Tag: Focacce

  • Focaccia all’uva fragola

    Focaccia all’uva fragola

    focaccia all'uva

    L’idea di questa focaccia all’uva mi è venuta quando, questa estate,  ho ricevuto l’invito a partecipare al concorso I lievitati della nonna che ho accolto con gioia nonostante il titolo – purtroppo – non mi appartenga molto: ho perso infatti entrambe le mie nonne intorno ai sei anni e di loro non ricordo quasi nulla.

    Quella paterna, probabilmente non amava cucinare: ha vissuto con noi gli ultimi anni della sua vita e non ricordo nulla di lei che abbia a che fare con la cucina.

    Quella materna, invece, viveva lontana: in Calabria. Di lei ricordo un vestito nero e lungo – un classico per le donne anziane di allora – , una candida crocchia di capelli raccolti e una brocca di plastica verde piena di more. Già: non so perché ma questo è il ricordo più vivo che ho di lei, durante una passeggiata nei campi passata a raccogliere more.

    focaccia con uva fragola

    Ho comunque accolto l’invito pensando che comunque il titolo potesse  essere riferito ad un lievitato antico, sia pure non appartenente alla mia diretta storia familiare. Ho  quindi immaginato quello che avrebbe potuto essere e non è stato, per provare a compensare un po’ (forse) quello che purtroppo non ho mai avuto.

    Inventandomi questa focaccia all’uva, un dolce che – se solo mia nonna fosse vissuta un po’ di più – magari avremmo potuto davvero preparare insieme.  

    focaccia con uva-4

     

    Accanto a quello delle more, infatti, altri due ricordi sono piuttosto vivi nella mia mente: il forno da paneda qualche parte la mia mania per i lievitati deve pure avere avuto origine… o no? –  e la vigna, dove con la scusa di accompagnarla rubavo gli acini di uva direttamente dalle piante.  C’erano diversi tipi di uva, quasi tutte da vino. E poi c’era lei: la fragola:  un po’ coriacea, ma dolcissima e aromatica. Ricordo ancora come mi divertivo a spremerla direttamente in bocca in modo da gustare solo la polpa, buttando via la buccia.

    Ho immaginato, dicevo: una pitta (un pane basso e schiacciato, più morbido ed idratato di quello comune,  che si preparava per testare la temperatura del forno) che mi piaceva moltissimo. Il suo arrivo in tavola era una festa: si mangiava calda e un pezzo tirava l’altro, morbidissimi e profumati.  Poi, l’uva, appunto: la fragola, dolce e succosa. Il tutto, impastato insieme per realizzare un dolce povero e casalingo dal sapore povero e antico: quello dei miei ricordi.

    E cosi’, abbracciando il ricordo della nonna che non ho mai avuto, ho preparato questa focaccia all’uva. Che ha ispirazione ovviamente dalla schiacciata  toscana, ma che nella mia testa vuole essere un omaggio alle mie origini calabresi, povere e contadine.  Ho scelto di utilizzare la Frumenta 1 che non mi ha deluso: ha assorbito in fretta l’acqua necessaria all’impasto, che è venuto soffice e ben alveolato nonostante sia stato steso ben sottile, come richiesto dalla ricetta.

    focaccia all'uva 

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    Con questa ricetta partecipo al contest di Cucina semplicemente I lievitati della Nonna by “Frumenta” linea Grandi Molini Italiani

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    Bene, cosa ne pensi di questa ricetta… ti è piaciuta? Allora potresti ringraziarmi  condividendola nei tuoi canali social.. che ne dici?

