Categoria: Cucinando

  • Ricetta della pasta frolla lievitata  (la crostata delle nonne modenesi, insomma)

    Ricetta della pasta frolla lievitata (la crostata delle nonne modenesi, insomma)

     

    Questa ricetta della pasta frolla lievitata vi sorprenderà, lo so, perché – lo sanno tutti – la pasta frolla non contiene lievito. E la crostata classica di fa con la ricetta classi. A Modena, però, la crostata casalinga non ha mai seguito questa regola: l’impasto prevede un cucchiaino di polvere lievitante  per mezzo chilo di farina. Il risultato è una pasta friabile e più leggera della pasta frolla classica, e meno burrosa al gusto. Una crostata più adatta alla colazione, secondo me: ricca ma senza essere pesante. Sopratutto se accompagnata da una marmellata “brusca” – cioè poco dolce – come quella di amarene di Modena oppure questa, di mirtilli.
    Il risultato? Un delizioso contrasto tra la dolcezza dell’impasto e il gusto forte della frutta, molto diverso da quello classico ricco di zucchero.

    32888523170_2c4e0cb9e5_z
    La preparazione, è la stessa della crostata classica. Prima “sabbio” farina e burro, e poi aggiungo il resto degli ingredienti. Fondamentale, anche in questo caso, un po’ di riposo in frigo e lo smartellamento prima di stenderla. La rende plastica e facile da gestire, molto diversa da quella stesa immediatamente.
    Per la forma, io preferisco  non usare la tortiera ma ma un cerchio: viene più bella e regolare, ma non solo. Secondo me in questo modo si ottiene un equilibrio perfetto tra la quantità di pasta frolla e quella di marmellata, cosa che in bocca si sente.  

    33116037992_6190de6823_z
    Procedo poi esattamente come al solito. Stendo l’impasto e lo appoggio sul cerchio (a sua volta appoggiato su una teglia). Foro con una forchetta e sistemo la marmellata sul fondo. Poi le strisce, sistemate in modo regolare, e infine un passaggio di mattarello in superficie per eliminare l’eccesso di pasta rifinendo i bordi.
    Fatto: ora, riposo in frigo oppure – se ho fretta – direttamente in forno.  Zucchero a velo, e la crostata è pronta.
    Le proporzioni tra gli ingredienti, solo, sono un po’ diverse. 

    Ricetta della pasta frolla lievitata (la crostata delle nonne modenesi, insomma)

    [yumprint-recipe id=’79’]
    A me piace spolverata di zucchero a velo vanigliato naturalmente.

    ricetta della pasta frolla lievitata

  • Fior di pizza alla Mozzarella di bufala campana dop, pomodorino Corbarino e Conciato romano

    Fior di pizza alla Mozzarella di bufala campana dop, pomodorino Corbarino e Conciato romano

    fior di pizza-4


    Questa ricetta di Fior di pizza alla Mozzarella di bufala campana dop, pomodorino Corbarino e Conciato romano, nasce grazie ad un nuovo contest firmato Malvarosa e alla mia  voglia irresistibile di parteciparvi.

    Già, perchè nelle due edizioni passate sono risultata tra i vincitori e grazie a questo ho potuto partecipare a due tour che definire entusiasmanti è dire poco. Il primo, ad Ischia. Il secondo invece a Napoli. Per questo, io ci provo ancora. Sperando di non dimostrare sulla mia pelle che non è vero affatto che non ci sia due senza tre.

    Detto questo, la prima ricetta è dedicata alla categoria Fashion che prevede  pizze “dalle forme inedite che accolgono gli abbinamenti più trendy del momento”.

    Io ci ho pensato un po’, onestamente la dicitura *forme inedite” mi metteva in difficoltà. Poi però mi sono tornate in mente alcune pagnotte a forma di girasole che mi è capitato di vedere in rete e ho provato ad applicare lo stesso concetto alla pizza. Le pieghe ottentute attraverso i tagli, ho pensato, sarebbero state un contenitore perfetto per la mozzarella e il pomodoro dando al risultato finale un aspetto – se non fashion – almeno un po’ originale (almeno, in fatto di pizza).

