Categoria: Dolce

  • Come si preparano le meringhe svizzere

    Come si preparano le meringhe svizzere

    Gli albumi abbondano...
    La mia meringa preferita, la più aromatica e croccante.  Arricchita in questo caso dai semi di una bacca di vaniglia e resa croccante dalla cottura un po’ più veloce di quella classica e dall’uso di solo zucchero semolato. Con questo sistema la meringa non sarà candida, ma quasi color panna giallino a fine cottura in quanto lo zucchero non adeguatamente sciolto aggiunto a mano farà una sorta di effetto caramello.In compenso, sarà friabile e si scioglierà in bocca al momento della degustazione.

    Ingredienti per le meringhe svizzere

    gr 125 di albumi
    gr 250 di zucchero semolato
    un cucchiaino di succo di limone

    Procedimento per le meringhe svizzere

    Ho messo gli albumi in una ciotola, con il succo di limone e 125 gr di zucchero semolato in un tegamino che ho sistemato a bagnomaria e ho montato con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto soffice abbastanza montato.
    Ho lasciato quindi intiepidire  ed ho   travasato nel Kenwood e ho continuato a montare aggiungendo piano altri 62.5 gr di zucchero.Una volta ottenuta una meringa ben montata, ho aggiunto a mano la restante parte (gli altri 62.5 gr) mescolando a mano dall’alto verso il basso.

    Poi con una sac à poche ho deposto dei piccoli spuntoncini di meringa che ho infornato a circa 100°C per 30 minuti circa.

  • Ancora sulla crema pasticcera

    Ancora sulla crema pasticcera

    meringa crema e amarena-2

    Sì, ancora crema pasticcera. Il post dell’altro giorno, sulla crema di Massari, ha suscitato molta sorpresa per il numero di tuorli: più di trenta per litro di latte. Una grande crema, insomma (quasi uno zabaione), ma sicuramente poco adatta per dolci semplici, *di famiglia*. Per non parlare del fatto che in tanti mi hanno scritto per chiedermi se le dosi erano esatte. 
    Per cui pubblico una ricetta più semplice, sempre con amido di riso, che garantisce (unito a quello di mais) una tenuta ed una cremosità eccezionali. Provateli, non tornerete più indietro.

    500g di latte (volendola fare più ricca, sostituirne la metà con panna liquida)
    100g di tuorli
    120g di zucchero
    35g di amido di riso
    35g di amido di mais
    1g di sale
    1 bacca di vaniglia o buccia di limone non trattato

    Premessa: se si usa la bacca di vaniglia è preferibile usare solo la bacca vuota ( i semi, meglio aggiungerli allo zucchero e uova) per evitare, in caso di formazione di panna da cottura, di buttare via questa insieme ai semi.  Inoltre, da queste dosi,  è possibile costruirsi la *propria* ricetta: si possono cioè aumentare i tuorli, a patto di diminuire il peso dell’amido in ragione di 10g di amido per 100g di tuorli. Ovviamente, è possibile anche il contrario per chi voglia farla ancora più leggera. Se poi questa crema è destinata a una cottura al forno, meglio usare fecola di patate.

    La farina può essere usata in sostituzione degli amidi se non non serve una crema particolarmente consistente anche dopo diverse ore (con il riposo tende a rilasciare umidità e ad ammorbidirsi), tenendo conto che la cottura va protratta più a lungo.

    Si può sostituire parte del latte con panna, per aumentare la cremosità finale.

    E la ricetta della meringa? Beh, per quella vi tocca aspettare qualche giorno… mentre quella delle amarene già c’è. Sciroppate, al microonde.

  • Zucchero vanigliato fatto in casa

    Zucchero vanigliato fatto in casa

    Differenze tra vaniglia e vanillina

    Innanzitutto, prima di spiegare come si prepara lo zucchero vanigliato fatto in casa, una premessa: vaniglia e vanillina NON sono la stessa cosa, anche se spesso vengono considerate intercambiabili.

    Sono due cose completamente diversa. La prima, è una bacca (pregiate quelle di Tahiti o del Madagascar) scura e allungata il cui interno è pieno di semini profumati.

    La seconda, invece, è un prodotto da laboratorio. Può essere estratto a partire da elementi naturali oppure sintentici: resta il fatto però che il suo sapore e il suo aroma non sono assolutamente paragonabili a quello della vaniglia vera.

     

    Come prepararlo in casa?

    Resta quindi il problema di come procurarsi dello zucchero vanigliato VERO, quando questo serva per preparare un piatto particolare. Il modo più semplice e più economico è quello di mettere delle bacche di vaniglia in un barattolo colmo di zucchero a velo (potete anche farlo in casa, usando un macinacaffè ma ricordatevi di non usarlo per glasse come questa).

