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  • Ravioli di seppia, ai profumi mediterranei. Il mio piatto per il premio Marietta 2014

    Ravioli di seppia, ai profumi mediterranei. Il mio piatto per il premio Marietta 2014

    ravioli seppie
    Pensando a Marietta, ho immaginato questi Ravioli di seppia, un piatto fatto di sapori semplici ma basato su una discreta manualità. Immagino così, infatti, la cucina di casa Artusi. Pellegrino, il pensatore, seduto al tavolo: che immagina le ricette racimolandole dai suoi ricordi, i suoi viaggi, i suoi racconti.  E Marietta accanto a lui, in piedi, con il grembiule attorno ai fianchi, pronta a tramutare in realtà i suoi appunti. E poi a trasformare in piatti nuovi –  ma *grati al gusto*, come ama tanto spesso ripetere il padrone di casa – gli avanzi dei cibi che hanno dato vita alle ricette più famose, quelle via via finite nella “Scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”. 
     
    Così ho immaginato Marietta, e partendo da lei e dalla sua persona ho immaginato questo piatto: un semplice soffritto di seppie – come potrebbero essere quelle avanzate dalla preparazione della ricetta numero 500 –  utilizzate per condire dei ravioli. All’interno di questi – per una scelta di leggerezza, ho messo seppie fresche cotte al vapore (ma va da sè che potrebbero andarci anche una parte  di quelle soffritte avanzate, o semplicemente pane mescolato ad alici e capperi, come farebbe una casalinga come lei alle prese con una comune dispensa casalinga). Il tutto, mescolato a pane raffermo ammollato in acqua (io ho usato pane di Matera, bello mollicoso), profumato di limone e reso piccanti da un tocco di zenzero. Accompagnato poi da un sugo di pomodoro di pomodorini particolarmente dolci. 

     

    Un piatto insomma, di spunto sicuramente romagnolo (in onore del padrone di casa) ma “contaminato”, come si usa dire oggi, di sapori e profumi mediterranei. Perché sicuramente era curiosa Marietta, esattamente come Pellegrino. E di sicuro, di sapori e profumi nuovi doveva essere ghiotta. Altrimenti, la *loro* raccolta – intesa come primo testo di cucina *italiana* – non avrebbe mai visto la luce.

    Per la pasta all’uovo
    220 gr di farina 00
    2 uova piccole
    Per il ripieno
    1-2  seppia  fresca,   peso intorno ai 700 g

    100 gr di mollica di pane raffermo
    mezzo bicchiere di albana di romagna
    40 gr di pecorino non troppo stagionato
    buccia di limone grattugiata
    una grattatina di zenzero fresco
    albume, per legare

    pepe nero, sale

    Per il soffritto di seppia
    le seppie avanzate dal ripieno
    olio di oliva
    cipollotto fresco
    sale  grosso

     

    Per completare il piatto
    buccia di limone grattugiata al momento
    origano fresco
    olio e.v.o.
    pepe di Szechuan

    Preparazione della pasta

    Io ho usato il kenwood, ma ovviamente, si può procedere anche a mano. Nel kenwood, si mette farina e uova e si impasta con la foglia fino ad ottenere un briciolame grossolano.
    Si rovescia quindi  sul tagliere, ci si bagna le mani (l’umidità aggiunta dalle mani bagnate servira’ ad aggiungere la quantità esatta di acqua per avere un impasto sostenuto che non si attacca) e si impasta con energia fino a formare un impasto molto consistente, bagnandosi di nuovo le mani se necessario. La pasta e’ pronta dopo una decina di minuti.
    A questo punto, la metto a riposare per un’oretta sotto una ciotola capovolta prima di stenderla.

    Preparazione del ripieno

    Pulire, lasciando da parte i tentacoli che serviranno per decorare il piatto e cuocerla al vapore per qualche minuto, in modo da portarla quasi a cottura. Tagliare quindi in pezzetti piccoli e metterli in una ciotola, aggiungere la mollica di pane raffermo ammollata (ma ben strizzata) in acqua ,  il  pecorino , pepe nero, buccia di limone grattugiata, lo zenzero e un po’ di albume per legare.
    Impastare velocemente il tutto e fare un impasto di consistenza simile a quello delle polpette. Stendere quindi la pasta in modo sottile, appoggiare su metà di questa il ripieno (servendosi di un cucchiaino o di una tasca per dolci con beccuccio grande e liscio), coprire con l’altra metà e tagliare i ravioli. Io ho usato uno stampino tradizionale, di misura piuttosto grande, calcolando poi tre ravioli a porzione.
    ravioli di seppia (2)

    Preparazione del condimento per i ravioli

    Intanto, preparare il soffritto di seppie
    Fate un battuto piuttosto generoso con cipollotto fresco. Mettetelo al fuoco con olio, farlo stufare piano e a lungo, e quando avrà preso colore passatelo da un colino strizzando bene. In questo soffritto gettate le seppie tagliate a filetti e bagnatele con  vino bianco (lo stesso usato per il ripieno) a metà cottura.

