Categoria: Primi piatti

  • Mischiato delicato in crema di patate e cipolle e Aceto Balsamico IGP del Duca

    Mischiato delicato in crema di patate e cipolle e Aceto Balsamico IGP del Duca

    Mischiato delicato in crema di patate e cipolle e Aceto Balsamico IGP del Duca

    Che io vada matta per la pasta e patate, direi che si è capito. Che vada matta per l’Aceto Balsamico, pure (se non altro, visto che vivo a Modena da una vita). Per cui, nel momento in cui mi è stato chiesto di proporre una ricetta in cui mostrare uno degli usi che faccio a casa mia di questo prodotto mi è venuto in mente questo. Un piatto molto semplice, fatto di pochi ingredienti. La pasta di Gragnano, quella vera, nel formato mischiato: perfetto per le paste con legumi e – appunto – con le patate.  Queste, invece, sono di Montese: una patata con uno spiccato gusto di terra e al tempo stesso tendenzialmente dolce. Perfetta, per esaltare il gusto dell’aceto balsamico.


    Mischiato delicato in crema di patate e cipolle e Aceto Balsamico IGP del Duca

     

    L’aceto che ho usato è il DAL 1891, un Aceto Balsamico di Modena IGP della Acetaia del Duca (prodotto a pochi km da casa mia). Denso, pur senza arrivare ad essere cremoso come un Balsamico Tradizionale è abbastanza denso da poter essere usato a fine cottura per rifinire i piatti, creando – come in questo caso – un piacevole contrasto tra i sapori di fondo e la dolcezza legnosa e leggermente acida del l’aceto Balsamico IGP.

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    Pochi ingredienti e pochi passi per la preparazione. La cosa più lunga è il soffritto di cipolla: deve durare a lungo, a bassa temperatura, in modo da rendere la cipolla una crema in grado di fondersi perfettamente – e sparire – agli altri ingredienti.
    Poi le patate, tagliate a dadini piccoli e cotte fino a quando non sia possibile schiacciarle con la forchetta per ridurle in crema.
    E l’Aceto Balsamico, aggiunto alla fine: in modo da non subire nessuna alterazione nel sapore – e nel profumo – grazie al contatto con gli altri ingredienti.

    Pochi passi, che vi riepilogo.

    PASTA IN CREMA DI PATATE, CIPOLLE E ACETO BALSAMICO IGP DAL 1891 DEL DUCA

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  • Pasta c’anciova e muddica atturrata (in versione veloce e non canonica)

    Pasta c’anciova e muddica atturrata (in versione veloce e non canonica)

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    Era diverso tempo che avevo voglia di un piatto di pasta c’anciova e muddica atturrata
    : per chi non lo conoscesse è un primo piatto tipico siciliano reso particolare da alici dissalate e ridotte in crema e mescolate a estratto di pomodoro, completato – direttamente nel piatto – da mollica di pane (da qui il termine *atturrata*, del colore della terra).

    Purtroppo però lontano dalla sicilia non è semplice preparare la pasta c’anciova e muddica atturrata: se hai le alici buone – cosa non sempre facile, purtroppo – non hai lo strattu, e viceversa. Per questo, avevo sempre rinviato. Un po’ di tempo fa, invece, ho avuto un regalo graditissimo: le aggiughe Zarotti, che non conoscevo, e che ho scoperto preparate in Cilento. All’assaggio si sono rivelate assolutamente ottime, per cui – avendo in casa un barattolino di concentrato di pomodoro corbarino ho deciso di prepararmi questo piatto, anche se in versione assolutamente non tradizionale.
    A differenza della ricetta siciliana, infatti, ho preferito una cottura veloce. Non solo per questione di tempo ma, soprattutto, di digeribilità e di sapore. Per cui, spero che i miei amici siculi non si scandalizzino ma questa va – di diritto – tra i piatti da preparare in fretta ma super buoni (questo almeno il giudizio di Irene, uno dei miei giudici più severi).

    Ma bando alla ciance, e passiamo alla ricetta. Che, come potete notare dai vari passaggi, è davvero molto facile. Richiede due sole attenzioni: bassa temperatura per imbiondire l’aglio e sciogliere le acciughe. Fuoco vivace per portare a cottura il pomodoro. Tutto qui, non potrete sbagliare.
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    PASTA C’ANCIOVA E MUDDICA ATTURRATA (versione non canonica)

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  • Minestra di grano patate e parmigiano: uno tra i tanti modi di usare il Grano Chirico

    Minestra di grano patate e parmigiano: uno tra i tanti modi di usare il Grano Chirico

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    Questa minestra di grano  patate e parmigiano non solo è buonissima ma mi serve a spiegarvi una cosa. O, almeno, a provarci.

