Ricette preparate da me (e qualche volta anche inventate) ma non solo: anche foto – di cibi, luoghi e produttori – e segnalazioni di eventi cui vale la pena di partecipare. Accompagnate da uno sguardo alle mie foto pubblicate su Flickr, visto che fotografare mi piace *almeno* quanto cucinare.

 

Le mie ultime preparazioni

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Gli spaghetti al pomodoro di Peppe Guida
  La ricetta degli spaghetti al pomodoro… ma ce ne era proprio bisogno? Certo, assolutamente: perché questa è *la* ricetta, per diversi motivi. Innanzitutto, per l’autore: Peppe Guida, Antica Osteria Nonna Rosa Vico Equense. E sullo chef, non credo ci sia da aggiungere altro. Secondo, per il pomodoro utilizzato. Il Corbarino Sapori di Corbara, di cui vi ho già parlato qui. Assolutamente sorprendente, nell’incontro tra dolcezza e sapidità che caratterizzano il suo sapore. Terzo, per la pasta utilizzata: Spaghettini di Gragnano del Pastificio dei Campi. Certo, potete utilizzare anche gli spaghetti – importante è che siano buoni, anzi ottimi –
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Ravioli di zucca mantovana, quelli con la mostarda. Una ricetta italiana tra le mie preferite
Una ricetta italiana tra quelle che più amo: i ravioli di zucca. Indispensabile, una zucca adatta – possibilmente di quelle tonde e non troppo grandi. Magari, mantovana – e un po’ di tempo e voglia per giocare con la pasta fresca. Questa, preparatela in anticipo in modo da potervi dedicare al ripieno durante il tempo di riposo. In questo modo, il glutine si rilasserà e sarà più facile stenderla. Altra raccomandazione importante: una volta pronti, non lasciateli seccare prima di cuocerli. Si rovinerebbero: preparateli subito, oppure sbianchiteli: in questo modo, potrete anche congelarli senza danno. Ultima raccomandazione – sì lo so,
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Il salumificio Spiezia, tradizione e innovazione al servizio della produzione del Salame Napoli (e non solo)
Chi ama la cucina napoletana, e di questa conosce bene alcuni delle sue preparazioni più caratteristiche come il Casatiello, il Panino Napoletano o il Gattò di patate, conosce sicuramente il Salame Napoli. E conosce anche Spiezia, un marchio che da oltre un secolo è produce questo tipo di salame. E che rende possibile, grazie alla sua distribuzione sull’intero territorio nazionale, anche ai campani che come me vivono lontani dai luoghi di nascita, di poter continuare a gustare il salame nella sua concia tradizionale.  Chi lo conosce infatti sa che questo salame è molto diverso dagli altri – pur buonissimi –
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Candele di Gragnano alla crema di Pomodorino di Corbara, cipollotto fresco e profumo di limone
Il Pomodorino di Corbara è un pomodoro particolarissimo. Non so se lo conoscete, se non  lo avete ancora assaggiato sappiate che vi state perdendo molto. Un sapore dolcissimo,  reso particolare da una nota leggermente salmastra. Avete presente quando state un po’ in riva al mare immersi nel vento? Ecco, proprio quello. Il Pomodorino di Corbara, pur nella sua dolcezza, ha nel sapore un finale leggermente salmastro. Questo lo rende particolarmente adatto per un piatto tra i più tipici della tradizione campana: gli spaghetti alle vongole fujute. Uno piatto semplicissimo, un soffritto di aglio olio e prezzemolo arricchito da qualche Pomodorino di Corbara
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La mia ricetta delle melanzane alla scapece, senza frittura
Prima di parlare della ricetta delle melanzane alla scapece, consentitemi però una divagazione. Per l’ennesima volta, stamattina, sono rimasta basita dalla lettura dei titoli dei giornali. L’ennesima donna uccisa per mano del compagno che aveva deciso di lasciare. L’ennesima donna morta perché qualcuno ha deciso che – come donna – o lei viveva *per lui* oppure non aveva diritto di vivere. Eppure, ogni volta che pronuncio o scrivo il termine femminicidio, un sacco di gente ancora non capisce di cosa si stia discutendo. Per non parlare poi delle battute sarcastiche quando succede il contrario: quando è una donna ad uccidere

