Categoria: Tecniche di base

  • Come si conservano i tortellini in modo perfetto

    Come si conservano i tortellini in modo perfetto

    Come si preparano i tortellini
    Come si preparano i tortellini

    Avete deciso di preparare in anticipo i vostri tortellini per il pranzo di Natale ma ora non sapete come conservarli. Niente paura, ora provo a spiegarvi come si conservano i tortellini in modo perfetto, per averli pronti da cuocere al momento del vostro pranzo.

    Innanzitutto, una volta pronti (avete seguito questa ricetta, vero?) metteteli in fila sul vostro tagliere di legno e fateli asciugare bene. La durata di questa operazione non può essere indicata con precisione: dipende dalla temperatura ambiente e, soprattutto, dal grado di umidità. Magari, evitate di farlo mentre lavate i piatti, o fate altre cose che diffondano umidità nell’aria. Diciamo che saranno necessari dai 30 ai 60 minuti. La pasta (a proposito, avete letto la mia  ricetta della pasta fresca emiliana?)dovrà essere leggermente secca, mentre il ripieno no. Nel dubbio, assaggiatene uno: se l’esterno è leggermente croccante mentre il ripieno è ancora cremoso ci siete. Sono pronti.

    Ora prendete un vassoio da pasticceria – ne avete qualcuno in casa, vero? sono comodissimi per questa operazione – e sistemateci sopra i tortellini. Poi passateli in freezer e lasciateli per il tempo necessario per il congelamento. Infine, quando sono ben duri, sistemateli in sacchetti e riponeteli in freezer fino al momento di tuffarli nel brodo bollente.

    Se invece dovete conservare dei tortelloni o dei ravioli, procedete in questo modo.

  • Come si prepara la besciamella

    Come si prepara la besciamella

    Con questo post su come si prepara la besciamella inizio anche una serie di pubblicazioni veloci, utili per completare la pubblicazione di ricette più complicate. Nei prossimi giorni, per esempio, spero di pubblicare le lasagne emiliane. 
    E per preparare questo, è assolutamente necessario sapere come si prepara la besciamella.

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    Non credo siano indispensabili, ma magari alla prima occasione faccio anche un passo a passo… che ne dite?

  • Crema pasticcera di  Massari

    Crema pasticcera di Massari

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    La crema pasticcera di Massari, secondo me è la crema pasticcera perfetta per decorare le torte: di consistenza  morbida e un po’ gelatinosa  ma, nonostante questo, ferma e sostenuta al punto che raffreddandosi non perde di struttura e,  se spremuta da una tasca per dolci, mantiene nel tempo la forma del beccuccio che abbiamo scelto (per esempio, quella che da sempre decora i babà nelle pasticcerie napoletane). Non si scioglie, insomma, divenendo liquida, nè fa in modo che le decorazioni perdano di dettaglio.  La crema perfetta per decorare le torte quindi è diversa da quella base che ci insegnano i ricettari tradizionali e che indicano di usare la farina: i suoi enzimi infatti con il tempo attaccano la gelificazione provocata dalla cottura e fanno liquefare la crema. Altri sono gli amidi adatti a questo tipo di preparazione: il riso – anche se poco usato – e il mais (questo facilmente reperibile nei super) che  gelificano prima e possono essere usati  anche insieme, dando alla crema rispettivamente più cremosità e struttura.

    Ovviamente potete usare questi amidi per preparare la vostra solita ricetta, ma se ne avete voglia io vi consiglio di provare anche questa: una vera e propria ricetta d’autore: Iginio Massari. Praticamente, uno zabaione in forma di crema vista la grande quantità di tuorli utilizzata. Questa, la sua ricetta.

    Ingredienti della crema pasticcera di Iginio Massari

    500g tuorli d’ uovo
    250g zucchero
    80g amido di riso
    1000g latte intero di alta qualità
    N 1 bacca di vaniglia Bourbon Madagascar
    N 1/2 limone grattugiato

    Nota mia al procedimento: quella che segue è la ricetta di Massari (non modificata, cioè). Io mi permetto di suggerire di svuotare la bacca e aggiungere i semi alle uova e allo zucchero e poi di bollire solo la bacca vuota. In questo modo, si sprecheranno meno semi che finirebbero altrimenti per inglobarsi alla panna di cottura e per essere buttati via con questi. E sarebbe uno spreco. In alternativa: scaldare il latte e spegnere prima di portare a bollore, in modo che la panna non si formi.

    Procedimento

    Fate bollire in un tegame il latte, la vaniglia e la buccia di limone.
    A parte, mescolate con un frustino, i tuorli, lo zucchero e l’amido di rIso
    Dopo l’ebollizione filtrate il latte e incorporatelo ancora bollente nella massa appena ottenuta.
    Cuocete il tutto mescolando in continuazione con un piccolo frustino e a bagnomaria.
    ( potete altrimenti usare una pentola in rame)
    Togliete la crema dal fuoco non appena si addensa.
    Togliete la crema dal fuoco, versatela in un altro recipiente a cui farete un bagnomaria di ghiaccio. Mescolate ogni tanto per farla raffreddare piu’ velocemente e coprite con pellicola trasparente.

    E se, come me, amate il Massari grande pasticcere e non personaggio televisivo, non perdetevi questo video. Una piccola grande lezione su questa preparazione. Al microonde, però.

