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Parmigiana di melanzane dietetica in bicchiere

 parmigiana di melanzane in bicchiere

Una parmigiana di melanzane dietetica e servita in bicchiere. Pesto di melanzana viola, cotta a vapore al micro, con aglio fresco e cacioricotta. Crema di burrata e dadolata di pomodoro costoluto pelato. Facile facile: ho provato infatti ad usare il micro – appena comprato per consentire ad Irene di scaldarsi il pranzo al ritorno da scuola senza rischiare di incendiarmi la casa, reinterpretando un classico della cucina siciliana: il pesto di melanzane. Una volta, lo facevo partendo dalle melanzane fritte. Poi, da quando Sica ne ha postato una versione al vapore nel forum, sono passata alla cottura a vapore. E siccome il mio forno ha il cestino per cuocere a vapore al micro, mi sono detta “perché non provarci?”. Questo, il risultato. Che, sostituendo la burrata con crema di mozzarella frullata con il latte, è persino dietetico. A noi, è piaciuto molto: complice anche il gusto dell’aglio fresco che chi non gradisce può alleggerire usando olio all’aglio, ottenuto attraverso una leggera  ma  prolungata cottura  di questo in olio, e buttando via poi gli spicchi ormai cotti.

 
Per 4 persone
2 melanzane viola, di quelle dolci
150 g di stracciatella
3 pomodori ramati non troppo maturi
basilico
2-3 spicchio d’aglio, possibilmente fresco e “vestito”
50 gr di cacioricotta grattugiata
pepe
olio extra vergine di oliva
erbe aromatiche per i pomodori
sale grosso
 Parmigiana di melanzane dietetica
 
Innanzitutto, lavo  le melanzane e le taglio per il lungo in otto spicchi salandole leggermente. Le adagio poi nella vaporiera  del micro, dopo aver messo un bicchiere d’acqua sul fondo,  e le faccio  cuocere insieme all’agoio con funzione Vapore per 15 minuti (nota: non avendo il micro, o non avendo questa funzione, è possibile procedere con il classico cestello di bambù appoggiato sulla pentola in ebollizione).
 
Intanto, lavo  i pomodori e li incido sul fondo con un taglio a croce. Poi li pelo ed elimino i semi (se mi va, io in verità non lo faccio: mi piacciono molto) e taglio a cubetti condendo poi  con olio, sale ed altre erbe aromatiche a scelta.
 
Frullo quindi le melanzane con l’aglio, l’olio, sale, pepe e il cacioricotta grattugiato e riempio  4 bicchieri con la crema di melanzane, vi sistemo sopra la stracciatella resa cremosa ed un po’ spumosa da una passata di minipimer e terminate con la dadolata di pomodoro. Una spolverata di sale grosso, una foglia di basilico e la vostra parmigiana di melanzane dietetica è pronta.
 





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Melanzane in agrodolce e gamberi al vapore di passito

Melanzane in agrodolce e gamberi al vapore di passito
 
Queste sarebbero melanzane in agrodolce ma, in verità, non so come chiamarle. La forma e’ sicuramente quella di un tortino, ma le melanzane sono semplicemente costrette in quella forma dall’uso di un coppapasta. Unico legante, se così si puo’ chiamare, il caramello all’aceto che, raffreddandosi, diventa cremoso ed aiuta a mantenere la struttura.
 
In ogni caso, le melanzane sono messe in acqua e sale grosso per un’ora almeno. Una volta strizzate, sono tagliate a listarelle sottili, come per ottenere delle tagliatelline, e sono trifolate in olio dal gusto non troppo deciso e uno spicchio di aglio (non soffritto, appena scaldato in modo da fargli semplicemente rilasciare un po’ di aroma). Poi ho preparato del caramello a cui ho aggiunto, una volta pronto, un po’ di aceto rosso: in questo modo ho ottenuto una salsa con cui ho condito le melanzane. Ho aggiunto un po’ di sale e un pizzico di origano e lasciato marinare per un paio di ore.
 