     

    Preparazione dell’olio aromatizzato
    Preparare un’emulsione di olio e origano usando un minipimer e tenere da parte.

     

    Presentazione del piatto
    Al momento di servire, grattugiare sul fondo del piatto un po’ di buccia di limone,  appoggiarvi sopra i ravioli – cotti in acqua bollente e ripassati velocemente nell’olio di cottura delle seppie, sistemandovi sopra qualche tentacolo per decorare e completando il piatto con buccia di limone grattugiata al momento, pepe nero e olio aromatizzato all’origano.

  • Spaghetti alla bottarga, olio di Centonze e limone di Amalfi

    Spaghetti alla bottarga, olio di Centonze e limone di Amalfi

    spaghetti alla bottarga
    Gli spaghetti alla bottarga li amo dalla seconda volta in cui li ho assaggiati. Già, la seconda. La prima, infatti, non la apprezzai granché. Non so perché, non ne ho mai capito il motivo: forse, semplicemente non me la aspettavo così.  Ricordo ancora la delusione: una botta di sapidità tanto forte da lasciarmi sorpresa: non sentivo null’altro, solo quel sale. Poi, solo un “non mi piace”. E subito dopo, la sorpresa. Forse è stato il muovere la lingua, non saprei, oppure la salivazione innescata dal pronunciare quelle parole. Ripeto, non lo so: ricordo solo che improvvisamente, passato l’attimo fatto di sale,  avevo il mare in bocca. Ed una gran voglia di continuare.
     
    Di questo prodotto, comunque, non vi dico nulla. Se avete voglia di approfondire vi conviene andare su un dei siti dedicati, come questo. Troverete tutte le notizie di cui avete bisogno: di cosa è fatta, il metodo di lavorazione, e come accompagnarla. Da parte mia, aggiungo solo di averla accompagnata ad olio di Centonze e limone di costiera (amalfitana), preparando  per La cucina  dell’Extravergine una ricetta semplicissima ma molto adatta alla stagione calda che sta per arrivare.  Due parole sull’olio: lo avevo già testato l’anno scorso, con gli Gnocchi di patate viola al caprino e alla riduzione di Nero d’Avola  e mi era piaciuto moltissimo. Uno di quegli oli da maneggiare il meno possibile, da assaggiare a crudo su una fetta di buon pane, per poi farsi ispirare nel suo utilizzo.  Un gran sapore, perché preparato con nocellara del Belice raccolte a mano ( nei mesi di Ottobre e Novembre) per poi essere molite a freddo entro le 12 ore. Per questo il sapore resta intatto, cosi ricco di sensazioni tra l’amaro e il piccante. Perfetto, per accompagnare la sapidità della bottarga, accostata all’aroma del limone di Amalfi e alla nota speziata del Pepe di Szechuan.

    Spaghetti alla bottarga dosi per quattro persone:

    320 g di spaghettoni (io ho usato quelli del Pastificio Leonessa)
    40 g di bottarga di muggine (metà tagliata a fettine sottili e metà grattugiata al momento)
    la buccia di mezzo limone (assolutamente non trattato)
    sale grossoPer l’olio aromatizzato:
    olio extravergine di oliva di Centonze
    2 spicchi di aglio
    buccia di mezzo limone (io ho usato quelli della costiera amalfitana)
    Pepe di Szechuan, macinato al momento

    Preparazione degli spaghetti alla bottarga

    Per l’olio aromatizzato, fare andare a fuoco basso per pochi minuti qualche cucchiaio di olio con l’ aglio. Spegnere il fuoco, aggiungere metà della buccia del limone (solo la parte gialla) e lasciare raffreddare lasciando aglio e limone  in infusione, in modo da consentire il rilascio di sapori e profumi.

    Una volta che questo si sia raffreddato, tagliare metà della bottarga a fettine sottili e aggiungerle all’olio, in modo da farle insaporire ed ammorbidire.