Le mie foto

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Il mercato della Terra di Piano di Sorrento: un’occasione unica, per conoscere il sapore di un territorio
Al Mercato della Terra di Piano di Sorrento ci sono stata in maggio. Ma c’è ogni seconda domenica del mese, per cui – se siete in zona – vi consiglio di non perderlo. Nulla di  trascendentale, per carità. Un piccolo mercato ospitato dalla struttura del mercato ortofrutticolo di Piano di Sorrento in Piazza della Repubblica, ma un’occasione unica per scoprire i sapori più autentici del territorio sorrentino.   I produttori presenti sono quelli dei Presidi Slow Food e delle comunità del Cibo di terra e di mare della Penisola Sorrentina, di Castellammare di Stabia, del Vesuvio, dell’agronocerino sarnese e del
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Le zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa
Le zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa sono quelle più tradizionali, fritte e letteralmente sommerse di crema pasticcera. Ho avuto la fortuna di assistere alla loro preparazione, direttamente dalle mani di Nonna Rosa che – anche se ormai nella pasticceria del ristorante  è quotidianamente sostituita dal nipote Francesco Guida, quando c’è da mettere mano ai dolci più tradizionali non si tira indietro. E in pochi minuti è capace di tirare fuori dalle mani  le preparazioni che hanno fatto la storia della sua cucina. Come queste zeppole di San Giuseppe: dala consistenza particolare, dovuta alla frittura che unisce croccantezza  e
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Ischia, un sogno lungo tre giorni
Quale voce viene sul suono delle onde che non sia la voce del mare? È la voce di qualcuno che ci parla, ma che se ascoltiamo tace, proprio per esserci messi ad ascoltare. Incredibile ma vero: io, che quando avevo letto del concorso organizzato da Malvarosa edizioni e finalizzato alla consegna dei Food Blog Awards avevo rinunciato in partenza (pensando che *tanto, figurarsi, chissà quante persone più brave di me parteciperanno e quindi che speranze mai posso avere?*) non solo ho deciso negli ultimi giorni di partecipare ma ho addirittura vinto. Già, vinto. Nella sezione food photography. E  grazie a questa vittoria,
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I mostaccioli di Soriano Calabro
I mostaccioli di Soriano Calabro in  un po’ di foto, scattate a luglio dell’anno scorso, di uno degli ultimi laboratori tradizionali di mostaccioli, a Soriano Calabro.  Quello di Valentino De Nardo, dove ancora lavora uno degli ultimi mastazzolari capaci di creare a mano queste meraviglie.  Un’arte antica, purtroppo in via di estinzione. I mostaccioli – o, meglio, in dialetto calabro: “mastazzola” – sono biscotti a pasta piuttosto dura a base di farina e miele d’arancio. Hanno le forme più svariate e (a volte anche un po’  eccessive) e sono decorati da carta stagnola colorata. Sono dei dolci tipici calabresi, che ancora oggi
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Alla scoperta dei pomodori Mutti
Un invito improvviso, inaspettato. La possibilità di visitare lo stabilimento della Mutti a Parma. Per seguire il viaggio dei pomodori, a partire dai campi fino ai barattoli destinati a finire sulle nostre tavole. Non la faccio tanto lunga, dico solo che sono rimasta molto  sorpresa. Ospitalità a parte – squisita, a cominciare dalla cena di arrivo nella splendida cornice di Villa Ziveri a Bannone di Traversetolo, in compagnia di Francesco Mutti che ci ha introfotto brevemente al  progetto “Sommelier del Pomodoro”, pensato grazie al contributo live dei tre chef Jre, Marianna Vitale (Napoli), Filippo Saporito (Siena) ed Eros Picco (Milano) per “costruire