Una decina di minuti prima di servire le mie melanzane in agrodolce, le ho sistemato in un coppapasta poggiato sul piatto ed ho leggermente schiacciato in modo da dare forma ben circolare: poi ho cotto al vapore i gamberi sistemandoli su un colino appoggiato su un tegamino in cui ho messo del passito a bollire a fuoco dolce. Li ho quindi poggiati sul tortino ed ho completato il piatto con qualche goccia di fondo di cottura ai gamberi (però la prossima volta ci metto l’aceto balsamico oppure, perche’ no? qualche goccia di caramello all’aceto), una brunoise di buccia di zucchina e sale rosa.
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Polpette di melanzane

Ricetta polpette di melanzane, preparare le polpette di melanzane
 
polpette di melanzane
Polpette di melanzane

Questa ricetta di polpette di melanzane nasce da un filo conduttore comune a diverse ricette povere: la sostituzione della carne con la melanzana. Roba di altri tempi, certo, dettata dalla necessità di inventarsi pietanze nutrienti – storicamente, si sa, i tempi della fame coincidono con quelli del lavoro fisico, bisognoso di energie per compensare il dispendio dovuto all’attività lavorativa – con ingredienti poveri quasi sempre presenti anche nei più spogli orti casalinghi.

 
Non solo ricette salate, ma anche dolci. Basti pensare ad un dolce tipico della pasticceria ragusana la “licurdia ” in cui la melanzana era usata nel ripieno in sostituzione della carne, ingrediente tipico della preparazione originaria, la “mpanatigghia” (dolce nato come sotterfugio, fu inventato infatti – almeno, così si dice – dalle monache per permettere ai membri del clero, spero anche di sesso femminile, di mangiare carne nei periodi di quaresima).
 
Ovviamente, ricette di dolci come questi sono eccezioni: la maggior parte delle sostituzioni riguarda piatti salati. Come, appunto, le polpette di melanzane, preparate come le classiche polpette, dove la polpa delle melanzane viene usata in sostituzione della carne.
 
Diffuse in tutta la cucina campana, sono però presenti anche in altre regioni del sud, come la Calabria.
In campania, che è la versione cui sono abituata, sono preparate con la melanzana del tipo più diffuso, la cima viola.
 
 

Polpette di melanzane : ingredienti

1 KG circa di melanzane,
200 gr di pane raffermo (meglio un tipo tradizionale, mollicoso e privato della crosta)
2 uova intere,
200 gr di formaggio grattugiato (io preferisco il provolone grattugiato, ovviamente stagionato, oppure del pecorino).
pangrattato, quanto basta per asciugare l’impasto.
sale,
pepe,
prezzemolo

 

Polpette di melanzane : procedimento

Le melanzane, una volta lavate, vengono sbucciate (non tutti lo fanno, dipende dai gusti) e tagliate a dadini. Non è necessario far perdere l’acqua nel classico bagno in acqua e sale visto che non vengono fritte (almeno non in questa fase) ma bollite – modalità che non amo – o trifolate in padella con olio ed aglio. Una volta cotte, dovranno essere ben morbide, si mettono in una ciotola e si lasciano raffreddare. Intanto, ammorbidire velocemente il pane in acqua e strizzarlo bene, in modo da eliminare ogni eccesso di acqua.

 
Ricetta polpette di melanzane, preparare le polpette di melanzane
 
Una volta tiepide le melanzane, aggiungere gli altri ingredienti (pan grattato a parte, visto che la quantità di questo dipenderà dall’umidità complessiva dell impasto) e impastare. Volendo, quest’operazione può essere fatta con un cutter: io, preferisco farla a mano. I pezzi di melanzana, per quanto spappolati, restano ben riconoscibili attribuendo al risultato finale una varietà di gusti che andrebbe irrimediabilmente persa se si lavorasse l’impasto con una macchina.
 

Quando l’impasto risulta ben omogeneo (ed asciugato dall’aggiunta di una giusta quantità di pan grattato), formare le polpette e infarinarle leggermente.

Ricetta polpette di melanzane, preparare le polpette di melanzane
 

Al momento di friggerle, in olio fondo a 180 gradi circa, schiacciarle leggermente con le mani. Io, almeno, le preferisco così.

 E voi?
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La parmigiana di melanzane (la versione classica campana)

Parmigiana di melanzane

La parmigiana di melanzane la ricetta classica: a base di melanzane fritte, come da tradizione, fior di latte e pomodoro. Raccomandazione importante: preparatela in anticipo, sarà molto più buona se ben riposata.
Premessa.
Per anni mi sono chiesta del perchè fosse chiamato parmigiana un piatto di cui a Parma ignoravano l’esistenza (fino ad un po’ di anni fa, almeno: l’emigrazione dovuta al boom economico, trapiantando in emilia migliaia di persone provenienti dal Sud, ha annullato quest’ignoranza. Per fortuna dei parmensi). Poi, discutendo di cucina in it.hobby.cucina, il primo “forum” di cucina on line che ho iniziato a frequentare più di dieci anni fa, Sergio di Palermo mi svelò il mistero: il piatto non prende il nome da uno degli ingredienti utilizzati ma dalla disposizione delle melanzante. Tanto che la definizione esatta non è quella, pur diffusa, di “melanzane alla parmigiana” quanto piuttosto di “parmigiana di melanzane”.
 