    Per consentire il mantenimento della forma, ho scelto un impasto non troppo idratato – intorno al 65 per cento – seguendo le indicazioni dell’impasto tipiche della pizza napoletana: partendo cioè dai liquidi e aggiungendo a questi la farina, un po’ per volta. Non vi spiego il perché, per non allungare troppo il post: se volete approfondire questo concetto vi consiglio leggere questo post, dove troverete un video con la spiegazione di Franncesco e Salvatore Salvo (che non credo abbiano bisogno di presentazioni).

    Per l’impasto, ho usato il liquido di governo della mozzarella di bufala campana dop, arricchito dal latte che ho ricavato mentre la tagliavo a dadini.  Un’idea, questa, che mi venne anni fa e che mi rende particolarmente orgogliosa non solo perché è un tipo di preparazione apprezzato da molti ma anche perchè grazie ad una chiacchierata con Pietro Parisi diede vita all’idea che lo ha portato a realizzare la sua famosa pizza al lievito fujuto che ho portato a ricevere il riconoscimento dei tre spicchi del gambero rosso.

    napoli-13

    Infine, due parole sugli ingredienti prima di passare alla ricetta.

    Innanzitutto, la farina. Chi mi segue lo sa: di farine ne uso tante e diverse scegliendole sempre con cura a seconda della preparazione che ho in mente. Quando si tratta di pizza, però, non c’è storia: solo Caputo. Per me ha un qualcosa in più, che avverto nel sapore finale e che davvero mi consente di avere un gusto che sa di pizza e non di  *focaccia*. Sembrerò fissata, lo so: però  anche Irene all’assaggio si accorge di quando preparo la pizza con questa farina (purtroppo a Modena non la trovo e quindi non posso usarla sempre). Sente la differenza, dice che sa di pizza napoletana. E questo, qualcosa vorrà pur dire.

    Il pomodoro, poi. Ho usato del corbarino de i Sapori di Corbara: un prodotto che amo, per il suo gusto particolare. Dolcezza associata ad un finale che ha un accenno di sapidità (ne parlavo qui, ricordate?) che ho immaginato perfetto per accompagnare la pizza verso un finale di gusto “potente”, a base di conciato romano. Un formaggio antichissimo,  che amo non solo per il suo sapore – ricorda un po’ il gusto forte del formaggio di fossa – ma perché conosco la storia della famiglia Lombardi di Castel di Sasso  e conosco le mani di Manuel e di  sua madre e il modo in cui queste lohanno lavorato – insieme a quelle di Fabio, che purtroppo manca da anni – per fare in modo che questo antichissimo formaggio fosse conosciuto come meritava.

    Insomma, ho scelto tre sapori tipicamente campani che ho messo insieme per provare a creare, grazie alla loro fusione un gusto unico. All’assaggio, direi che ci sono riuscita: peccato che voi dobbiate fidarvi solo delle foto…

    napoli-16

    Fior di pizza alla Mozzarella di bufala campana dop, pomodorino Corbarino e Conciato romano

    1000 g di farina Caputo blu
    670 g di liquido di governo della mozzarella allungato con acqua (e con il latte ottenuto sgocciolando la mozzarella) fino al raggiungimento del peso
    5-10 g lievito di birra fresco (la quantità varia a seconda della temperatura ambiente)
    35 g sale
    Un vasetto di pomodorino Corbarino i Sapori di Corbara
    500 g di mozzarella di bufala campana dop
    50 g di conciato romano
    Un buon extravergine dal gusto intenso

    La sera prima, tagliare la mozzarella a dadini e metterla a scolare in frigo (per questa preparazione serve piuttosto asciutta, simile cioè ad un fior di latte) in modo da raccogliere il latte che gocciolerà dal taglio.

    Ore 9.00
    Sciogliere il lievito nell’acqua ed iniziare ad impastare aggiungendo la farina poco per volta, a metà incorporare il sale. Impastare fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Sistemare in una ciotola unta di olio e fare lievitare coprendo con un telo umido.

    Ore 15.00
    Senza impastare nuovamente, rovesciare l’impasto e dividerlo in due parti.
    Formare delle palline ben tese e lisce tirando la pasta verso il basso, pizzicando sotto per sigillare.
    Disporle in contenitori ermetici o ben coperte.

    Ore 20.00
    Stendere l’impasto con un mattarello in modo da dare una forma tonda (potete anche usare un cerchio da crostata per coppare l’impasto).