Di tutto un po’

Grigliata di Ferragosto? Scegli Bombelli Carni
  Uno dei negozi di cui sento più la mancanza in questi ultimi anni: la macelleria. Qui in zona stanno scomparendo, soppiantati dai supermercati. Eppure un buon macellaio è un amico importante in cucina. Per aiutarti nella scelta del taglio giusto, per tritare la carne come piace a me – per esempio, io MAI per il ragù carne macinata già pronta: macino la cartella di manzo o il guanciale… tutta un’altra storia! – per un sacco di cose, insomma. Ecco, io vorre avere una macelleria vicino casa, magari come ‪Bombelli Carni‬. E invece mi tocca fare i kilometri. L’Ingrosso Carni
Gli spaghetti al pomodoro di Peppe Guida
  La ricetta degli spaghetti al pomodoro… ma ce ne era proprio bisogno? Certo, assolutamente: perché questa è *la* ricetta, per diversi motivi. Innanzitutto, per l’autore: Peppe Guida, Antica Osteria Nonna Rosa Vico Equense. E sullo chef, non credo ci sia da aggiungere altro. Secondo, per il pomodoro utilizzato. Il Corbarino Sapori di Corbara, di cui vi ho già parlato qui. Assolutamente sorprendente, nell’incontro tra dolcezza e sapidità che caratterizzano il suo sapore. Terzo, per la pasta utilizzata: Spaghettini di Gragnano del Pastificio dei Campi. Certo, potete utilizzare anche gli spaghetti – importante è che siano buoni, anzi ottimi –
Imprenditorialità e cultura: Antonio Amato e Parco Archeologico di Paestum, un tuffo verso il futuro parte seconda
Proprio stamattina, in cui l’hashtag #cilento è tra i top trend su Twitter grazie alla notizia di un masso abbandonato da un anno in mezzo ad una strada cilentana – il che ne fa quasi il simbolo di una terra abbandonata da Dio e dagli uomini, come se Cristo ancora oggi fosse ancora fermo a Eboli ad aspettare un treno che mai arriverà – arriva una una notizia di quelle che riempiono di gioia. L’esempio che non tutto è fermo, ma che esiste un Cilento che funziona e va avanti. E persino può divenire simbolo di un nuovo modo di
#EatPrato, un viaggio all’interno di un territorio e dei suoi sapori
Conoscete Prato? No? allora, mi spiace ma devo darvi una brutta notizia: non conoscete nemmeno la Torta Setteveli di Luca Mannori, le pesche dolci del Sacchetti, i profumi del Forno Mattei, la superba architettura de la Ferdinanda e un sacco di altre cose. Che non conoscevo neppure io, confesso, ma che ho scoperto grazie ad una partecipazione – parziale, purtroppo: avevo il treno prenotato verso sud e a metà tour sono dovuta scappare via – a  EatPrato,  una tre giorni per celebrare 300 anni di vino e di gusto. Non ci ero mai stata e devo dire che ho scoperto
Il salumificio Spiezia, tradizione e innovazione al servizio della produzione del Salame Napoli (e non solo)
Chi ama la cucina napoletana, e di questa conosce bene alcuni delle sue preparazioni più caratteristiche come il Casatiello, il Panino Napoletano o il Gattò di patate, conosce sicuramente il Salame Napoli. E conosce anche Spiezia, un marchio che da oltre un secolo è produce questo tipo di salame. E che rende possibile, grazie alla sua distribuzione sull’intero territorio nazionale, anche ai campani che come me vivono lontani dai luoghi di nascita, di poter continuare a gustare il salame nella sua concia tradizionale.  Chi lo conosce infatti sa che questo salame è molto diverso dagli altri – pur buonissimi –