Inoltre non si può parlare, come al solito quando si racconta dei “classici” della cucina italiana, di una sola ricetta. Nel caso della parmigiana, ne esistono almeno due. Quella campana, ricca e mozzarellosa, e quella siciliana (palermitana anzi, ad esser precisi) spolverata di solo caciocavallo ed il più delle volte cotta solo in padella sul fuoco.
 
In questo caso, quindi, andrebbe specificato che questa ricetta è quella “campana”. In verità, ciò non è del tutto vero in quanto le melanzane usate non sono quelle strette e lunghe, perfette per la versione partenopea, ma quelle leggermente più tondeggianti e corte, di solito usate in Sicilia. Non saranno canonicamente corrette ma io queste avevo e ho fatto di necessità virtù.

parmigiana di melanzane la ricetta classica

 

Detto questo, la ricetta. Raccontata per punti, per provare a non appesantire troppo il discorso.
Gli ingredienti
1,5 kg di melanzane
600 gr di mozzarella o fior di latte (il migliore? Quello di Agerola)
150 gr di caciocavallo o provolone stagionato grattugiato (o pecorino, stando però attenti al sale utilizzato)
Olio per friggere
sale
600 gr di pomodori pelati o 1,2 kg di pomodori freschi pelati a mano
aglio
basilico fresco
un paio di cucchiaiate di olio per il sugo
Parmigiana di melanzane
Il sugo di pomodoro
A me piace semplicissimo, a base di aglio e non di cipolla (come preferito da altri). Con pochissimo olio, lo stretto indispensabile per soffriggere l’aglio, visto che quello della frittura delle melanzane è più che sufficiente. Unica condizione, che sia RISTRETTISSIMO. Uno dei difetti peggiori della melanzana, infatti, è l’acquetta sul piatto sotto la fetta e per evitare di ottenere questo risultato occorre che il sugo sia – appunto – ben ristretto e che la parmigiana riposi un paio d’ore prima di essere passata in forno. E un’altra prima di essere servita: tiepida o riscaldata, la parmigiana servita appena sfornata non è mai buona come quella riposata.
Come fare, è presto detto. Una padella larga ed un fuoco vivace. Un giro di olio, un paio di spicchi di aglio e vai con il soffritto. Poi, fuori dal fuoco, il pomodoro pelato (o fresco, e pelato a mano) ed il sale. Il tutto, portato a cottura in modo, ripeto, da eliminare tutta l’acqua dal sugo. A fuoco spento, un bel numero di foglie di basilico spezzettate a mano. Pronto.
La preparazione dei formaggi
Già detto: l’acqua è nemica della parmigiana. Anche quella della mozzarella (fior di latte, anzi, per essere canonici). Per cui, questa non va usata cosi’ com’è ma ridotta a pezzettini (io preferisco farlo con le mani, sfibrandola, trovo che in cottura si amalgami meglio, se trattata così) e lasciata a scolare per un paio d’ore. L’altro formaggio, invece, va semplicemente grattugiato e messo da parte.
La preparazione delle melanzane

 

Vanno tagliate in modo regolare, a spessore sottile. 4-5 mm, bastano: di più, assorbirebbero troppo olio. Poi, a bagno in acqua e sale (quantità per quest’ultimo come se dovessi cuocere la pasta, piùo meno) e ce le lascio una ventina di minuti. Trascorso il tempo le tolgo dal bagno e le metto in un colapasta coperte da un piatto capovolto. Sopra una pentola piena d’acqua, che le schiacci con il suo peso in modo da strizzarle, per una trentina di minuti.Ecco, ora sono quasi pronte per essere fritte: devono solo essere asciugate. La versione canonica prevederebbe il sole, ma chi come me abita tra le nebbie padane può anche accontentarsi di una passata in centrifuga, che funziona abbastanza bene.
parmigiana di melanzane la ricetta classica

 

