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Confettura di pesche al pepe nero di Sarawak

confettura di pesche

Questa confettura di pesche bianche al pepe nero è preparata con il metodo Ferber che non credo che abbia  bisogno di lunghe  presentazioni. Di mio, aggiungo solo che mi piace moltissimo trattare la frutta in questo modo perché la lunga macerazione associata alla bassa temperatura in cottura producono un risultato molto buono e bellissimo dal punto di vista estetico. La frutta sembra quasi candita – rimane infatti soda e trasparente – e si crea un otticmo contrasto di consistenze tra pezzi di frutta e sciroppo che finiscono per rendere questa confettura davvero da provare.

Ho usato pesche bianche di qualità sant’Anna non troppo mature e pepe nero di Sarawak.

Confettura di pesche bianche al pepe nero
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Ingredients
  1. 1,300 di pesche non troppo mature, pesate già pulite
  2. 800 g di zucchero semolato
  3. 35 gr di succo di limone
  4. 3 gr di semi di pepe nero di Sarawal
Instructions
  1. Le pesche vengono innanzitutto pelate e tagliate a pezzi, poi messe a riposare con lo zucchero e il succo di limone, in frigorifero, per una notte almeno (in modo che rilascino il succo).
  2. Vengono poi trasferite in una casseruola e messe sul fuoco a bassa temperatura. Si fa cuocere fino a quando il liquido non raggiunge il punto di ebollizione, schiumando, e poi si spegne.
  3. Si lascia raffreddare (se non si ha fretta, si ripone in frigo per qualche ora) e poi si rimette sul fuoco di nuovo fino a che non bolla di nuovo.
  4. Si procede così, fino a quando le pesche non sono cotte.
  5. A questo punto, si aggiunge il pepe nero – che non deve cuocere, altrimenti perde buona parte del suo profumo – macinato al momento.
  6. Una volta che la confettura è pronta si porta di nuovo a bollire e si invasa subito, tappando i vasetti e capovolgendoli subito in modo da creare il sottovuoto.
SCATTI GOLOSI https://www.scattigolosi.com/

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Cucinando Dolce Lievitati

Pull Apart Brioche di Grano del Miracolo all’uva caramellata di Pisticci

pull apart brioche


Ovviamente, la mia è una partecipazione fuori concorso al contest che ho organizzato con Terra Vecchia. Ma avendo a casa questa uva – buonissima, che vi auguro prima o poi di assaggiareperché davvero ne vale la pena – non ho resistito alla tentazione di provare ad inserirla in un lievitato. L’obiettivo in realtà è quello  di provare ad utilizzarla in futuro per un panettone, ma visto che  andare per gradi è decisamente meglio, ho iniziato utiliazzandola in una brioche. Attenzione, però: questa non è una brioche normale – di solito, per questo tipo di preparazione si usa una farina forte, capace di un elevato assorbimento di liquidi – ma una brioche preparata con una farina  particolare, ricavata dal Grano del Miracolo (ne ho parlato qui, ricordate?) che ha un fattore w. Anche in questo caso, come in quello del babà del Miracolo, dell’abbondanza di glutine non ne ho sentito la mancanza. L’impasto si è incordato in fretta e bene, usando queste dosi.

Per la pasta

400 g di farina di Grano del Miracolo del Molino Grassi

zucchero semolato 50 g

10 gr di lievito di birra

1/2 cucchiaino di sale sciolto in 10 ml di acqua

55 g di burro non salato

230 g di latte

2 grandi uova

i semi di una bacca di vaniglia

 

Per il ripieno

50 g di zucchero

2 cucchiaini di Cannella di Ceylon in polvere

20 di burro fuso

200 g di Uva caramellata di Pisticci (che ovviamente potrete sostituire con altra frutta in sciroppo: anche amarene, per esempio o fichi caramellati)

Procedimento

 

Ho impastato in planetaria, utilizzando le mie solite modalità di lavorazione della pasta brioche  (stando attenta cioè ad inserire i liquidi un po’ per volta e aggiungendo il burro morbido solo a fine lavorazione) e ho messo l’impasto a lievitare fino al raddoppio. A questo punto ho steso l’impasto con un mattarello, cercando di dare una forma il più possibile regolare (cercando cioè di ottenere un rettangolo). A questo punto ho preparato la farcitura, facendo innanzitutto scolare bene l’uva e raccogliendone il succo. Ho poi mescolato questo alla cannella e al burro fuso e – utilizzando un pennello – ho sparso bene il tutto sulla pasta stesa. Ho quindi spolverato di zucchero e distribuito l’uva sgocciolata in maniera regolare.

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Ho quindi tagliato l’impasto in strisce regolari che ho sovrapposto (lasciando in alto la parte con l’uva) e poi ho ancora tagliato in modo da avere dei pezzi larghi all’incirca 8.10 cm. Ho imburrato quindi uno stampo  e ho sistemato i pezzi, piegandoli in maniera un po’ irregolare. Ho quindi spennellato di burro fuso e spolverizzato ancora di zucchero e cannella, mettendo lo stampa lievitare in forno spento – dopo avere ricoperto di pellicola – per una trentina di minuti.
Infine, in forno a 180 gradi fino a doratura. Questo, il risultato… che ve ne pare?

 

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