    In questo modo, l’aroma della vaniglia impregnerà quello dello zucchero e avremo ottenuto uno zucchero vanigliato naturale e a basso costo. La cosa migliore sarebbe quella di averne sempre, in dispensa, due barattoli. In questo modo, rabboccando immediatamente dopo l’uso, non si correrà il rischio di avere dello zucchero scarsamente aromatizzato.

    Ottimo anche se preparato con bacche svuotate dai semi – utilizzati per altre preparazioni –  e trattate esattamente come quelle fresche.  Un ottimo modo di conservarle visto che trattate in questo modo possono esser bollite nel latte per aromatizzare la classica crema pasticcera.

    Oppure, possono essere usate per preparare l’aroma di vaniglia a base di alcool oppure la polvere di vaniglia. Ma di questo, ne parlo un altra volta magari. L’importante è che abbiate capito che se usate bacche di vaniglia, di queste non si butta via nulla.

  • Marmellata di arance

    Marmellata di arance

    marmellata di arance

    Una vecchia ricetta di marmellata cui sono particolarmente affezionata, avendola assaggiata da Paolo – incontrato in internet una quindicina di anni fa – e rimasta da  allora uno dei miei punti fermi in fatto di conserve casalinghe. Importante, avere a disposizione arance assolutamente non trattate. Io le prendo da un produttore siciliano, ordinandole on line, e facendomele inviare a casa: se potete, fate lo stesso. Avrete garanzia di qualità, risparmierete e sosterrete la piccola produzione.

    Ingredienti della marmellata di arance

    12 arance NON trattate, meglio a buccia grossa
    500gr di zucchero per kg  di frutta

    marmellata di arance

    Preparazione della marmellata di arance

    Pelare la buccia delle arance con un coltello affilatissimo,  stando atttenti a non prendere il bianco. Le bucce le taglierete a listarelle, della dimensione che più  vi piacciono.  Una volta tagliate, mettetele  in un contenitore ermetico in frigo e conservatele fino al momento dell’uso.
    Bucate bene le arance con una forchetta, in 6-8 punti e mettetele in un pentolone pieno di acqua fredda, cambiando l’ acqua ogni 24 ore
    per tre giorni.

    Al terzo giorno prenderete le arance, e toglierete il bianco che e’ rimasto attaccato al frutto.
    Tagliatele poi a pezzi, buttando tutto dentro la grande pentola – non di alluminio  e a bordi ben alti – che userete per la marmellata.

    Accendete il fuoco, e portate il tutto a bollore, mescolando per bene. Girando con la spatola i pezzi cominceranno a rompersi, e farete bollire vivacemente per alcuni minuti, in modo che “prenda” la temperatura e si riduca lievemente l’acqua della frutta. Versate nella pentola le buccette che erano in frigo  e riportate a bollore.

    A questo punto cominciate a versare lo zucchero: tenendo il fuoco vivace e mescolando vigorosamente per farlo sciogliere. questa e’ la fase piu’ delicata: se lo zucchero si attacca, la marmellata si scurirù in breve tempo.

    Dal momento in cui il bollore riprende, cominciate a cronometrare: ci vorranno dai 45 ai 65 minuti per avere la vs. marmellata. Noterete che non appena mettete lo zucchero, la consistenza diventa incredibilmente acquosa. Non ci si deve spaventare, ma alzare il fuoco e fare bollire, bollire, bollire.

    Se durante la cottura si forma la schiumetta bianca sulla superficie, la toglierete con una ramina forata.
    Il punto di cottura giusto lo si ha ad una certa temperatura, se avete l’apposito termometro da marmellate (ma non ricordo qual e’ il nome).
    Non avendo io il termometro, mi regolo a occhio: la marmellata non cola piu’ “a filo liquido” dalla spatola, e se versata sul piattino forma una goccia che non fa “splash” ma si mantiene bella cicciottella.

    A questo punto siamo pronti. Prima di spegnere il fuoco due operazioni: versare un limone spremuto nella pentola, per fare schiarire la
    marmellata, e un onesto bicchiere di whisky, che non ha mai fatto male a nessuno. Spegnete e mescolate vigorosamente per distribuire bene i pezzettoni e le bucce.

    Riempite i vasetti fino a un 3-4 mm dal bordo, poi li metterete uno accanto all’altro e li coprirete con un panno pulito per almeno mezza giornata, fino a che sono freddi.