  • Foccaccia di farina di grano Verna

    Foccaccia di farina di grano Verna

    Foccaccia di farina di grano Verna
    La prima cosa che colpisce, preparando questa Foccaccia di farina di grano Verna, è il colore della farina. Ambrato, tendente al nocciola. E lì capisci che quello che hai tra le mani è qualcosa di diverso dal solito. Mentre la lavori, poi,  senti la differenza dalle altre farine: non è molto forte, lo si vede dalla fatica che fa ad assorbire la dose di acqua che usi di solito. Però insisti, e lei si arrende ad un’elasticità che non ti saresti aspettata di trovare. Poi, un’altra sorpresa ancora: al momento di aprire il forno. Alle narici ti arriva un vago profumo di nocciola tostata:  forse, è il colore che spinge l’immaginazione, che una farina – si sa – non può sapere di nocciola. Eppure, è lo stesso sapore che ti ritrovi in bocca all’assaggio, e che – inspiegabilmente – Irene dice di sentire dopo averne addentato il primo pezzo.  No, non può sapere di nocciola, una farina: ma può essere tanto ricca di sapore che la cottura forte, che provoca qualcosa di simile alla tostatura,  da finire per assomigliarci. E pure parecchio.

    Insomma, non è una farina come le altre questa farina Verna, regalatami dal Consorzio Agrario di Siena. In cosa sia diversa, in cosa sia diverso il grano che la produce, ve lo faccio raccontare da Patty.
     
    “Questo grano è nato dall’incrocio di due varietà già presenti all’Ente Toscano Sementi, vale a dire l’Est Mottin ed il Mont Calme. L’incrocio consentiva di ottenere un grano resistente alle altitudini per scongiurare l’abbandono della coltivazione in aree montane da parte degli agricoltori.
    Nonostante l’utilizzo di questa semenza lungo un trentennio, il grano Verna è stato riscoperto solo negli ultimi anni, con approfonditi studi dal punto di vista salutistico e nutrizionale.
    Si è evidenziato infatti che questo meraviglioso grano antico risulta poverissimo di glutine quindi perfetto per coloro che soffrono di intolleranze o difficoltà digestive. La lievitazione del pane prodotto con il grano Verna è quindi estremamente lunga e molto controllata.
    La macinazione a pietra a bassa velocità consente di mantenere il germe di grano all’interno del prodotto finito e preservare una quantità di vitamine e minerali che rendono questa farina veramente unica. Il suo colore la fa sembrare come una farina integrale invece è semplicemente una farina di grano tenero adatta a molti tipi di preparazione tra cui la pasta fresca. “
     
    Era da un po’ che pensavo a cosa farci. Oggi, complice l’idea nata in questi giorni di fare un corso on line sul pane nel forum di gennarino.org, ho deciso: focaccia!!!
    Ingredienti:

    500 gr di farina
    7 gr di lievito di birra fresco,
    3 cucchiai di olio,
    7 gr ca. di sale fino ,
    350 gr di acqua (50 per il lievitino, 280 per l’impasto, 20 per sciogliere il sale)
    ancora olio (almeno 50 grammi)
    sale grosso per la cottura e la superficie

    Innanzitutto, ho preparato il lievitino, sciogliendo  il lievito in un 50 gr di acqua ,  a cui ho unito 50 gr di  farina ed ho mescolato in modo da ottenere un impasto che ho coperto e fatto  riposare  1/2 ora.

    Foccaccia di farina di grano Verna

    Ho preparato quindi l’impasto mettendo la farina in una ciotola, cospargendola con 3 cucchiai di olio e  mettendo al centro il lievitino ormai pronto. Ho dato una prima impastata, con un cucchiaio (in questa fase mi interessava solo unire gli ingredienti), ho aggiunto il sale sciolto in 20 gr di acqua e ho impastato ancora.

    Poi,  ho rovesciato sul piano di lavoro ed ho impastato una decina di minuti fino a quando non è diventato abbastanza elastico da non attaccarsi alla spianatoia.

    Ho collocato quindi l’impasto in una ciotola e ho fatto lievitare per un’ora circa (la temperatura ambiente era di 26 gradi).


    Passato questo tempo, ho dato un giro di folding.

    Ho coperto di nuovo e fatto lievitare ancora un’ora e ho fatto ancora un altro folding.

    Ho fatto lievitare ancora un’altra ora e poi ho preso della carta forno e con questa ho coperto il fondo di una teglia e poi l’ho unta  abbondantemente d’olio. Ho rovesciato  quindi l’impasto lievitato sul foglio e l’ho schiacciato con le mani, in modo da renderlo sottile in modo uniforme.