    Il grano cotto, lo conoscete tutti, suppongo. Tutti quelli che conoscono la pastiera, per lo meno.
    E tutti quelli che conoscono la pastiera conoscono anche il grano Chirico, sicuramente la marca più usata da sempre a casa mia: chicchi di grano ben cotti ma nonostante questo ben separati – odio il mappazzone di grano e se la cottura non è fatta come si deve, vi assicuro che è sin troppo facile trovare questo nelle scatole al posto dei chicchi – e ricchi quindi di consistenza e di sapore.

    Quello che però tutti non sapete  è che il grano Chirico non si usa solo per la pastiera.
    Grazie all’amido gelificato che si forma in cottura, infatti, è molto adatto per addensare dolci cremosi diminuendo drasticamente la quantità di grassi. Questo, infatti, fuziona da addensante e regala morbidezza e questo diventa un grande aiuto per ottenere dolci saporiti ma più poveri di grassi rispetto alle versioni che siamo abituati a mangiare di solito.

    Un esempio? Guardate questo cheesecake … non vi fa voglia? Leggete la ricetta, magari provatelo, e poi fate i confronti con quelle che siete abituati ad usare e poi ditemi se non ho ragione.
    Non solo: il grano Chirico è perfetto anche per piatti salati. Con un paio di cucchiaiate a testa di potrete preparare in pochi minuti ottime zuppe, con quello che più vi piace. Arricchendole di verdure, per esempio, o legumi. Oppure, ancora straccetti di pesce: idee perfette per una cucina veloce ma saporita e sana. E leggera: cosa che in questo periodo di feste non guasta mai.

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    Io oggi per esempio ho preparato una minestra di grano patate e parmigiano. E a voi, cosa viene in mente? Perché non provate a realizzare qualche ricetta? Potrete partecipare al contest Racconti di Grano… insomma, un’occasione da non perdere!

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    Ecco, davvero pochi minuti ed il piatto e pronto. Che dite, allora… ci provate? E soprattutto, partecipate al contest con le vostre ricette? Qui il regolamento e altre ricette da cui prendere ispirazione… non mancate!

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    Buzzoole

  • Spaghetti cacio e pepe e pomodorino del Piennolo del Vesuvio

    Spaghetti cacio e pepe e pomodorino del Piennolo del Vesuvio

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    Ecco, quello che vedete in foto e cioè gli Spaghetti cacio e pepe e pomodorino del Piennolo del Vesuvio più che un piatto sono un Souvenir. I pomodorini, infatti, sono un omaggio del produttore (l’azienda agricola  “il pomo d’oro di Ercole”) ai vincitori del Food Blog Awards 2016 (ci sono stati regalati alla cena di gala che ha concluso il nostro tour) e per quanto non sia stato semplicissimo portarli in treno (rischiavo di seminare pomodorini ovunque, in Freccia Rossa) sono riuscita a portarli a casa.

    Io ne vado pazza e qui a Modena sono introvabili. Riescono a dare un tocco unico a molti piatti – primo tra tutti, nella mia personale classifica, gli spaghetti alle vongole e pomodorino che spero di fare presto (magari, il prossimo we).

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    I pomodorini del piennolo hanno infatti un sapore ed una consistenza unici, perfetti per accompagnare nella più assoluta semplicità un piatto di spaghetti. Sono duri e un po’ callosi, ma racchiudono all’interno un sapore di pomodoro assolutamente unico, dolce e sapido al tempo stesso. Per usarli, non tagliateli. E soprattutto, non passateli al setaccio: i pomodorini del piennolo si *schiattano* in modo da farli sciogliere nell’olio ed asportare facilmente a fine cottura la “pellecchia”.


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    Ovviamente, questa operazione va fatta solo se la pelle disturba. A me no, per esempio, non disturba affatto. Devo toglierla per Irene, che non gradisce, ma non c’è dubbio che la butti via… la mangio al volo!

    In ogni caso, è un condimento di pomodoro pronto in pochi minuti. Per cui, vi consiglio di provarlo. Se poi ci condite gli spaghetti cotti direttamente in padella, come ho fatto io, non avete neanhe la scocciatura di dover aspettare che bolla l’acqua.

    Spaghetti cacio e pepe e pomodorino del Piennolo del Vesuvio

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    Per preparare questo piatto, ho scelto di usare gli Spaghettini dei Campi, un formato che si presta perfettamente a questo tipo di cottura. Se usate spaghetti normali, cuoceteli in padella solo dopo averli scottati due tre minuti in acqua bollente.

  • Gli spaghetti al pomodoro di Peppe Guida

    Gli spaghetti al pomodoro di Peppe Guida

     

    spaghetti al pomodoro di Peppe Guida

    La ricetta degli spaghetti al pomodoro… ma ce ne era proprio bisogno? Certo, assolutamente: perché questa è *la* ricetta, per diversi motivi.
    Innanzitutto, per l’autore: Peppe Guida, Antica Osteria Nonna Rosa Vico Equense. E sullo chef, non credo ci sia da aggiungere altro.