    Mettere quindi a bollire l’acqua per la pasta, e cuocere gli spaghettoni. Una volta pronti, condire con olio aromatizzato e fettine di bottarga, completando il piatto con la restante bottarga grattugiata ed il Pepe di Szechuan.

    spaghetti alla bottarga
  • Dalla qualità alla patata

    Dalla qualità alla patata

     
     
    Mi ci avevano pure invitata, alla presentazione dell’audacia a base di patatina industriale  ma non ci sono andata. Figurarsi se sprecavo un giorno di ferie e i soldi del biglietto per Milano, per andare a sentire osannare una patatina… Ormai però è dappertutto: Cibus, a Parma, ne era invasa. Cosi’ come ne è invasa la tv:  uno spot di una antipatia insopportabile. Soprattutto per chi ricorda  i discorsi sulla qualità, sulla tradizione, sul cammino cui si trova di fronte al cucina italiana. E per chi ricorda anche la discussione con la Parodi, su questi temi. Che, alla fine, mi pare mostro di coerenza rispetto a lui.
    Che di Audacia, prestando il suo volto a questa campagna pubblicitaria, ha sicuramente dimostrato di possederne parecchia.

    Troppa, decisamente. Per i miei gusti, almeno. Perlomeno, pensando alla sua famosa discussione con Benedetta Parodi…

     
     
    Edit: il video risulta non visibile, in quanto reso privato. Potete comunque trovarlo sul sito della RAI

    In ogni caso, resta in buona compagnia: i suoi soci televisivi, infatti, ci stanno raccontando della grandezza della pasta sfoglia industriale l’uno e della bontà di un olio di oliva a meno di 5 euro l’altro. La prova provata, caso mai che ne fosse bisogno, che Masterchef sta alla cucina come il Grande fratello sta alla lettura.Roba da rivalutare la Clerici e la Parodi, insomma.
  • 38^ Expo Riva Hotel 2015… imperdibile!

    38^ Expo Riva Hotel 2015… imperdibile!

    Parlare di food è anche parlare di attrezzatura, si sa. E quindi è anche parlare di eventi che in questo ambito, per gli appassionati come me, rappresentano un vero e proprio paese dei balocchi. In cui perdersi durante lunghe visite, sognando di arrivare un giorno a possedere almeno una piccolissima parte delle meraviglie esposte. E poco importa se in casa non c’è più spazio per nulla: ogni novità ci appare irrinunciabile, assolutamente da possedere in fretta. Soprattutto se quelle che abbiamo di fronte sono attrezzature professionali: ecco, quelle scatenano gli istinti di possesso più irrefrenabili.

    Siete anche voi così? Allora non potete perdervi questo evento.

    Dal 26 al 29 gennaio nel quartiere fieristico di Riva del Garda (Trento) torna EXPO RIVA HOTEL, la rassegna espositiva leader nei settori dell’hotellerie e della ristorazione.
    Una fiera nata nel 1979  e divenuta, nel corso del tempo,  una delle tre fiere di settore più importanti del nostro Paese: non a caso, infatti, è patrocinata da Federalberghi e Federturismo Confindustria.
    Se non la conoscete, eccovi qualche dettaglio.
    Innanzitutto,  Expo Riva Hotel è suddivisa in 4 grandi aree:
    RIVA CONTRACT & DESIGN:  dedicata alle soluzioni di arredo per interno ed esterno, forniture, idee bagno e soluzioni e software gestionali.
    RIVA BENESSERE HOTEL: una grande rassegna di proposte per creare e rinnovare il centro wellness in hotel e prodotti per il benessere del corpo
    RIVA ECO HOTEL:  uno dei settori decisamente più innovativi ed interessanti, dedicato a prodotti e tecnologie per la sostenibilità e il risparmio energetico in hotel.
    RIVA FOOD & BEVERAGE: le nuove tendenze  in fatto di bere e del mangiare fuori casa. In più dedicato a tutti gli appassionati, come me, di extravergine,  SOLOLIO : mostra dell’eccellenza olearia italiana.
    Insomma, se non conoscete ancora questa fiera e siete nei dintorni vi consiglio di segnarvi questa data e di farci un giro. Per chi è lontano, invece, il consiglio è quello di regalarsi qualche giorno di vacanza nella splendida cornice della parte nord del Lago di Garda. Paesaggi unici ed incantevoli, e diversissimi tra di loro. 
    Tutti da scoprire, come da scoprire sono le meraviglie cui vi troverete di fronte in fiera.
  • Terra di Fuoco, in partenza il concorso per blogger e appassionati di Campania!

