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Cucinando Dolce

Choux craquelin con crema di risolatte al limone candito e basilico

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Sì, lo so: il nome di questa preparazione “Pâte à choux au craquelin” crea un po’ di soggezione. Fa pensare ad una cosa difficile, ma non è così. Sono i classici choux – come questi di Genin, per intenderci – ma ricoperti da un disco di pasta sottile che cuocendo diventa croccante e fa assumere allo chou questo aspetto caratteristico e *molto francese*, a mio parere.

In questo caso, è il ripieno ad essere particolare: non è una crema nel senso classico del termine ma risolatte. Sì, proprio lui: la più classica delle merende di infanzia che ho preparato seguendo i consigli di Francesca nel forum e poi ho frullato fino a renderla cremosa e soffice.  Questa, la base della crema che poi ho completato prendendo spunto dalla Tarte au citron vert et basilic
Ma andiamo con ordine.

Questi gli ingredienti

 

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Crema di risolatte
225 ml di acqua
3 cucchiai di riso originario
1/2 litro di latte (o poco meno)
75 g di zucchero
2 cucchiai rasi di amido di riso

100  grammi di limone candito
una decina di foglie di basilico

Innanzitutto, si fa bollire il riso nell’acqua fino a quando l’acqua e’ assorbita.  Poi, si scalda il latte e lo si  versa nel riso, continuando a mescolare.
Si continua quindi a cuocere  a fiamma bassa per 20 minuti, mescolando di continuo fino a quando il riso non appare ben cremoso. A questo punto si fa raffreddare e poi lo si frulla con un frullatore ad immersione. Si scioglie quindi l’amido in poca acqua e la si aggiunge al riso, rimettendolo sul fuoco e cuocendo a bassa temperatura e mescolando fino a  quando la crema non appare ben soda.

A parte, si frulla il limone candito con le foglie di basilico  fino a renderli cremosi e e si aggiungono poi alla crema di risolatte mescolando con un cucchiaio di legno.

Durante il raffreddamento, preparare la Pate à craquelin con queste dosi (ricetta di Conticini)

80 g di burro morbido
50 g di zucchero
50 g di farina 00
un pizzico di sale

Si mescola  la farina con lo zucchero e il sale. Poi, si aggiunge il burro e  si mescola bene fino a che non diventi ben cremosa. Si stende quindi l’impasto tra  due fogli di carta da forno allo spessore di 2 mm e la si ripone in congelatore.

Si preparano quindi gli choux usando queste dosi.

125 g di latte parzialmente scremato
125 g d’acqua
110 g di burro
140 g di farina
1 cucchiaino da caffé di sale
1 cucchiaino da thè di zucchero
5 uova intere ( circa 250 g )

La preparazione, con le foto passo a passo, le trovate invece qui.

Una volta spremuti gli choux su una teglia coperta di carta forno, si tira fuori la Pate à craquelin dal frigo e la si taglia con un coppapasta in piccoli cerchi che vengono sovrapposti agli choux  crudi

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Preriscaldare il forno a 180°, infornare e lasciate cuocere dai 30 ai 40 minuti fino ad ottenere una cottura ambrata.

Quando gli choux sembreranno pronti, spegnere il forno e lasciarlo semiaperto in modo da fare asciugare gli choux per una decina di minuti. Questo farà in modo che restino ben croccanti e che non si ammoscino una volta raffreddati. Al momento di estrarli, poi, non vanno sovrapposti ma messi a raffredare in un cestino o su una gratella per dolci.

Una volta freddi, tagliarli orizzontalmente e farcirli con  crema di risolatte al limone e basilico, spremuta da una tasca per dolci munita di bocchetta liscia e larga.  

Preparare quindi del caramello, facendo sciogliere a fuoco basso 100 g di zucchero e – una volta che questo sia sciolto e liquido – aggiungere il succo di mezzo limone. Mescolare velocemente e rovesciare su un foglio di silpat in modo da formare una striscia.
Una volta che si sia intiepidita, questa va presa e appoggiata sugli choux , decorando infine  il dolce con meringa sbriciolata grossolanamente.

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Con questo post, partecipo al contest Risate e Risotti 2015.

risate e risotti

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Cucinando Salato

Pesto alla genovese la ricetta con il frullatore

Il Pesto alla genovese,  ecco i trucchi per ottenere un ottimo risultato anche con il frullatore.
Premessa. Non pensavo fosse tanto difficile organizzare un concorso: richiede tempo e concentrazione, soprattutto se si vogliono fare le cose fatte bene. Poi, è agosto. Questo, complica le cose (parecchi sono in ferie e non riescono tramite cellulare a mettersi in regola con banner sui propri blog e cose simili): per cui, si è provato ad aiutare tutti, accettando iscrizioni *con riserva* e rinviando la verifica al momento del ritorno davanti ad un personal computer. Arrivando persino, da parte di Giustino, a telefonare a quelli che non risultavano in regola per evitare esclusioni che sarebbero dispiaciute per prima a noi.
 

Vero è che IOCHEF non è  certamente un concorso qualsiasi – e le cose belle e interessanti, si sa, richiedono impegno – ma in  ogni caso ci siamo. Ora le ultime verifiche e poi si parte con l’ufficializzazione della lista dei partecipanti. E i prodotti lucani potranno prendere la via che li porterà ai vostri fornelli.

Per cui ieri non ho cucinato, pur essendo domenica: non ho avuto tempo. Ma avevo le piantine di basilico adatto  in balcone (quelle a foglia piccola, senza sentore di menta)  belle folte. E allora mi è venuto in mente che è da un po’ di tempo che non lo preparavo. E no ho manco usato il mortaio, che avrebbe richiesto troppa energia. E infatti, più che un pesto, ho fatto un *frullo*.

pesto alla genovese la ricetta con il frullatore

Servono (ma le dosi sono indicative):

Un bel mazzetto di  di basilico appena colto;
60 g di pecorino sardo grattugiato;
50  g di parmigiano grattugiato;
1 spicchi d’aglio;
1/2 bicchiere ca.  di olio extra-vergine d’oliva ligure;
30 g. di pinoli

Innanzitutto, ho riposto boccale e lama del minipimer in freezer, in modo da averli ben freddi. Per un pesto accettabile anche se non preparato con il mortaio, infatti, il freddo è molto importante. Se surriscaldato, il basilico annerisce e diventa amaro. Per cui, colpetti di minipimer veloci e rapidi, in modo da non riscaladare troppo  il composto. E – per quanto possibile – ingredienti e attrezzi freddi.
Il resto, poi è semplicissimo.  
Ho cimato le piantine, raccogliendo un bel po’ di foglie che ho  pulito con uno strofinaccio. Poi le ho messe nel boccale del minipimer, insieme ad uno spicchio di aglio bello grande  e ai pinoli, alternando strati di foglie ad un po’ di olio (in modo da evitare il più possibile il contatto diretto tra lama e foglia). Ho aggiunto poi un pugnetto di pecorino sardo mescolato a del parmigiano ed ho iniziato a frullare. Colpetti corti e veloci, come dicevo prima, in modo da non surriscaldare il composto.
pesto alla genovese la ricetta con il frullatore
Praticamente, manco il tempo di pensarci ed è già pronto. Aggiungo quindi il resto dell’olio e  assaggio, ora, per controllare il gusto e per aggiungere – se necessario – altro formaggio o olio.  Poi, al momento del condimento della pasta, un goccio di acqua di cottura per stemperarlo e – in pochi secondi – i vermicelli son pronti per essere serviti.