    PicMonkey Collage

    Per la formatura disegnate un cerchio al centro (io ho usato una ciotola capovolta con cui ho esercitato una leggera pressione). In questo certo, ritagliate sei spicchi che poi ripiegherete per sigillare gli ingredienti.
    Distribuite sul bordo i pomodori e la mozzarella, date una generosa grattata di conciato romano. A questo punto ripiegata gli spicchi interni verso l’esterno e attaccateli al bordo esterno, come si vede dalle foto (dando cioè una leggera ondulazione).

    napoli-14
    Dare una spennellata all’impasto con succo di corbarino e fare lievitare una mezz’ora.

    napoli-17

     

    Infornare in forno già caldo, meglio su pietra refrattaria, fino a quando la pizza non è ben cotta.
    Prima di servire aggiungere un BUON extravergine.





  • Come ottenere una crostata perfetta grazie al controllo della temperatura di lavorazione

    Come ottenere una crostata perfetta grazie al controllo della temperatura di lavorazione

    32693103550_7745d85031_z (1)
    Per anni ho cercato di scoprire come ottenere una crostata perfetta senza riuscirci. Ottenevo crostate sbilenche, ricche di bolle irregolari, oppure al momento di stendere l’impasto, il disastro: la sfoglia mi si rompeva e non riscivo mai a trasferirla dal piano di lavoro allo stampo senza provocare danni.  
    Poi un giorno grazie ad una ricetta postata da una utente del Forum, l’illuminazione: il segreto non è in ingredienti o lavorazioni particolari, ma solo nella temperatura. Nelle temperaturE, anzi, visto che queste vanno controllate in diverse fasi.
    Innanzitutto, nella sabbiatura dell’impasto. Se lo fate a mano, ovviamente, non avete trossi problemi. Basta mettere farina e burro sul tavolo e sfregare tra le dita in modo da ottenere un briciolame leggero, che poi userete come base per l’impasto. Io lo faccio con il kenwood, e con questo bisogna stare attenti a non surriscaldare l’impasto con una lavorazione eccessiva. 
    Altro punto in cui tenere sotto occhio la temperatura, poi, il momento in cui stendete l’impasto. Innanzitutto, questo va steso dopo un riposo di un paio di ore minimo in frigo e dopo averlo ammorbidito a suon di mattarellate. Una volta fatto tutto questo, va misurata la temperatura della frolla: questa deve essere di 9 gradi. in questo modo riuscirete a stenderla senza fatica e senza rischi di rotture.
    Ultimo punto, non meno importante, di queste istruzioni su come ottenere una crostata perfetta è la temperatura di questa al momento di infornarla. Deve essere fredda di frigo e deve andare in forno già ben caldo. In questo modo non si staccherà dalle pareti, ritirandosi in modo diseguale  con quei risultati tanto orribili a vedersi.

    Altri due dettagli, infine: la farina, innanzitutto. Occorre usare una farina adatta allo scopo, povera di glutine (io ho usato la Petra 5) e uno stampo da crostata. Io ho scelto di usare un semplice anello di metallo che ho poggiato su una teglia. Trovo che la semplicità della forma e l’altezza minima – 2 cm – diano alla crostata un aspetto più lineare e moderno.

    Detto questo, mi pare di avere detto tutto. Per cui passo alla ricetta e alle istruzioni su come ottenere una crostata perfetta.
    32230499884_cd1bccf351_z (1)

    Come ottenere una crostata perfetta

    Farina (io ho usato la Petra 5) 200 gr
    Burro 125 gr
    Zucchero al velo 100 gr
    Tuorli 45 gr (due grandi o tre piccoli)
    Buccia di limone grattugiata
    Sale 4 gr
    Nota: per avere una maggiore consistenza della pasta si puo’ includere della chiara insieme ai tuorli ,mantenenedo il peso totale delle uova (90gr ).