    Terra di Fuoco, in partenza il concorso per blogger e appassionati di Campania!

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    Ecco, ci siamo. Conclusa la prima fase organizzativa del contest Terra di Fuoco, il contest dedicato alla diffusione della conoscenza dei prodotti di eccellenza campani tra blogger e appassioniati (dedicata, per chi non ricordasse, alla raccolta di adesioni da parte degli sponsor), si parte con la seconda: ora tocca a voi appassionati -blogger e non  – raccontare di un’altra Campania. Fatta di sapori, colori, profumi che confluiranno nelle vostre ricette.

    Ma andiamo con ordine, o – almeno – proviamoci.
    1) Chi può partecipare? 
    Tutti: blogger ma anche semplici appassionati. Obiettivo di questo concorso è infatti parlare della Campania e dei suoi prodotti. Per cui, per dirlo in dialetto, “Cchiù simm e cchiù belli parimm!” (traduzione per i non partenopei: più siamo, più sembriamo belli).
    I blogger, come al solito, parteciperanno pubblicando la ricetta sul sul loro blog ed indicando che con la loro ricetta partecipano al contest “Terra di Fuoco” (con link a questo post su scatti golosi). Inoltre inseriranno il banner nella barra laterale, in modo da aiutarci a far conoscere la nostra iniziativa nella bloggosfera.

     

    I semplici appassionati, che non posseggono un blog,  pubblicheranno invece la ricetta nel forum  di gennarino.org (segue link), contrassegnando la loro ricetta con il tag [Terradifuoco] ed indicando che con la loro ricetta partecipano al contest “Terra di Fuoco”.
    Ovviamente, vi chiediamo di aiutarci nella diffusione del concorso: per cui, se vi va, condividete questo post nelle vostre bacheche, oppure fate un post dedicato sui vostri blog…ve ne saremo grati!
    2) Come si partecipa?
    Semplice, scegliete un prodotto campano (quello cui siete più affezionati, per affetto o golosità non importa) e realizzate una ricetta che lo veda protagonista. Attenzione però: non vogliamo solo la ricetta ma anche un piccolo racconto del perché siete legati a questo piuttosto che ad altri. Poche righe, che spieghino un po’ le ragioni del vostro affetto per lui.
    3) Con quante ricette si partecipa?
    Una sola. A giudicare dalle dimensioni già raggiunte dal gruppo i partecipanti saranno numerosi e sarà già difficile valutarne una sola a testa.
    4) Quanto tempo abbiamo a disposizione?
    Si possono presentare ricette sin da subito e non oltre  il 30 giugno (poi, si sa che arriva luglio e nessuno ha più voglia di cucinare). ATTENZIONE: LA SCADENZA E’ STATA PROROGATA AL 15 DI AGOSTO! I vincitori saranno poi proclamati con calma (in periodo di vacanza mica vogliamo stressare la giuria con la fretta, vero?), entro i primi di settembre in modo da dare loro il tempo  necessario per organizzarsi per la partecipazione agli eventi premio.
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    5) Cosa si vince?

    Pastificio dei Campi: Prodotti: Maxi Cubo di Pasta 5 kg di pasta in 10 differenti formati, Esperienza: si cucinerà nella cucina professionale del 
    Pastificio, al cospetto di critici di eccezione ed in compagnia di qualche amico delle eccellenze campane. Casa Barone

    Prodotti: 3 barattoli di conserva tradizionale biologica di Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP da 520 g ; 3 barattoli di conserva di pomodorino in passata di pomodoro da 500 g ; 3 barattoli di conserva tradizionale di pomodorino giallo da serbo 500 g. Esperienza: il vincitore verrà guidato lungo i sentieri di casa Barone in una passeggiata tra la biodiversità vesuviana e vivrà direttamente l’esperienza della manifattura del Piennolo di Pomodorini del Vesuvio che porteranno poi a casa per tanti mesi successivi.

    Le CampestreProdotti: Conciato Romano. Esperienza: una giornata a contatto con gli animali e le modalità di produzione del conciato, con invito a pranzo per gustare le specialità della zona.