La frittura
L’olio innanzitutto: su questo non riesco a transigere. Olio extravergine di oliva. Se si vuole sapore, non ci si può accontentare di niente di meno. Non è necessario che sia di qualità eccelsa (tradizionalmente, del resto)per la frittura del resto si usava l’olio vecchio, quello avanzata dall’anno prima): io mi accontento di quello del super, comprato apposta nelle offerte speciali, tipo due per uno. Poi, il recipiente: io scarto le padelle, in casi come questo: meglio un tegamino stretto ed alto in modo che l’olio sia ben fondo. Per la temperatura, alta ma non troppo: se avete un termometro, potete usare questo e regolarvi in modo da tenerla costantemente a 180-200 gradi.
Una volta fritte, poi, vanno tirate su e sgocciolate. E stese su carta assorbente in modo da far perdere l’olio eventualmente in eccesso.
L’assemblaggio.
Stampo a forma rettangolare: irrinunciabile. Gli esperti di parmigiana, esattamente come quelli delle lasagne, sanno bene che la parte migliore è quella vicino agli angoli, la più crostosa. Per cui, banditi gli stampi tondi, per la parmigiana non vanno bene. Si parte “sporcando” il fondo dello stampo con del sugo di pomodoro e sistemandovi sopra le melanzane, in questo modo (a parmiciana, appunto).
Poi, sullo strato di melanzane fritte, uno di fior di latte ed una abbondante spolverata di formaggio. Poi, pomodoro, senza esagerare (che tanto ne cadrà dall’alto) e di nuovo melanzane, fior di latte, formaggio, pomodoro. Fino ad esaurimento.
Sopra, uno strato di melanzane e di pomodoro (abbondante, stavolta, che si infili nei fori tra una melanzana e l’altra).
parmigiana di melanzane la ricetta classic
Il riposo
Ora, non fatevi prendere dalla fretta: lasciatela riposare almeno un paio di ore prima di cuocerla, o anche tutta una notte. I sapori si amalgameranno al meglio e la vostra parmigiana sarà più compatta al momento del taglio.

Parmigiana di melanzane

E se ci riuscite, una volta sfornata non mangiatela subito ma lasciatela riposare ancora, almeno un’oretta. Al momento di servirla, sarà più ancora compatta e saporita. Se proprio vi piace calda, concedetele un passaggio in forno per riscaldarla: non ne soffrirà, anzi.ps. Vi piace la parmigiana ma non avete tempo oppure non potete permettervela per motivi dietetici? Provate questa. Frettolosa e dietetica.




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A proposito di parmigiana di melanzane…

La parmigiana di melanzane
A proposito di parmigiana di melanzane, di cui sto discutendo su facebook insieme ad amici, partendo dalla ricetta postata da maria nel forum di gennarino.org, una annotazione al volo – nel vero senso della parola, dato che sono in treno – sul nome e sull’ASSENZA di parmigiano nella ricetta tradizionale, sia campana che sicula (esistono infatti due versioni di questo piatto, quante erano le Sicilie nel Regno Borbonico).
 
“Contrariamente a quanto comunemente pensato (soprattutto nel nord Italia), il nome di questo piatto non vuole assolutamente intentere “melanzane all’uso di Parma” o melanzane al parmigiano (reggiano). Il piatto, infatti, deve il suo nome al fatto che sembra una “parmiciàna”, ovverossia una particolare finestra a quattro ante che si sovrappongono una all’altra. E le melanzane, fritte, nella parmiggiana si mettono in file parallele sovrapposte. Cosa sia stato a dare il nome all’altro pero’ non si sa. a riprova di ciò va anche citato il fatto che già cinquant’anni fa, in Sicilia, il parmigiano era roba di lusso per pochissimi mentre la “parmiggiana” e’ sempre stato un piatto povero molto popolare, preparato con formaggi locali (come il caciocavallo stagionato).”

Non è un piatto semplicissimo, né veloce, ma  di grande soddisfazione. Scegliendo poi di prepararlo nella stagione giusta, quella in cui le melanzane e pomodoro hanno più sapore, è un piatto meraviglioso. Uno dei miei preferiti, sicuramente. Peccato che non sia proprio leggerissimo. Ovviamente, esistono versioni cosiddette “dietetiche”, buone per carità, ma non illudetevi: non avranno mai lo stesso sapore di una parmigiana preparata con tutti i crismi. Come quella che io preparo con questa
 ricetta.Provatela, se vi va. E poi, magari, venite a raccontarne.