    300 gr di marmellata (io ho usato i mirtilli di pace, di cui ho parlato qui)

    Setacciare la farina, aggiungere il sale e mettere nell’ impastatrice con la frusta  a « K », nel caso del Kenwood) insieme con il burro freddo a pezzetti
    Lavorare a vel. bassa (1-2, per Ken) per pochi minuti fino ad ottenere una sabbiatura fine, tipo parmigiano grattugiato. In questa fase occorre far attenzione, perche’ facilmente si oltrepassa il punto in cui la sabbiatura diventa un ammasso di pasta non piu’ utilizzabile per la frolla. Fermare l’impastatrice, aggiungere zucchero, le uova, gli aromi e fare andare a velocita’ bassa fino a quando gli ingredienti non risultano amalgamati. Non lavorare troppo: nel caso del Ken e’ sufficiente un minuto circa a vel 1.
    Mettere la pasta a riposare in frigo coperta con la pellicola almeno per un’ora.
    Al momento di stenderla tirarla fuori dal frigo e ammorbidirla con colpi di mattarello. In questo modo la pasta frolla acquista una notevole plasticità e può essere lavorata senza problemi. Per ottenere il risultato migliore, però, meglio misurare la temperatura della pasta: è perfetta quando questa raggiunge i 9 gradi. 
    PicMonkey Collage
    La temperatura della pasta e’ molto importante per la lavorazione: deve essere uniforme e bassa, se aumenta la pasta comincia a rompersi e allora occorre rimettere tutto in frigo e attendere.
    appoggiare quindi l’anello su una teglia e coprilo con la pasta premendo bene con le mani  in modo da farla aderire sia ai lati che al fondo. Forare quindi con i rebbi di una forchetta (questo servirà ad evitare bolle in cottura).
    Togliere la pasta in eccesso e riempire con la marmellata di frutta che avete scelto.
    Con l’avanzo di pasta, formare delle strisce regolari e – con queste – formate la grata superiore nella forma che preferite.
    Una volta finito, passate il matterello lungo i bordi sulla crostata esercitando una leggera pressione: questo, renderà regolare la superficie e – soprattutto – vi consentirà di avere bordi perfetti.

    PicMonkey Collage1
    Fate riposare in frigo almeno due ore (meglio se per tutta la notte).

    Infornate a 200 gradi circa la crostata ancora fredda di frigo e cuocete fino a quando la marmellata non inizierà a bollire.
    Una volta fredda, estraete dall’anello e servite spolverando di zucchero a velo. Magari, vanigliato in casa da voi.

     32949082031_d6413bb7d3_z

  • Crostatine alle fragole e Lemon Curd

    Crostatine alle fragole e Lemon Curd

    Qualche giorno fa – ricordate la ricetta del lemon curd? – vi spiegavo che a me piace moltissimo nelle crostatine alle fragole. Avendo quindi ritrovato le foto – sto rimettendo in ordine il mio archivio fotografico – ho pensato di pubblicarne la ricetta visto che non lo avevo ancora fatto.
    Ovviamente, voi potrete usare la vostra frolla preferita: io vi indico le mie dosi e il procedimento che uso di solito.  Nulla di particolare, semplicemente il burro va *sabbiato* con la farina ad inizio lavorazione. Voi potete farlo sia a mano sia in planetaria: in questo caso usate la frusta a K e una velocià medio alta. Poi, unica attenzione, quella di rispettare i tempi di riposo: soprattutto quello delle crostatine formate è fondamentale: consente di mantenere la forma durante la cottura. 
    Crostatine alle fragole e lemon curd

    Io poi non uso fagioli o altre cose: ho visto che il semplice fatto di forarla aiuta a mantenere la forma. Al massimo, le crostatine  tenderanno un po’ a gonfiarsi in cottura ma sarà sufficiente schiacciarle un po’ con le dita mentre sono ancora calde per riportare alla loro forma ottimale.
    Insomma, le crostatine alle fragole sono un dolce molto semplice: da segnare e regalarsi spesso. Ottime anche per un buffet: i gusci di frolla possono essere preparati con molto anticipo e conservati in una scatola di latta. Al momento di allestire poi, pochi minuti  per sistemare una cucchiaiata di crema e una fragola e le vostre crostatine al lemon curd sono pronte.
    Allora, che dite di provarci? Queste crostatine alle fragole non vi fanno voglia?

    Crostatine alle fragole e lemon curd

    [yumprint-recipe id=’77’]
    32721495211_4030287984_z
    32721561311_5133541c31_z

    Ps. Ovviamente, se non vi piace il gusto del limone, potete sostituire il lemon curd con la vostra crema pasticcera prefrita. Come questa, con amido e a doppia cottura: particolarmente morbida e sestosa.