    La TramontinaProdotti: 1 Kg di mozzarella di bufala, 1 scamorza, 1 vellutata in un miniservizio viterbese (piatto e coppa). Esperienza: assistere e intervenire nella lavorazione della mozzarella, con possibilità di pranzare presso Gusto Mozzarella, 
    marchio enogastronomico de La Tramontina
    AgrigenusProdotti: 2 casse di Pomodoro San Marzano DOP da 400gr; 2 casse di Antichi Pomodori Di Napoli Slow Food – passata da 
    580ml – fatta con Pomodoro San Marzano DOP; 2 casse di Fagioli Cannellini, il famoso dente di morto, tipico della nostra 
    zona. Esperienza: un’esperienza autentica col pomodoro San Marzano: prima nei campi e poi sulla tavola, guidati dallo chef 
    Giuseppe Daddio. Biscottificio MarescaProdotti: Cesto di prodotti da forno tipici di castellamare, come Gallette, Tarallini a Naspro, Freselle, Biscotto.  
    Esperienza: un’esperienza autentica con la preparazione della famosa “pizza di gallette stabiese” direttamente dai cultori della
    tradizione. Sapori VesuvianiProdotti: 1 cesto di albicocca raccolte direttamente; 3 un succo e polpa di albicocca 720 ml; 3 confetture 300 ml altro cesto: 
    Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP, 1 Packaging regalo Piennolo Pomodorino delVesuvio D.O.P.Kg. 1,5; 1 Pacchetella
     (conserva tipica); 1 Passata; 1Sugo Boscaiola con funghi Porcini; 1Sugo Napoletana con olive, capperi ed origano; 1Sugo 
    Mediterranea con carote, sedano e cipolla. Esperienza: raccogliere le albicocche e passare una giornata fra i campi, cenando
    in compagnia di Pasquale Imperato.

    Le esperienze saranno a cura di ciascun produttore ma generalmente organizzare nella nella giornata di sabato 27 settembre: i blogger possano recarsi in terradifuoco per un week end di tutto gusto che gli consenta di vivere l’esperienza diretta coi prodotti e le modalità e poi recarsi a ritirare i prodotti assegnati direttamente dalle mani dei produttori, durante l’evento finale del 28 settembre (in caso non possano essere presenti i prodotti verrano comunque spediti al legittimo vincitore a partire da quella data, mentre le “esperienze” hanno 12 mesi di validità a partire dalla proclamazione dei vincitori.)
    6) Ci sarà un evento finale? In cosa consisterà?
    Domenica 28 settembre presso La Distilleria Feltrinelli Point di Pomigliano d’Arco (NA) –  – si terrà la giornata finale  del Contest Terra di Fuoco.
    Presso la Scuola di cucina si avvicenderanno ai fornelli i vincitori del contest elaborando le proprie ricette coadiuvate (su loro richiesta) dallo Chef de La Distilleria Francesco Ambrosio.
    Saranno presenti anche i componenti della Giuria capitanata da Tommaso Esposito. Nello spazio interno della struttura che ha il sottotitolo di Cultural District saranno presenti numerosi produttori con i prodotti dei quali sarà servito un pranzo a buffet al costo di 20 euro.
     7) Da chi è composta la giuria?
    – Tommaso Esposito, food writer (Guida I Ristoranti d’Italia de l’Espresso, Il Mattino e Luciano Pignataro        Blog);
    – Andrea Di Martino, Cuciniere e pubblicista gastronauta;
    – Paolo Barrale, Chef
    – Gabriella De Cenzo, Biologa
    – Nunzia Gargano, storica
    pizza
    8) Che prodotti bisogna usare per la preparazione dei piatti?
    A parte, ovvio, il prodotto (o i prodotti) campano che sceglierete di usare, in considerazione degli obiettivi del concorso – che intende valorizzare le eccellenze del territorio, non saranno  prese in considerazione ricette realizzate con ingredienti per i quali siano normalmente disponibili in commercio alternative di livello qualitativo superiore.
    Alcuni esempi:
    margarina anziché burro
    olio di semi generico, invece che olio di oliva
    panna uht al posto di quella fresca
    dado da brodo
    (ovviamente, la cosa non vale nel caso la scelta sia motivata da ragioni di salute: esempio, intolleranza al lattosio che costringano a scegliere il latte uht ad alta digeribilità. Ovviamente, in caso di dubbi, potete chiedere chiarimenti (possibilmente nel gruppo, in modo che le spiegazioni siano utili anche ad altri).
    annurca cotta
     
