatta questa premessa, eccovi la ricetta. La raccomandazione, anche per vo, è una sola: abbondate!

    La preparazione è molto semplice: prima si cuocciono insieme i tre ingredienti fondamentali. Poi, una volta passati al setaccio, si aggiungono ad un soffritto dolce di aglio e si porta a cottura. Nulla di difficile, ma un risultato che non dimenticherete facilmente.

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    sugo pomodoro alla norma di gic
    sugo pomodoro alla norma di gic
  • Fregola sarda con le cozze

    Fregola sarda con le cozze

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    La prima volta che ho mangiato la fregola sarda, è stato a Carloforte. Non sapevo cosa fosse, e rimasi molto sorpresa da quella cosa che in fin dei conti assomigliava ad un cous cous. Non ricordo come fosse cucinata – ero in un ristorante in cui ero finita dopo avere conosciuto lo chef al mercato mentre comprava il pesce – ma quello che ricordo è che mi era piaciuta moltissimo, soprattutto per la sua capacità di restituire all’assaggio il meglio del sapore  cui si accompagnava.
    Da allora, ogni volta che la trovo non resisto alla tentazione di prepararla. Anche in modo semplicissimo: per esempio, come questo piatto di fregola sarda con le cozze.
    Bastano pochi passaggi.
    Innanzitutto, una tostatura leggera in una padella di ferro o antiaderente (passaggio ovviamente inutile se la trovate già tostata). Poi, si continua in linea di massima come un risotto, cuocendola con gli ingredienti che preferite.
    Nel caso della fregola sarda con le cozze, per esempio, io non faccio altro che pulirle (ovviamente), e poi aprirle in tegame con una cottura leggera. Fatto questo, le sguscio tenendo da parte il liquido di cottura (che filtro accuratamente). Poi, passo alla preparazione del piatto vero e proprio aggiungendo la fregola*

    FREGOLA SARDA CON LE COZZE

     

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  • Scialatielli amalfitani ricetta al pomodoro

    Scialatielli amalfitani ricetta al pomodoro

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    Ricordate che l’anno scorso ho pubblicato la ricetta degli scialatielli amalfitani? Una pasta profumata di limone e di erbe aromatiche, che avevo visto preparare durante il lemontour presso i limoneti della famiglia Aceto. Quello di cui però non vi avevo parlato ancora – la memoria mia resta quella che è, sul  corto andante – è dei suoi condimenti. Uno di questi, irrinunciabile, il pomodoro fresco. Nulla che meriti davvero una ricetta – la cosa complicata, se vogliamo, è preparare la pasta ma di questo vi ho già parlato qui nei dettagli – per condirli basta poi avere pomodorini buoni e toccarli il meno possibile. Gà, perché il trucco per questo sugo è uno solo: non cuocere. O, almeno, farlo il meno possibile.

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    scialatielli al pomodoro-

    Si prendono i pomodori cioè, piccoli, e si puliscono. Poi si tagliano a spicchi e si mettono a marinare in una ciotola con olio e sale (e le erbe aromatiche che preferite). Si lasciano lì un paio di ore, in modo che si insaporiscano bene.
    Intanto, si preparano gli scialatielli.

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    Al momento del pranzo, poi, sono sufficienti pochi minuti. Si mette il sugo in una padella e si fa andare a fuoco vivace (non si deve cuocere il pomodoro: più che altro si deve asciugare l’acqua che si è formata durante la marinatura). In questa fase, io preferisco aggiungere un po’ di olio in modo da ottenere un risultato che assomiglia ad una frittura leggera: i pomodori restano integri, la buccia non si separa dalla polpa e il sapore ne guadagna.
    intanto, si bolle la pasta, come al solito, e la si scola. 
    Un passaggio veloche in padella prima di servire e il gioco è fatto. I vostri Scialatielli amalfitani al pomodoro sono pronti. E una volta che li avrete assaggiati, vi assicuro che non potrete più farne a meno.

    Ricapitolando, quindi, ecco un riepilogo degli ingredienti per i vostri Scialatielli amalfitani al pomodoro

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    Questa, la ricetta. Vi ricordo però che se volete gli originali vi conviene andare ad Amalfi e regalarvi un Lemontour. Un’esperienza che non dimenticherete facilmente.

    LEMON GARDEN S.A.S
    Marco e Salvatore Aceto
    Salita Chiarito, 5 – Amalfi (SA)
    telefono 089873211
    fax 089872334