    Ho fatto quindi  riposare una trentina di minuti ed ho scavato  con le dita le caratteristiche “fossette” infilando le punta nella pasta e allargandole. Poi, ho preparato  un’emulsione di olio e acqua in parti uguali e ho cosparso di questa la superficie della focaccia.

    Ho infornato in forno a 250 gradi, appoggiando la teglia in basso sulla pietra refrattaria.

  • Focaccia morbida con acqua di filatura di mozzarella di bufala campana

    Focaccia morbida con acqua di filatura di mozzarella di bufala campana

    focaccia morbida ricetta
    Questa Focaccia morbida è una ricetta nata mentre impastavo il pane all’acqua di filatura della mozzarella di bufala- Anzi, la pitta calabra (altra storia, maggiore idratazione e impasto più simile alla pizza che al pane): mi sono resa conto che di acqua ne avevo scongelata un po’ troppa. Ne avevo utilizzata giusto la metà: che fare, allora? Di buttarla via, non se ne parlava neppure. Meglio inventarmi qualcos’altro. Magari per cena.
    Magari, una focaccia morbida
    L’impasto? Diretto e veloce, lo stesso della pitta: ad alta  idratazione, il 70 per cento circa. Un po’ difficile da maneggiare ma di grande soddisfazione. Voi usate pure il liquido di governo della mozzarella, quando vi capita di comprarne: è talmente buono che merita di non essere buttato.
    Focaccia ai pomodorini all’acqua di filatura di mozzarella di bufala campana.
    Ingredienti
    500 gr di farina, io ho usato la Caputo Blu
    10 gr di lievito di birra fresco
    1 cucchiaio raso di sale fino
    60 gr di olio
    350 gr di acqua di filatura di mozzarella di bufala campana (voi potrete sostituirla con il liquido di governo a cui potete aggiungere il latte perduto dalla mozzarella al momento del taglio)

    300 gr di fior di latte
    300 gr di pomodorini
    origano
    olio e.v.o. (un po’ di questo, serve anche per condire la teglia)

    Procedimento

    L’impasto va preparato in modo diretto: si impastano coè tutti gli ingredienti (tranne il sale, che è meglio aggiungere alla fine, sciolto in un po’ di acqua) e si lavora la pasta fino a quando questa non abbia preso consistenza, magari usando la tecnica dell’impasto sbattuto. Poi, si aggiunge il sale e si lavora ancora per qualche minuto. 
    Lasciate lievitare, in una ciotola coperta, finchè non abbia raddoppiato il suo volume. A questo punto,  rovesciate la pasta  su una spianatoia infarinata  e date un giro di pieghe a 3. Aspettate un’altra mezz’ora, e altro giro.

    A questo punto, prendete la vostra teglia (mai la leccarda, pessimo conduttore di calore, per nulla adatto alla cottura) e ungetene bene il fondo con un paio di cucchiai (o più) di olio. Prendete l’impasto e date un folding veloce come fa Glutine in questo video:

    Appoggiatela quindi nella teglia e fatela riposare per una ventina di minuti e poi stendetela, sarà semplicissimo, fino a ricoprire tutta la superficie della teglia e conditela come più vi aggrada. Io ho usato pomodorini, fior di latte e origano. E, ovviamente, altro olio.

    Tutto qui. La vostra focaccia morbida è pronta.

  • Focaccine al gorgonzola, miele al tartufo e olio di Spello

    Focaccine al gorgonzola, miele al tartufo e olio di Spello

    Focaccine gorgonzola miele tartufo

    L’olio di questa settimana, per la serie “Ricette per la Città dell’Olio?”? Un olio umbro, Extravergine di Spello, dal gusto piccante e particolare, corposo ed aromatico, con un finale che mi ha ricordato la mandorla amara. Probilmente proprio per questo all’assaggio  mi è venuta immediatamente voglia di accostarlo ad un sapore dolce ed altrettanto aromatico, sia pure in modo diverso, come quello di un miele particolare. Aggiungendo la cremosità, aromatica anche questa, di un gorgonzola sciolto dal calore di una focaccia in cottura. Avevo voglia di lievitati, da un po’ che non impastavo, ed ero indecisa tra un primo di pasta, magari con fave fresche di stagione, ed un lievitato. Alla fine, probabilmente, ha vinto la nostalgia. E lievitato è stato. Questo.