    9) Cosa faremo delle ricette che ci invierete?
    Una prima selezione tra queste, sarà pubblicata sula sezione Terra di Fuoco di gennarino.org) . In verità, noi vorremmo pubblicarle tutte ma nel caso siano tante – cosa che ci auguriamo – saremo purtroppo costretti a fare una selezione preliminare. In più, vorremmo anche realizzare una raccolta, liberamente scaricabile dal sito, attraverso un file pdf.
    Ben, mi sembra di avere scritto tutto.  In ogni caso, per chi frequenta Facebook,vi ricordo il gruppo di discussione “Terra di Fuoco“, dove vi aspetto insieme agli altri organizzatori del contest (Evelina e Giustino) e dove potrete interagire con vari produttori. E con gli sponsor di questa tornata, che –  vi ricordo – sono:
    – Biscottificio Maresca
    Allora, siete pronti? Chi parte?
  • Diario da by Tourist on the sea. La cena di esordio: il President a Pompei

    Diario da by Tourist on the sea. La cena di esordio: il President a Pompei

    Ricordate il contest di Pasta  Leonessa cui ho partecipato con la ricetta degli spaghettoni in crema di fresella e colatura di alici? Bene: incredibilmente  – in verità pensavo che leggendo la ricetta mi avrebbero preso per pazza – ho vinto e sono stata invitata ai tre giorni  BY TOURIST ON THE SEA – II EDIZIONE insieme a Maison Milady.  Tre giorni di mare e gastronomia, iniziati ieri con la cena di presentazione del progetto al ristorante  President, di Paolo Gramaglia, che già da tempo conoscevo attraverso facebook ma che non avevo ancora avuto modo di andare a trovare.

     

    Una cucina semplice e pulita ma basata su grandi sapori. Un grande racconto,  insomma,  fatto di prodotti campani e realizzato attraverso la semplice sottolineatura delle loro caratteristiche di sapore, profumo e consistenza e senza alcuna volontà di stupire oltre misura.
     

    Una conoscenza da approfondire, senza ombra di dubbio. Le foto sono pessime, e non le ho neanche di tutti i piatti,  fatte con il tablet ma la luce era bassa e calda e non mi andava di rovinare l’atmosfera con colpi di flash. Per cui accontentatevi. 🙂

    Innanzitutto, il pane. Preparato da Laila, moglie di Paolo, che ci ha accompagnato per tutta la cena con la sua competenza – gentile e discreta – sulla base di ricette tratte da testi risalenti alla antica Pompei. Accompagnati, come in questo caso – panis adipatus, “farcito”, come si intuisce dal nome, con lardo –  da burro di latte nobile preparato di fresco.
    Poi, inizia la cena vera e propria, con una Zuppetta fredda di piselli, gambero di nassa e crema fredda di puntarelle. Un delizioso contrasto, sia di sapori che di temperature, ammorbidito dalla dolcezza di un gambero dal sapore estremamente dolce e delicato.
    Poi, ancora un antipasto: il polpo all’ombra del Vesuvio. Cotto a bassa temperatura, passato alla piastra e accompagnato da una riduzione di pomodorino del piennolo – dolcissima! – e una di carote, ricottina di fuscella e polvere di caffè. E accanto una quenelle di crema di tarallo sugna e pepe.
    Il primo, gli spaghettoni Maruzzella Maruzzè: con lumachine di mare,  e appoggiati su una crema di prezzemolo. Assolutamente deliziosi: proverò a rifarli – che Paolo mi perdoni! – con delle vongole. La crema in fondo è una idea splendida, una sorpresa di sapore che non ti aspetti e che completa di aroma la sapidità tutta marina di questo piatto.
    Il secondo: un dentice semplicissimo ma cotto alla perfezione appoggiato su pappa di pomodoro e sorbetto di cipollotto.  Grande contrasto anche qui: di sapori e temperature. Un risultato, nell’insieme, in grado di conquistare al primo assaggio.

    Il dolce: “Interpretazione della Cassata Oplontis”, preceduto dal racconto di Paolo del concetto di dolce per gli antichi romani, completamente lontano da quello odierno. Fatto dall’accostamento di una ricotta dolce di latte ma profumata di pascolo, al miele ed alla frutta. Come in questo caso: per un risultato pieno di aromatica dolcezza, stemperato dalle acidità della frutta (in salsa, ma anche fresca).

    Insomma, se siete in zona, un indirizzo da tenere in mente.

    Ristorante President
    Piazza Schettini, 12 – 80045 POMPEI (Na)
    Tel. 081/8507245 – Fax 081/8638147
    E-mail: 
    info@ristorantepresident.it