    Quando saranno freddi  noterete che il contenuto e’ un poco calato, ovvio. La mia chiusura consiste in un paio di cucchiaini di zucchero distribuiti sulla superficie, e mezzo cucchiaino di whisky a bagnare lo zucchero. Questo formera’ uno strato liquido che isola la marmellata dall’aria e dalle possibilita’ di muffa.

    Chiudete e mettete in cantina.

    Da osservaizoni empiriche, ho notato che piu’ passa il tempo, piu’ le buccete risultano candite. Probabilmente si impregnano nel tempo dello zucchero. Quindi mi sono fatto l’idea che ci vogliano un paio di mesi prima di aprire, ma ovviamente NON e’ rischioso per la salute l’essere golosi e aprirla prima.

  • Panettone fatto in casa con lievito madre, ricetta di Morandin

    Panettone fatto in casa con lievito madre, ricetta di Morandin

    panettone Morandin

    L’ennesima ricetta di panettone di quest’anno. E non è ancora finita: dopo il Massari, l’Elmi e questo ho rifatto di nuovo il Massari che resta il mio preferito, anche se il più difficile vista una aggiunta finale di acqua che se da un lato rende il risultato più umido nel corso del tempo – e per me, l’umidità di un panettone resta tra le sue caratteristiche di bontà – sicuramente contribuisce a rendere più difficile l’incordatura finale. Ma intanto veniamo a questa: ottimo risultato, grande morbidezza finale ma un piccolo difetto, secondo me: povero di aromi. Lo rifarò sicuramente, abbondando però di aromi, per esempio aggiungendo una bella cucchiaiata di confit di orange e la buccia di agrumi grattugiati.

    In ogni caso, una ricetta affidabilissima e – ripeto – neanche molto difficile. Ovviamente, valgono le solite raccomandazioni:

    – assicurarsi di avere un lievito madre ben in forza;
    – stare attenti a non lavorare troppo l’impasto per non surriscaldarlo;
    – utilizzare una farina specifica per panettoni (io uso la Panettone Zeta Molino Dalla Giovanna, con cui mi trovo molto bene e ha un ottimo rapporto qualità prezzo.

    Cose già dette, più di una volta, e che potete trovare in questo post: che vi consiglio sempre di leggere, soprattutto se non siete esperti, prima di avventurarvi nella preparazione del panettone.

    panettone Morandin 3

    Detto questo, la ricetta. Ne girano diverse in rete, io ho seguito questa di Alessandra, bravissima con i lievitati.
    Ve la riassumo per comodità, ma voi fate pure un giro da lei: non ve ne pentirete.

    Ingredienti primo impasto panettone con lievito naturale di Rolando Morandin

    273 g Farina per panettoni
    120 g Zucchero semolato
    68 g Acqua
    154 g Tuorli
    137 g Lievito madre ben forte e a temperatura ambiente
    171 g Burro morbido
    34 g Acqua

    Procedimento

    Versare nella ciotola dell’impastatrice l’acqua, lo zucchero e 3/4 dei tuorli e far andare per pochi minuti, poi aggiungere il lievito madre spezzettato e la farina.

    Fare  incordare molto bene, quindi proseguire col mettere il resto dei tuorli l’acqua (questi aggiunti a filo, come si fa per la maionese) e per ultimo il burro.
    Molto importante è mantenere sempre l’incordatura e non surriscaldare troppo l’impasto, se si dovesse scaldare troppo, toglierlo dalla ciotola, porlo su un piano di lavoro e allargarlo, farlo raffreddare e riprendere poi a impastare.
    Come spiegato in questo post, l’impasto dovrà terminare ad una temperatura che non vada oltre i 26-27°.
    Altrettanto importante, però,  per una buona partenza della lievitazione  è chiudere l’impasto a 26 gradi: per cui a fine lavorazione, controllate con un termometro e nel caso la temperatura fosse più bassa, lavorate ancora  un po’ per aumentarla.

    Mettere l’impasto in una ciotola molto capiente e leggermente unta di burro e mettete a lievitare ad una temperatura di 26 gradi.
    Prparare l’uvetta mettendo a bollire dell’acqua, e immergendovi questa a fuoco spento una volta che abbia iniziato a bollire. Lasciate uan decina di minuti e poi scolate, lasciandola nel colino fino all’indomani mattina.