     

    Volete approfondire? Ne stiamo parlando qui.

    Ps. Ovviamente, se non usate tutte le uova previste dalla ricetta di Massari, dovrete aumentare la dose di amido fino alla consistenza desiderata.  Come test, potete partire da  4 tuorli grandi,  500ml di latte, 6 cucchiai di zucchero, 4 cucchiai rasi di amido di riso.

  • Cartoline da Le Strade della Mozzarella 2014: la lavorazione del babà, di Agostino Iacobucci

    Cartoline da Le Strade della Mozzarella 2014: la lavorazione del babà, di Agostino Iacobucci

    Come si impasta il babà

    Attimo di dolcezza, quello vissuto alle Strade della Mozzarella 2014 in compagnia di Agostino Iacobucci, moderato da Tommaso Esposito, che ci ha parlato di come si impasta il babà. Non ha dato una ricetta – del resto la ricetta del babà tradizionale quella è – ma ha fatto molto di più: ha mostrato in diretta la modalità di lavorazione, spiegando cioè come va trattato un impasto morbido ed elastico come quello del babà.  I cui segreti, secondo lui, sono:  doppia lievitazione e altissima percentuale di uova sul peso totale. Da qui, la necessità di una lunga lavorazione – a base di colpi sul tavolo, alternate a piegature – per incordare al meglio l’impasto.

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    In Rete trovate diversi video di questa tecnica, meglio nota come tecnica *french fold* oppure –  impasto alla Bertinet.

    Per esempio, questo.

    Guardando questo video si vede bene come trattare l’impasto, una volta raggiunto il primo grado di incordatura in impastatrice, in modo da ottenere un impasto adatto alla *mozzatura*, che resta il procedimento classico di formatura del babà.

    Per cui, dopo avere assaggiato il suo babà. e dopo averglielo visto impastare in diretta, mi sento di consigliare – alla fine dell’impasto in planetaria – un po’ french fold fatto di energiche sbattute sul tavolo. Il vostro babà sarà perfetto… scommettiamo?

    La ricetta del babà

    Come si impasta il babà

  • Come si preparano le meringhe svizzere

    Come si preparano le meringhe svizzere

    Gli albumi abbondano...
    La mia meringa preferita, la più aromatica e croccante.  Arricchita in questo caso dai semi di una bacca di vaniglia e resa croccante dalla cottura un po’ più veloce di quella classica e dall’uso di solo zucchero semolato. Con questo sistema la meringa non sarà candida, ma quasi color panna giallino a fine cottura in quanto lo zucchero non adeguatamente sciolto aggiunto a mano farà una sorta di effetto caramello.In compenso, sarà friabile e si scioglierà in bocca al momento della degustazione.

    Ingredienti per le meringhe svizzere

    gr 125 di albumi
    gr 250 di zucchero semolato
    un cucchiaino di succo di limone

    Procedimento per le meringhe svizzere

    Ho messo gli albumi in una ciotola, con il succo di limone e 125 gr di zucchero semolato in un tegamino che ho sistemato a bagnomaria e ho montato con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto soffice abbastanza montato.
    Ho lasciato quindi intiepidire  ed ho   travasato nel Kenwood e ho continuato a montare aggiungendo piano altri 62.5 gr di zucchero.Una volta ottenuta una meringa ben montata, ho aggiunto a mano la restante parte (gli altri 62.5 gr) mescolando a mano dall’alto verso il basso.

    Poi con una sac à poche ho deposto dei piccoli spuntoncini di meringa che ho infornato a circa 100°C per 30 minuti circa.

  • Come si chiudono i tortellini

    Come si chiudono i tortellini

    Come si chiudono i tortellini

    Difficile provare a spiegare in un blog come si chiudono i tortellini. In ogni caso, io ci provo: poi, mi direte voi.  Per la ricetta, potete andare qui, dove troverete il classico ripieno dei tortellini bolognesi.

    Con questo metodo, potrete realizzare i tortellini modenesi, quelli bolognesi, i tortelloni di ricotta e quelli di zucca. Per queste preparazioni è ovviamente necessario preparare della pasta all’uovo e stenderla come per i ravioli. Poi si taglia e si procede come descritto. Ovviamente, il tortellino è più piccolo e andrà chiuso usando un solo dito. Per il tortellone, invece, se ne useranno due come nella foto. L’attrezzatura necessaria: un tagliere, una rotella tagliapasta, una macchina tipo Imperia o – se siete proprio bravi – un mattarello.

    1) Prima di tutto, si prepara la sfoglia e la si taglia in quadrati. (circa 3 cm. di lato per i tortellini e circa 5/6 cm. per i tortelloni)

    2) Poi si mette il ripieno.

    Come si chiudono i tortellini

    3) Si piega a metà formando un triangolo.
    4) Si fanno aderire bene i bordi e si arrotola la base del tortellino verso l’alto.

    5) Si congiungono le estremità ad anello, avvolgendo il tortellino attorno al dito indice (nel caso del tortellino).Per il tortellone, invece, è arrotolato intorno all’indice e al medio.

    Come si chiudono i tortellini
    P
    S. Se il ripieno è piuttosto umido e non li cuocente immediatamente, ricordatevi di sbianchirli per non rischiare che si rompano durante la cottura.