    550gr di farina caputo blu,
    3 uova,
    100 gr di miele di arancio,
    10 gr di lievito di birra,
    100 di olio DOP UMBRIA DEL FRANTOIO DI SPELLO
    100 gr di acqua
    10  di sale disciolti in venti gr di acqua

    200 gr di gorgonzola cremoso
    30 gr di miele al tartufo (ovviamente, in sostituzione, potete utilizzare quello che preferite)

    Focaccine gorgonzola miele tartufo

    La lavorazione, molto semplice, ad impasto diretto. Nella ciotola della planetaria, 500 gr di farina, il miele e il lievito sbriciolato (ho lasciato da parte 50 gr ca. per usarli alla fine, nel caso in cui l’impasto fosse troppo idratato e facesse fatica ad incordare. Ho avviato la macchina a bassa velocità e ho aggiunto le uova, una per volta, e poi l’acqua. Una volta che l’impasto ha preso corpo, ho aggiunto l’olio a filo e  – quando l’impasto mi è sembrato ben incordato – il sale disciolto nell’acqua.
    Ho interrrotto quindi la lievitazione, coprendo la ciotola con una pellicola, e ho lasciato lievitare sino al raddoppio. A questo punto, ho proceduto come per i panini al latte: rovesciando cioè l’impasto sulla spianatoia e schiacciandolo, senza reimpastare: ho diviso in porzioni uguali – ca. 40 gr ognuno – e ho formato i panini. Ho lasciato lievitare ancora per un’ora circa ed ho schiacciato le palline in modo da formare un buco al centro, in cui ho posato qualche pezzetto di gorgonzola e abbondante olio. Ho passato in forno molto caldo fino a cottura e, al momento dell’estrazione dal forno (quando cioè le focaccine erano ancora ben calde) ho cosparso di miele di tartufo.

    Focaccine gorgonzola miele tartufo

    Le altre ricette di oggi, per la Città dell’Olio:

    Biscotti all’avena e sciroppo d’acero da Fausta Caffè col Cioccolato
    Costolette d’agnello alla senape da Stefania Cardamomo and co
    Pici con patè aromatico di olive e pomodorini verdi da Sabina Cook’n book
    Cacio e pepe ai carciofi, di Patty Andante con Gusto.

  • Focaccia facile all’olio extravergine di oliva

    Focaccia facile all’olio extravergine di oliva

    focaccia facile

    Una focaccia facile perfetta per risolvere un problema che da un po’ abbiamo in casa.
    Alla Belva piace la focaccia. Le piace tanto che la vorrebbe tutte le mattine a merenda, a scuola. Ma ha un problema, appunto, ereditato da me purtroppo: la tendenza ad ingrassare. E i pezzi di focaccia venduti al forno sono troppo grandi. E lei troppo golosa: non è capace di lasciarne manco una briciola. E manco di regalarne a qualche compagno di classe. Allora abbiamo deciso: merenda buona ma fatta in casa e divisa in pezzi di dimensione – e soprattutto calorie – “giuste”.

    E domenica l’abbiamo preparata insieme seguendo una mia vecchia ricetta della focaccia genovese, ma usando una dose minore di olio e senza le caratteristiche fossette.

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    Ha il vantaggio di non dovere essere impastata a lungo, ma di sfruttare le pieghe per dare corda all’impasto. Se non sapete di cosa sto parlando, niente paura… leggete qui e capirete tutto!

    focaccia facile

    Insomma: una focaccia facile, che più facile non si può!

     

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    Un lavoro abbastanza facile, insomma. Peccato solo che sia piaciuta anche alle amiche e che domeniche ci tocchi immpastare in doppia dose… 😉