    Quando il primo impasto sarà triplicato, (ci potrebbero volere anche più di dodici ore) procedere col secondo impasto.
    Ingredienti secondo impasto panettone con lievito naturale di Rolando Morandin

    103 g Farina forte W 380-400
    34 g Zucchero
    51 g Tuorli
    51 g Burro
    9 g Sale
    1 Bacca di Vaniglia
    34 g Crema pasticcera
    68 g Cedro
    137 g Uvetta
    205 g arancia candita a cubetti
    Procedimento

    Versare il primo impasto triplicato nella ciotola dell’impastatrice e aggiungere la farina e impastare, appena avrà incordato iniziare a mettere in sequenza lo zucchero mescolato ai tuorli ( questi sempre a filo), la crema pasticcera, il sale ed il burro morbido , ricordandovi di mantenere sempre l’incordatura prima di aggiungere ogni ingrediente.

    Dopo aver fatto incorporare bene anche il burro, aggiungere i semi della bacca di vaniglia e terminare mettendo uvetta e canditi, far andare pochi istanti a bassa velocità , in modo da distribuirli bene nell’impasto.

    Mettere l’impasto finito a riposare per un? ora su un piano di lavoro.
    trascorso il tempo fare le spezzature, in questo caso dividere in due parti da 825 g ( 750 + 10%) che andrà in ogni pirottino da 750 g.

    Pirlare e mettere l’impasto nel pirottino per la lievitazione finale.
    Quando l’impasto sarà lievitato fino ad 1-1,5 cm dal bordo del pirottino, fare otto tagli con una lametta e aggiungere  un cubetto di burro da 2×2 cm al centro e richiudere i lembi tagliati.
    Cuocere in forno statico preriscaldato a 160°, per 45-50 minuti.
    Munitevi di un termometro a sonda, che sarà infilato al cuore del panettone 7-8 minuti prima della fine della cottura, non appena la temperatura del termometro raggiungerà una temperatura tra i 90 e i 92, sfornarlo e – come al solito – appenderli capovolti lasciandoli in giù per 10-12 ore, fino a completo raffreddamento.-

    Trascorso questo  tempo, quando saranno ben freddi imbustarli e lasciarli maturare per qualche giorno, per far si che gli ingredienti sprigionino tutti i loro aromi. Se dovete conservarli a lungo, spruzzate all’interno della busta un po’ di alcool per dolci: questo servirà a conservarli al meglio fino alla giusta maturazione.

    panettone Morandin-2

  • Crema pasticcera

    Crema pasticcera

    Una crema pasticcera molto adatta per farcire torte ed altri dolci casalinghi. La sua esecuzione è parecchio semplice a costo di seguire alcune precauzioni fondamentali: in primo luogo, MAI bollire la crema pasticcera durante la cottura. Si formerebbero dei grumi piuttosto antiestetici alla vista e sgradevoli al palato. Per questo, meglio cuocere a bagnomaria – oppure su un retino spartifiamma – senza MAI smettere di mescolare con un cucchiaio di legno e stando bene attenti a non farlo solo in superficie (“grattando” cioè leggermente il fondo della pentola con il cucchiaio. Ricordate poi che è la quantità di farina che determina la consistenza finale di una crema pasticcera: nel caso vi serva una crema particolarmente soda, aumentatene – quindi – la quantità. Se, al contrario, quello che vi serve è una “salsa pasticcera”, una crema cioè piuttosto liquida da servire nel piatto accanto al dolce – meglio scegliere di preparare una “crema inglese”.

    La crema pasticcera può essere aromatizzata in vari modi, a seconda del dolce che si sta preparando. Meglio evitare, se possibile, l’uso di aromi preparati industrialmente (tipo vanillina o fialette in vari aromi): donerebbero alla vostra preparazione un retrogusto discretamente spiacevole. E’ bene farla raffreddare immergendo il recipiente in acqua fredda e mescolando ogni tanto, per evitare che si formi la pellicina in superficie.

    Ingredienti della crema pasticcera

    Zucchero 175 grammi
    Tuorli d’uovo 6
    Farina 50 grammi
    Mezzo litro di latte
    1 stecca di vaniglia
    Un pizzico di sale
    30 grammi di burro

    Preparazione della crema pasticcera

    Scaldate il latte sino all’ebollizione e unite la stecca di vaniglia tagliata in due per il lungo.
    Lasciate riposare coperto per una trentina di minuti.
    Battete in una casseruola i tuorli con lo zucchero e un pizzico di sale, Unite la farina e, sempre battendo, il latte (che intanto si sarà raffreddato).
    Mettete sul fuoco a calore moderatissimo e cuocete finchè la crema è pronta (deve addensarsi bene, senza assolutamente arrivare a bollire).
    Aggiungete, una volta tolta dal fuoco, il burro e mescolate bene (magari con un frullino, per un risultato più soffice) finchè questo non si sia ben incorporato.