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  • Ancora ricette dietetiche: gli spaghetti alla Nerano in versione light

    Ancora ricette dietetiche: gli spaghetti alla Nerano in versione light

    Spaghetti alla Nerano in versione light

    Ricordate le melanzane alla scapece in versione dietetica? A parte il fatto che hanno avuto un sacco di visite – evidentemente le cose buone e leggere attizzano! – mi hanno dato lo spunto per questa ricetta di spaghetti alla Nerano in versione light. Mi sono detta infatti: se questo sistema di cottura ha funzionato con le melanzane perché non dovrebbe funzionare anche con le zucchine? Ci ho provato, e devo dire che il risultato mi è piaciuto moltissimo. Certo, questi spaghetti alla Nerano in versione light non sono certo gli originali: credetemi però, sono appetitosissimi e – stando attenti a mantenersi entro i limiti di quantità di pasta e di olio previsti dal proprio piano dietetico – sono anche ipocalorici.
    Perfetti quindi per gratificarsi in periodo di dieta. Le zucchine, infatti fanno volume e arricchiscono il piatto trasformando la versione canonica di 80 grammi in un piatto assolutamente adatto ad un appetito normale.

    La preparazione? La stessa degli Spaghetti alla Nerano in versione classica, non light. Solo, le zucchine NON sono fritte ma come nelle melanzane alla scapece senza frittura sono prima cotte in padella antiaderente e solo negli ultimi minuti di cottura arricchiti con olio. Ma su questo andate alla ricetta, vi toglierete ogni dubbio.

    spaghetti alla Nerano in versione light
    Poi, preparazione assolutamente canonica. Spaghetti cotti al dente e mantecati insieme alle zucchine e acqua di cottura. Infine, un buon formaggio – poco, mi raccomando – per completare il piatto. 

    SPAGHETTI ALLA NERANO IN VERSIONE LIGHT

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    E allora, che ne dite? Non vi viene voglia di provare subito? Preparateli, e poi venite a raccontare le vostre impressioni!
  • La mia ricetta delle melanzane alla scapece, senza frittura

    La mia ricetta delle melanzane alla scapece, senza frittura

    ricetta delle melanzane alla scapece

    Prima di parlare della ricetta delle melanzane alla scapece, consentitemi però una divagazione.

    Per l’ennesima volta, stamattina, sono rimasta basita dalla lettura dei titoli dei giornali. L’ennesima donna uccisa per mano del compagno che aveva deciso di lasciare. L’ennesima donna morta perché qualcuno ha deciso che – come donna – o lei viveva *per lui* oppure non aveva diritto di vivere.

    Eppure, ogni volta che pronuncio o scrivo il termine femminicidio, un sacco di gente ancora non capisce di cosa si stia discutendo. Per non parlare poi delle battute sarcastiche quando succede il contrario: quando è una donna ad uccidere un uomo.

    Allora, dicevo, prima della ricetta delle melanzane  alle scapece consentitemi una divagazione. Sul termine femminicidio, appunto. E sul suo significato. E per farlo prendo in prestito le parole di Michela Murgia, che secondo me lo ha spiegato meglio di di chiunque.

    “A cosa serve chiamarlo femminicidio? La parola omicidio comprende già i morti di tutti i sessi!”
    No.
    La parola “femminicidio” non indica il sesso della morta.
    Indica il motivo per cui è stata uccisa.
    Una donna uccisa durante una rapina non è un femminicidio.
    Sono femminicidi le donne uccise perché si rifiutavano di comportarsi secondo le aspettative che gli uomini hanno delle donne.
    Dire omicidio ci dice solo che qualcuno è morto.
    Dire femminicidio ci dice anche il perché.

    Ecco, siccome questo problema – sempre più drammatico – è irrisolvibile se non lo si affronta innanzitutto dal punto di vista culturale (non dimentichiamo che solo trenta anni fa in Italia esisteva il delitto d’onore), proviamo a essere noi donne questo  cambiamento. Facciamolo in un modo semplicissimo, ma facciamolo TUTTE: leggiamo queste parole e poi spiegamole a nostra figlia o a nostro figlio. Per avviare un discorso su quanto assurdo sia, ancora oggi e in un paese che si definisce civile, morire perché qualcuno ha deciso che non hai il diritto di lasciarlo.

    E ora, torniamo alla cucina. Con l’amaro in bocca, che non è quello delle melanzane.
    Di solito, questa ricetta viene preparata partendo da una frittura. Siccome però io non amo friggere e siccome non amo neppure le melanzane alla griglia fatte in modo normale – spesso trovo che siano *legnose* all’assaggio – le preparo a modo mio. Grigliandole cioè normalmente, ma aggiungendo a fine cottura un cucchiaio di olio. Questo le rende molto simili alle melanzane fritte, sia nel gusto che nell’aspetto. Con un risparmio notevole di calorie: il che, soprattutto in questa stagione, non guasta.

    ricetta delle melanzane alla scapece

    [yumprint-recipe id=’49’]Allora, che ne dite? Le proverete? E, soprattutto, verrete a dirmi cosa ne pensate?

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