  • Come si prepara il Lemon Curd

    Come si prepara il Lemon Curd


     
    Prima di dirvi come si prepara il lemon curd lasciatemi dire che se non lo  avete mai preparato non sapete cosa vi state perdendo.
    E questo, per un sacco di motivi.
    Per la sua bontà, innanzitutto. Il lemon curd è buonissimo e questo rischia di essere un problema: se ne mangia troppo, impossibile contenersi.
    Poi, è semplicissimo da preparare.
    E si conserva bene per diversi giorni: questo permette di preparare un dolce in più giorni, spalmando nel tempo la sua preparazione. Il che lo rende di una comodità unica. Immaginate delle crostate alle fragole e al lemon curd, per esempio.

     18354825382_7b41fa4f76_z

    E immaginate di doverle preparare in occasione di una cena: non vi farebbe comodo una simile tabella di marcia?

    Due giorni prima, preparate il lemon curd: 15-20 minuti ed è pronta. Ora, non assaggiatela, mi raccomando, e fatela raffreddare. Poi, mettetela in frigorifero e scordatevela.
    Capisco che questo non sia facile, ma vi tocca: altrimenti, niente crostatine.
    Il giorno prima, invece, pensate alla pasta frolla. Scegliete quella che vi piace di pù: impastatela velocemente e poi fatene una palla e lasciatela riposare qualche ora. Poi stendetela, appoggiatela su degli stampini e passateci il matterello. Come per magia, avrete pronte le vostre crostatine di frolla. Potete cuocerle subito oppure potete farle riposare in frigo durante la notte, per cuocerle poi il giorno dopo. Io ve lo consiglio: mantengono meglio la forma. E in pasticceria, si sa, l’occhio non è dettaglio da poco. Anzi.

    Una volta cotte, fatele raffreddare e poi riempitele con una cucchiaiata di lemon curd. Una fragola, o quello che vi pare (anche un misto di frutta a dadini) e il gioco e fatto.  Un dolce dal gusto fresco e morbido, perfetto per chiudere una cena. 
    E, come avete visto, semplicissimo.

    lemon curd-6

    Per cui, cosa aspettate? Eccovi tutto quello che dovete sapere su come si prepara il lemon curd.

    [yumprint-recipe id=’75’]lemon curd-2

  • Dovessi io premiare un blog, ecco chi premierei (la mia recensione per la F.I.C.)

    Dovessi io premiare un blog, ecco chi premierei (la mia recensione per la F.I.C.)

    Partecipo, fuori concorso ovviamente, alla iniziativa della F.I.C. nata per scegliere 4 blogger da inserire nella giuria di qualità dei Campionati della Cucina Italiana 2017. Approfitto per ricordarvi che potete candidarvi anche voi: qui, tutte le indicazioni su come fare per non perdere questa occasione unica.
    Difficile scegliere chi premierei: sicuramente non è una scelta basata sulla bravura (di meritevoli, allora, ne conosco tanti e per tanti motivi diversi).

    banner fic

     

     

     

     

     

     

     

     

    Ci è voluto poco, però, per scegliere lei: Pinella. Nella fattispecie, la sua 

    Sinfonia di Foret Noire

    Sono tanti i blog che premierei. Perché tanta è la competenza e la passione che trovo in giro, tra i miei colleghi. Certo, lo sappiamo tutti: il mondo dei foodblogger non è tutto rose e fiori: ma per fortuna le persone che mi gravitano intorno sono tutte portatrici di positività.
    Una di queste, Pinella. E’ lei che premierei: non tanto come persona ma come simbolo. Di una passione che può nascere e svilupparsi fino a diventare professionalità nonostante si abbia un altro lavoro, un’altra vita.
    Ricordo Pinella nei primi anni dei forum e preparare ricette che magari trovavo discutibili – per esempio, qualcuna con margarina – ma l’ho vista crescere, giorno dopo giorno, fino a sfiorare una perfezione rara persino in molti professionisti.

    E per questo, premierei lei: Pinella. Per augurare ad ogni passione come la sua, lo stesso risultato. Fatto di fatica e di bravura, ma soprattutto di amore.