    Secondo, per il pomodoro utilizzato. Il Corbarino Sapori di Corbara, di cui vi ho già parlato qui. Assolutamente sorprendente, nell’incontro tra dolcezza e sapidità che caratterizzano il suo sapore.

    Terzo, per la pasta utilizzata: Spaghettini di Gragnano del Pastificio dei Campi. Certo, potete utilizzare anche gli spaghetti – importante è che siano buoni, anzi ottimi – in questo caso li aggiungerete al pomodoro dopo due-tre minuti di bollitura in acqua.

    Quarto perché Sapori di Corbara e Pastificio dei Campi sono sponsor di LSDM,  il mio evento di cucina preferito. Non solo per il fatto che a Paestum ormai mi sento a casa mia ma perché questo congresso sta dimostrando una forza straordinaria nella fusione tra cucina e territorio. Un esempio, anzi due: la serata di apertura dell’edizione 2016 nelle sale del Museo Archeologico di Paestum e l’accordo  che ha visto Pasta Antonio Amato divenire partner ufficiale del Parco Archeologico di Paestum.

    Ultimo, ma non meno importante, perché Peppe Guida sarà tra i relatori dell’edizione LSDM Roma 9.10 ottobre 2016. 

    Insomma, una serie di ragioni che rendono questa ricetta degli spaghetti al pomodoro una cosa molto diversa da una ricetta qualsiasi: non a caso viene infatti presentata come *la devozione*. Perché non è solo un piatto di pasta, ma molto – molto – di più.

    spaghetti al pomodoro di Peppe GuidaLa ricetta degli Spaghetti al pomodoro a’devozione, di Peppe Guida spaghetti al pomodoro

    [yumprint-recipe id=’54’]Ps. per setacciare in fretta il pomodoro, seguite queste istruzioni.

  • Candele di Gragnano alla crema di Pomodorino di Corbara, cipollotto fresco e profumo di limone

    Candele di Gragnano alla crema di Pomodorino di Corbara, cipollotto fresco e profumo di limone

    Pomodorino di CorbaraIl Pomodorino di Corbara è un pomodoro particolarissimo. Non so se lo conoscete, se non  lo avete ancora assaggiato sappiate che vi state perdendo molto. Un sapore dolcissimo,  reso particolare da una nota leggermente salmastra. Avete presente quando state un po’ in riva al mare immersi nel vento? Ecco, proprio quello. Il Pomodorino di Corbara, pur nella sua dolcezza, ha nel sapore un finale leggermente salmastro. Questo lo rende particolarmente adatto per un piatto tra i più tipici della tradizione campana: gli spaghetti alle vongole fujute. Uno piatto semplicissimo, un soffritto di aglio olio e prezzemolo arricchito da qualche Pomodorino di Corbara *schiattato*. Questo però deve essere di Corbara, appunto, perché solo così le note sapide della sua polpa sapranno regalare al sugo un sapore di mare anche in assenza completa di vongole. 

    Il  Pomodorino di Corbara ha infatti  la caratteristica unica di assorbire il salmastro dell’atmosfera marina – i terreni in cui viene coltivato sono piuttosto asciutti e questo accentua il suo caratteristico sapore –  e di restituirlo nel gusto finale associandolo alla dolcezza della polpa. Il che consente un risultato unico, al primo assaggio assolutamente sorprendente. 

    Pomodorino di Corbara

    La coltivazione fino a non moltissimo tempo fa era dedicata al consumo locale. Ora, per fortuna mia e di chi come me ama questo pomodoro pur vivendo lontano dalla Campania –  la produzione è aumentata spostandosi anche nelle aree di pianura. Il Pomodorino di Corbara viene quindi lavorato sul posto e inscatolato intero, non pelato, e immerso  nel suo stesso succo dove conserva inalterate le sue caratteristiche. Una goduria, per noi appassionati di sapore campano.

    Proprio per le sue caratteristiche di sapore, per quello strano incontro tra dolcezza e sapidità, ho pensato di utilizzarlo per questa ricetta che ho preparato nell’ambito di una sperimentazione collettiva propostaci da LSDM e I Sapori di Corbara sull’uso di questo pomodoro particolarissimo.

    Per farla mi sono ispirata un po’ alla finta genovese (un sugo povero tradizionale campano) arricchendola del gusto del pomodorino e rendendola ancora più profumata grazie all’aggiunta di buccia di limone grattugiata. Le  candele del Pastificio dei Campi hanno fatto il resto: un piatto semplice e veloce, ma ricco di profumi e sapori tutti campani.

    Per preparare questo piatto di Candele di Gragnano alla crema di Pomodorino di Corbara, cipollotto fresco e profumo di limone ho proceduto così

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      pomodorino di corbara Il pomodorino di Corbara, passato al cinese

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    Il cipollotto cotto, al momento dell’aggiunta al pomodoro

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